Degustazione con i vini della Côte de Beaune
La Borgogna è una terra magica, la cultura viticola è radicata nella tradizione popolare oramai da molti secoli. Tradizioni ben percepibili in ogni luogo, che unite al fascino dei vini, riescono a rendere questa regione unica. In nessuna altra regione viticola, la misteriosa alchimia che si sviluppa tra vitigno, terroir, e lavoro dell’uomo, presenta così tante sfumature e produce dei vini che sanno sempre emozionare.


La degustazione
Saint Aubin 1er Cru Les Charmois 1999 – Domaine Ramonet
Odore di tappo, sostituita.
Saint Aubin 1er Cru En Remilly 2006 – Sylvain Langoureau
Saint Aubin sovrasta Chassagne-Montrachet, è un comune in piena crescita dove si producono Chardonnay strutturati e di ottima longevità, i loro prezzi sono ancora abbordabili. Anche se ancora molto giovane questo vino lascia trasparire cosa saprà dare in futuro: è denso e profondo, si esprime con precisione su note d’agrumi e una viva mineralità; deve ancora assorbire perfettamente l’influsso del legno. Un vino ampio e grasso che si sviluppa lungo con energia ed eleganza. Molto buono, ma lo sarà di più tra 5-6 anni.
Meursault Les Chevalières 1999 – Domaine Fichet
Questo vino è classificato village ma rappresenta l’espressione del cru Les Chevalières. Ha un’impronta aromatica già un po’ evoluta: note di arachidi, nocciola, pepe, sotto bosco. È ancora vivo, anche se non per molto, è lineare e fresco, riscaldandosi prende corpo denotando anche una certa grassezza. Il finale evidenzia una componente speziata, minerale e ritorni di limone. Buono, ma da consumare.
Puligny- Montrachet 1er Cru Les Referts 1999 – Domaine Fichet
Les Referts sono nella parte più bassa dell’area Premiers Crus di Puligny, giusto al confine con Meursault. Il colore è dorato e brillante. All’olfatto è poco espressivo e quel poco che ci propone ci porta su note tendenti all’ossidazione. L’attacco è morbido con però un cedimento nel suo successivo sviluppo, ritorna solo sul finale evidenziando note date dal legno ed una eccessiva acidità. Non ci convince.
Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Baudines 2002 – Domaine Jean Marc Pillot
Il territorio di Chassagne è di quelli più prestigiosi per la lavorazione dello Chardonnay. È un vino che da questo momento comincia ad esprimere il proprio carattere basato sulla finezza e l’eleganza. È cremoso e ampio, sempre in tensione e profondo. Il finale è lungo e caratterizzato da ritorni agrumati e una fine componente boisé. Molto buono, un vino che può durare ancora diversi anni.
Meursault 1er Cru Les Cras 2006 – Domaine Buisson-Charles
Les Cras è l’unico Premier Cru occupato dallo Chardonnay che si trova nella parte nord del vigneto di Meursault, quella che si estende verso Volnay. È molto giovane ma in grado già d’entusiasmarci per quel carattere nervoso ed energico. Ha profondità e lunghezza, evidenzia una viva mineralità e fresche sfumature di pera, mela e fiori bianchi. Molto buono, vino dal grande potenziale evolutivo…
Corton-Charlemagne Grand Cru 2005 – Domaine Poulleau
La parcella che genera questo vino è rivolta verso sud, perfettamente esposta ai raggi del sole. Il vino è coerente a queste condizioni: è solare e denso, essendo molto giovane ha difficoltà a sviluppare il proprio profilo aromatico. È ampio, potente e ben modellato da una bella acidità. Il finale è lungo e di grande potenziale a venire, che fare ? aspettare !
Corton Pougets Grand Cru 1997 – Domaine R. Rapet
Un Pinot tutto in finezza. Ha un colore che denota maturità, esprime note di frutta nera, liquirizia, ginepro, fini speziature. L’attacco è morbido e saporito, ha uno sviluppo un po’ unidimensionale. Il finale manca di complessità per essere sugli standard richiesti ad un Grand Cru. Buono
Volnay 1er Cru Les Caillerets 1998 – Domaine Clerget
Les Caillerets è, con les Champans, uno tra i Premiers Crus di Volnay più in vista ma questo degustato non è sicuramente una delle massime espressioni. Poco espressivo, fluido, rustico con un’eccessiva secchezza sul finale, quindi …
Chassagne-Montrachet 1er Cru Les Macherelles 2002 – Domaine Jean Marc Pillot
L’ideale per rifarci dopo la delusione precedente. Ecco un vero Pinot che si presenta con finezza ed equilibrio. È d’ideale maturazione e freschezza, ha un carattere speziato a cui si alternano note di ciliegia nera, mora, liquirizia e una nobile presenza del legno. In bocca è energico e improntato su una struttura tannica di grande qualità, il finale ha una bella presenza e contraddistinto da un frutto croccante e da una fine mineralità. Un vino di grande precisione che da questo momento può garantire una grande soddisfazione.
Volnay Santenots 2003 – Domaine Buisson-Charles
Benchè sia denominato Volnay questo vino è l’espressione del Pinot Nero della zona nord di Meursault. È coerente con le condizioni dell’annata in questione e pronto ad essere consumato. È dolce, denso e maturo, ma non cotto. Sviluppa le sue sensazioni con intensità e rotondità soprattutto nella prima parte della bocca, è vellutato, ma poi manca di brillantezza e freschezza sul finale, paga l’annata eccessivamente calda. Buono
Beaune 1er Cru Cents Vignes 1999 – Château de la Velle
Vino che già dal colore denota segni di chiara evoluzione. Si presenta con un naso etereo, con note leggermente surmature e speziate. In bocca conferma le sensazioni già riscontrate al naso, dimostrandosi scomposto e poco armonico. Un vino che ci ha parzialmente deluso e già in fase calante.
Pommard 1er Cru Clos des Epeneaux 1999 – Domaine des Epeneaux – Comte Armand
Clos des Epeneaux è la parte più prestigiosa di Les Epenots, un monopolio di 5 ettari di proprietà dell’omonimo domaine. Oggi questo millesimo si dimostra un vino di valore assoluto, sa esprimere aromi di bellissima definizione, profondità e complessità. Ampio e voluminoso, accarezza il nostro palato con sensibilità e freschezza, termina lunghissimo. Un vino capace di migliorare la sua espressione nel corso del prossimo decennio … poi si vedrà. Grande vino!
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