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	<title>IL GIORNALE DEL VINO &#187; produttori</title>
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		<title>IL GIORNALE DEL VINO &#187; produttori</title>
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		<title>Incontro con Marco Parusso</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finezza, Equilibrio, Bevibilità e Digeribilità.
Questo è l&#8217;obiettivo che accompagna Marco Parusso nella produzione dei suoi vini. Convinzioni anche controverse e che non piacciono a tutti gli appassionati, soprattutto a quelli dei Baroli tradizionali, ma che non intaccano assolutamente le sue certezze. È una persona provocatoria, anche con se stesso, decisa nel difendere le proprie idee [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1954&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Finezza, Equilibrio, Bevibilità e Digeribilità.</p>
<p>Questo è l&#8217;obiettivo che accompagna Marco Parusso nella produzione dei suoi vini. Convinzioni anche controverse e che non piacciono a tutti gli appassionati, soprattutto a quelli dei Baroli tradizionali, ma che non intaccano assolutamente le sue certezze. È una persona provocatoria, anche con se stesso, decisa nel difendere le proprie idee ma capace di mettersi in discussione in ogni momento qualora ci fosse qualche cosa che non lo convinca.</p>
<p><em><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/Borgogna02975-copia-1.jpg" alt="" width="500" height="400" /></em></p>
<p><em>&#8220;Non essendo un metodico cerco d&#8217;osservare le nostre vigne, d&#8217;interpretare ed adattare il lavoro alle loro necessità. L&#8217;obiettivo è quello di ottenere terre vive, ben ossigenate e rispettate aiutandole, se necessario, con degli apporti organici che rendono le viti reattive, più sane e in grado d&#8217;offrirci uve di perfetta maturazione e capaci d&#8217;esprimere il valore del nostro territorio. Anche in cantina non abbiamo un modo definito di vinificare ma abbiamo un obiettivo ben preciso da realizzare, cioè la ricerca assoluta dell&#8217;equilibrio e dell&#8217;armonia.Vini di carattere, ricchi ma molto fini dove la struttura tannica si fonde al meglio con la materia. Negli ultimi anni abbiamo spinto sul concetto di digeribilità, cercando di produrre vini con un alto grado di bevibilità, fattore un po&#8217; perso in questi ultimi anni. Voglio ottenere dei Baroli più accessibili e godibili, meno difficili e scontrosi, bottiglie che non necessitano di essere aspettate una decina d&#8217;anni prima di essere godute a pieno&#8221;. <span id="more-1954"></span></em></p>
<p>Parusso è un grande estimatore delle botti nuove, usate con grande maestria, infatti il loro influsso aromatico sui vini è equilibrato e ben fuso nella struttura generale. Il loro effetto micro-ossigenatore è fondamentale nello stabilizzare il più velocemente possibile i vini rendendoli molto resistenti all&#8217;ossidazione, infatti i suoi Baroli mantengono il loro carattere per molti giorni dopo la stappatura. Il loro apporto influisce anche sulla qualità dei tannini rendendoli vellutati e molto fini.</p>
<p>È straordinario notare come i suoi concetti sono perfettamente evidenziati nella degustazione dei vini.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/n53024226587_1523343_7718358.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">I Sauvignon</span></p>
<p>Marco Parusso non fa mai cose banali, una quindicina d&#8217;anni fa ha voluto impiantare del Sauvignon a scopo sperimentale. Amante dei vini della Borgogna, avrebbe voluto lavorare dello Chardonnay ma il risultato non lo avrebbe soddisfatto, così decise per il Sauvignon. I vigneti si dividono tra Monforte d&#8217;Alba e Castiglione Falletto, le vigne più giovani sono destinate alla produzione del Langhe Bianco, mentre quelle che superano i 15 anni generano il Bricco Rovella.</p>
<p><strong>Langhe Bianco Sauvignon 2008</strong> (appena imbottigliato)</p>
<p>È di fine esuberanza, ha una nitida impronta esotica, è intenso, vivace e nervoso, ha una discreta grassezza e una fresca sapidità. Piacevole.</p>
<p><strong>Langhe Bianco Bricco Rovella 2006</strong></p>
<p>È un bianco di spessore, ogni passaggio della vinificazione, fermentazione alcolica, malolattica e maturazione per 12-15 mesi, avviene direttamente in piccole botti. Sorprende per maturità e finezza. Gli aromi sono di pompelmo e ananas, accompagnati da sfumature speziate per nulla stancanti. Al gusto rivela un bell&#8217;equilibrio tra grassezza, freschezza e sapidità.</p>
<p><strong>Langhe Bianco Bricco Rovella 2000</strong> (in magnum)</p>
<p>Ecco quello che non ti aspetteresti da un Sauvignon piemontese, la capacità di durare tranquillamente 10 anni. Il suo colore è magnifico, non dimostra affatto la sua età, un giallo dorato accompagnato da una brillante vivacità. Gli aromi sono freschi e complessi: albicocca, pesca, sotto bosco, polvere, &#8230; L&#8217;attacco è morbido e di buon volume, poi si sviluppa con agilità, solo sul finale è evidenziata una sfumatura di mandorla tostata. Un vino sempre vivo.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Le Barbere</span></p>
<p>La Barbera è coltivata in località Ornati a Monforte d&#8217;Alba. Due sono le etichette: l&#8217;Ornati, proveniente dalle giovani vigne, e la Superiore, nata  invece da ceppi di oltre 30 anni.</p>
<p><strong>Barbera d&#8217;Alba Ornati 2007</strong></p>
<p>Ha una dolce ed intensa espressione aromatica dove si evidenzia la purezza del frutto: lamponi, mora, sfumature floreali. È intenso, voluminoso e caldo, forse troppo, manca un po&#8217; di freschezza ed equilibrio ed anche il finale è leggermente asciutto. Ne parliamo con Marco che esprime i suoi dubbi sulla tenuta del  tappo, infatti degustiamo un&#8217;altra bottiglia che subito mostra un altro equilibrio.</p>
<p><strong>Barbera d&#8217;Alba Superiore 2006</strong></p>
<p>È una gran bella Barbera, coniuga tutte le sensazioni che ne fanno un vino di alto livello. Gli aromi sono meno esuberanti della precedente ma che finezza e che complessità: il frutto ha una equilibrata maturità, le note di lampone e di mora si completano a meraviglia con quelle speziate e rinfrescate da una nota balsamica. La bocca è succosa e una viva freschezza bilancia alla perfezione la ricca componente alcolica, ha corpo e una struttura tannica non invadente e fine. Molto buona.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">I Nebbioli</span></p>
<p>Il Nebbiolo è la vera passione di Marco Parusso, è la varietà con cui si è fatto conoscere ed apprezzare nel panorama enologico. Salvo le giovani vigne dedicate alla produzione del Langhe Nebbiolo, possiede pregiate parcelle nei crus della Bussia, Mariondino e Coste Mosconi in generale prodotti singolarmente.</p>
<p><strong>Langhe Nebbiolo 2007</strong></p>
<p>In quest&#8217;annata è un &#8220;piccolo Barolo&#8221;, ricco, maturo, con delle sfumature calde di frutta rossa e floreali. Ha un attacco ampio, si sviluppa con tannini dolci e vellutati, il finale è equilibrato e di buona lunghezza. Introduce alla perfezione la gamma dei Baroli. Buono</p>
<p><strong>Barolo 35° anni 2005</strong></p>
<p>La vendemmia 2005 coincide con il 35° dell&#8217;azienda, quindi perché non celebrarli con una cuvée speciale dove sono convogliate tutte le uve Nebbiolo da Barolo ?<br />
&#8220;Un  vino come faceva mio padre&#8221; esclama Marco.<br />
Non è un&#8217;annata monumentale ed il vino racchiude già belle sensazioni: finezza, purezza del frutto, eleganti sfumature speziate ed una fresca nota balsamica. Non ha una grande potenza ma lascia la bocca vellutata, ben rinfrescata e pienamente soddisfatta. Molto buono.</p>
<p>Una parte di questo vino non è stato imbottigliato e darà vita alla Riserva Oro 2005 che potremmo apprezzare solamente tra 10 anni. Vuol dire che attenderemo con pazienza &#8230; </p>
<p><strong>Barolo Bussia 2004</strong></p>
<p>Questa è stata un&#8217;annata molto favorevole per la zona del Barolo, una di quelle che originano vini di lunga durata. Il Bussia questa sera è in buona forma e si svela con qualità e definizione, sfilano sentori di mora e ciliegia, petali di rosa, tabacco, cioccolata e una nota balsamica. In bocca anche se è già gradevole evidenzia la sua giovinezza, ha una struttura equilibrata e fitta ma ha assoluto bisogno di tempo ed ossigenazione per sviluppare tutto il suo grande potenziale. Già bevibile ma attenderemmo alcuni anni per avere un eccellente prodotto. </p>
<p><strong>Barolo Riserva Oro 1999</strong></p>
<p>Gran finale con questa &#8220;special cuvée&#8221;, un vino che viene commercilizzato solamente dopo 10 anni e che sfata il concetto che se un Barolo è godibile in fase giovanile poi paga in longevità. Dalla degustazione emerge un vino che necessità di aria per esprimersi, poi la complessità si sviluppa con freschezza ed eleganza. È potente, grasso  e ricco, la grana dei tannini è sottilissima e vellutata, ha energia e si allunga verso un finale di assoluta completezza. Gran vino, già penamente apprezzato ma che saprà svilupparsi nel corso del prossimo decennio.</p>
<p>Il feedback avuto nei giorni successivi la serata ha voluto premiare la nostra proposta e le scelte di Marco Parusso. Un sincero grazie da parte nostra a Marco e a Gabriele per la riuscita della serata.</p>
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		<title>Visita a Bonneau du Martray a Pernard-Vergelesses</title>
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		<comments>http://giornaledelvino.wordpress.com/2009/03/13/1932/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 16:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Arturo Dori</dc:creator>
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Il domaine Bonneau du Martray si trova nel comune di Pernard-Vergelesses a pochi chilometri a nord di Beaune in direzione di Digione. La particolarità di questo domaine è che tutta la sua produzione di vini, sia bianchi che rossi, rientra sotto la denominazione grand cru : Corton Charlemagne per i vini prodotti con uve Chardonnay [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1932&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
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<div style="text-align:justify;"><a href="http://1.bp.blogspot.com/_Zi6aQI_p8Fo/R-DGFwLjBKI/AAAAAAAAAig/3krAhazyMUM/s1600-h/DSCN2352.JPG"><img style="display:block;text-align:center;cursor:pointer;margin:0 auto 10px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Zi6aQI_p8Fo/R-DGFwLjBKI/AAAAAAAAAig/3krAhazyMUM/s320/DSCN2352.JPG" border="0" alt="" /></a></div>
<div style="text-align:justify;">
<div style="text-align:justify;"><a href="http://www.bonneaudumartray.com/">Il domaine Bonneau du Martray</a> si trova nel comune di Pernard-Vergelesses a pochi chilometri a nord di Beaune in direzione di Digione. La particolarità di questo domaine è che tutta la sua produzione di vini, sia bianchi che rossi, rientra sotto la denominazione grand cru : Corton Charlemagne per i vini prodotti con uve Chardonnay e Corton per quelli prodotti con uve Pinot nero. Le vigne si trovano nel versante sud-ovest della collina de le Charlemagne dalla caratteristica forma a panettone, e sul versante ovest della coteau di Corton. L&#8217;estensione è poco più di 6 ettari e mezzo nella parte di Aloxe-Corton e di poco più di 4 ettari e mezzo in quella di Pernard-Vergelesses; di questi, 9.5 ettari composti da 15 differenti parcelle che producono il Corton Charlemagne e 1,5 di due differenti parcelle, che producono pinot nero. L&#8217;età media delle vigne è di circa 40 fatta eccezione per una parcella nel territorio di Charlemagne reimpiantata con chardonnay circa 4 anni fa e non ancora in produzione. <span id="more-1932"></span></div>
<p><a href="http://www.theage.com.au/ffximage/2005/09/05/jean_narrowweb__200x309.jpg"><img style="float:left;width:121px;cursor:pointer;height:187px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://www.theage.com.au/ffximage/2005/09/05/jean_narrowweb__200x309.jpg" border="0" alt="" /></a>Il proprietario e viticultore <span style="font-weight:bold;">Jean-Charles le Bault de la Morinière</span> alleva le sue vigne in modo biologico da oltre 10 anni. Durante la vinificazione non utilizza lieviti selezionati dicendo di non averne mai avuto bisogno ma sostenendo anche che, qualora se ne rendesse necessario l&#8217;utilizzo, non avrebbe problemi nel farlo adducendo che senza l&#8217;utilizzo di lieviti specifici non si avrebbe, per esempio, la splendida varietà di formaggi che ha reso famoso nel mondo il suo paese.</p>
<div style="text-align:justify;">Abbiamo degustato i vini inbottigliati, ad eccezione dell&#8217;annata 2006 ancora in botte fino alla seconda metà di Aprile; il 2007 non è stato possibile degustarlo perchè era in corso la malolattica. <span style="font-weight:bold;">Corton Charlemagne grand cru 2004</span> : un po&#8217; chiuso all&#8217;inizio, pare che sia la normale evoluzione di questo vino che tende a chiudersi dopo i primi 2/3 anni dalla messa in bottiglia per riaprirsi successivamente; burroso, grasso, ingresso in bocca abbastanza potente con spiccata componente acida; finale molto lungo. <span style="font-weight:bold;">Corton Charlemagne grand cru 2005</span> : naso potentissimo con note di tostatura, caffè e burro di cacao; spiccata mineralità , ingresso in bocca potente con bellissima acidità non spigolosa. Vino davvero bellissimo anche se più nell&#8217;aspetto olfattivo che gustativo. <span style="font-weight:bold;">Corton Charlemagne grand cru 2006</span> : naso molto delicato ed elegante, non potentissimo; note minerali spiccate, ingresso in bocca piacevole con acidità un po&#8217; sfuggente; finale non lunghissimo. <span style="font-weight:bold;">Corton grand cru 2005</span> : naso molto piacevole, forse un po&#8217; ruffiano con frutta in piena evidenza, lampone e fragolina di bosco in prevalenza; tannino un po&#8217; aspro, leggermente astringente; bella mineralità, finale non lunghissimo. <span style="font-weight:bold;">Corton grand cru 2006</span> : un po&#8217; chiuso al naso, note spiccate di tostatura; in bocca presenta un residuo di carbonica che lo rende leggermente pizzichino sulla lingua; tannino verde, quasi amaro. Direi che la qualità dei vini bianchi di questo domaine è di gran lunga superiore a quella dei pinot nero; l&#8217;annata 2005 è stata davvero una spanna sopra le altre come ormai tutti i produttori, e soprattutto i folli prezzi sul mercato, ci avevano fatto capire da tempo.</div>
<p><a href="http://cache.wine.com/labels/85811l.jpg"><img style="display:block;width:193px;cursor:pointer;height:161px;text-align:center;margin:0 auto 10px;" src="http://cache.wine.com/labels/85811l.jpg" border="0" alt="" /></a></div>
</div>
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Posted in Andar per Cantine, Aziende da conoscere, Degustando, Vini francesi Tagged: borgogna, côte de beaune, chardonnay, degustazioni, pinot nero, produttori, vini, visite <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaledelvino.wordpress.com/1932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaledelvino.wordpress.com/1932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaledelvino.wordpress.com/1932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaledelvino.wordpress.com/1932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaledelvino.wordpress.com/1932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaledelvino.wordpress.com/1932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaledelvino.wordpress.com/1932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaledelvino.wordpress.com/1932/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaledelvino.wordpress.com/1932/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaledelvino.wordpress.com/1932/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1932&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Jean-Marc Pillot a Chassagne-Montrachet</title>
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		<comments>http://giornaledelvino.wordpress.com/2009/01/20/jean-marc-pillot-a-chassagne-montrachet/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 19:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Patrick Essa lo definisce &#8220;hors class&#8221; nella sua classificazione delle aziende di Chassagne-Montrachet pubblicate su Degustateurs.com mentre l&#8217;amico Alex Nussbaumer ne è l&#8217;importatore per la Svizzera, quindi non ci resta che visitarlo.
Lo abbiamo scelto anche perché rappresenta alla perfezione il suo comune, conosciuto nel mondo per gli straordinari bianchi, benché la metà della sua superficie dona rossi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1609&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/PB180067.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Patrick Essa lo definisce &#8220;hors class&#8221; nella sua classificazione delle aziende di Chassagne-Montrachet pubblicate su <a href="http://www.degustateurs.com/forum/forum_posts.asp?TID=5419&amp;KW=classement">Degustateurs.com</a> mentre l&#8217;amico <a href="http://www.vinsmotions.ch/">Alex Nussbaumer</a> ne è l&#8217;importatore per la Svizzera, quindi non ci resta che visitarlo.</p>
<p>Lo abbiamo scelto anche perché rappresenta alla perfezione il suo comune, conosciuto nel mondo per gli straordinari bianchi, benché la metà della sua superficie dona rossi di sorprendente spessore.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/PB180072.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Per raggiungere la cantina, situata dal 1991 nella piccola zona industriale, passiamo attraverso le stradine che attraversano le vigne di Meursault, Puligny e &#8220;dei Montrachet&#8221;.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/DSC03543.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Viste le nostre referenze Jean-Marc Pillot ci riceve personalmente e ci fa partecipe della storia del Domaine e delle caratteristiche dei territori di Chassagne-Montrachet.</p>
<p><em>&#8220;La nostra famiglia si occupa della viticoltura da 5 generazioni, oggi in nostro patrimonio copre circa 10 ettari di vigne dove alloggiano in parti uguali lo Chardonnay e il Pinot Nero. Le vigne hanno un&#8217;età media di 60 anni, sono lavorate seguendo i metodi della lotta integrata, quindi pratichiamo trattamenti protettivi solamente quando è strettamente necessario.<br />
Le vinificazioni si differenziano, in inox i rossi e in fusti di legno i bianchi. La maturazione dei vini avviene con una percentuale di botti nuove del 20% per i Village e del 30% per i Premiers Crus.</em></p>
<p><em></em></p>
<p><em><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/PB180070.jpg" alt="" width="600" height="450" /></em></p>
<p><em>Purtroppo alcuni produttori stanno estirpando le vigne di Pinot Nero per sostituirlo con lo Chardonnay, questo avviene esclusivamente per una questione economica, pensando di potere guadagnare di più producendo vini bianchi molto ricercati in tutto il mondo. Lo Chardonnay occupa la parte di vigneti che va verso Puligny, mentre nei climats che si sviluppano verso sud, in direzione di Santenay, sono alloggiate entrambe le varietà.&#8221;</em></p>
<p>La degustazione è caratterizzata dai vini dell&#8217;annata 2007, contrariamente alle abitudini si comincia dai rossi per continuare con i bianchi, questo ci fa capire la loro importanza.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/25_chassagne-copia-1.gif" alt="" width="599" height="355" /></p>
<p><strong>Bourgogne Rouge</strong></p>
<p>Le uve sono vendemmiate nel lieu-dit Les Grandes Terres situato sul comune di Santenay. Mette in risalto note di piccoli frutti di bosco. È delicato, vivo e di bella presenza. Il finale è piacevolmente fresco e di buona bevibilità. Discreto e senza troppe pretese.</p>
<p><strong>Chassagne-Montrachet Rouge</strong></p>
<p>È un vino con un&#8217; esuberante espressione aromatica: ribes, amarena e lampone. Dà un attacco minerale, discreta struttura e tannini non invadenti. È snello e con un piacevole e fresco finale. Un vino gentile.</p>
<p><strong>Santenay</strong></p>
<p>Si tratta di una parcella di 1 ha. nel lieu-dit Champ Claudes, si sviluppa giù nella pianura al confine con Chassagne. Quì le terre sono più umide e pesanti, generando un vino ampio e voluminoso che evolve una bella potenza tannica, un finale minerale completa il tutto. Buono.</p>
<p><strong>Chassagne-Mantrachet 1er Cru Les Macherelles Rouge</strong></p>
<p>Les Macherelles è una di quei climats occupati sia dal Pinot Nero sia dallo Chardonnay. È un vino da godere per la sua femminilità ed eleganza. Conferma quanto ci spiega Jean Marc &#8221; &#8230; <em>dove è coltivato anche lo Chardonnay i vini rossi evidenziano più finezza che potenza</em> &#8230;&#8221;. Gli aromi sono chiari ed immediati: gelatina di fragola, lampone, &#8230; È morbido ed evidenzia tannini già ben fusi e non invadenti. Il finale è di qualità e ci riconduce ad un frutto croccante. Buono +</p>
<p><strong>Chassagne-Mantrachet 1er Cru Morgeot &#8220;Fairendes&#8221; Rouge</strong></p>
<p>È un&#8217;altro cru diviso tra i due &#8220;colori&#8221; in rosso ci da un vino in equilibrio tra la struttura e acidità che ne modella la forma. È meno immediato ma dinbelle complessità, è ricco di materia con tannini fitti e maturi. <em>&#8220;L&#8217;alta qualità di questo vino è dovuta al carattere geologico del suolo del tutto simile a quello dei migliori Volnay&#8221;</em> ci confida Jean Marc. Molto buono.</p>
<p><strong>Chassagne-Mantrachet 1er Cru Clos Saint-Jean</strong></p>
<p>Clos Saint Jean è una delle più antiche vigne di Chassagne, qui le viti trovano spazio dall&#8217;anno 1000. Si sviluppa nella parte alta dell&#8217;area dedicata ai Premiers Crus, una zona sovrastata dalle cave di marmo della montagna di Chassagne, condizioni che influenzano sulla mineralità percepita nel vino. Il ventaglio aromatico è di bella definizione, sfilano in successione sfumature di ciliege, lamponi, speziate, selvaggie e vegetali. L&#8217;attacco è brillante e si sviluppa senza cedimenti grazie a tannini vellutati  e a una viva acidità. Gran bel finale. Molto buono<br />
Abbiamo molto apprezzato i rossi di Chassagne-Montrachet vini che si evidenziavano per la loro eleganza e piacevolezza, ora passiamo con impazienza ai bianchi, infondo eravamo venuti qui soprattutto per loro.</p>
<p><strong>Chassagne-Montrachet</strong></p>
<p>È un Village gradevole e che introduce alla perfezione lo stile di Jean-Marc Pillot basato sulla purezza e l&#8217;eleganza d&#8217;espressione. Ha slancio, vivacità e freschezza che associati ad una bella mineralità e una discreta struttura rendono il vino piacevole. Buono</p>
<p><strong>Puligny-Montrachet</strong></p>
<p>Proveniente dal lieu-dit Noyer Bret ci offe un vino di buona espressione aromatica, ricco e rotondo in entrata ma poi si sviluppa, al momento, un po&#8217; scomposto e non equilibrato. L&#8217;imbottigliamento ed il successivo affinamento in bottiglia potrà solamente fare del bene a questo vino. Discreto</p>
<p><strong>Chassagne-Mantrachet 1er Cru Les Macherelles Blanc</strong></p>
<p>Già i profumi ci offrono un vino denso e grasso, sensazioni confermate da un&#8217;ampiezza e ricchezza gustativa. Grazie ad una viva acidità è equilibrato ed in tensione, il finale evidenzia note &#8220;citronés&#8221; e minerali. Ha energia e belle complessità. Buono</p>
<p><strong>Chassagne-Mantrachet 1er Cru Verget</strong></p>
<p>Si esprime con una bella densità dove spiccano aromi di frutta bianca. È elegante e raffinato, ha ampiezza ed equilibrio ed un finale saporito, termina su toni &#8220;grigliati&#8221; dovuti ai ciottoli presenti in questi terreni acidi. Buono +</p>
<p><strong>Chassagne-Mantrachet 1er Cru Morgeot &#8220;Fairendes&#8221; Blanc</strong></p>
<p>Eravamo rimasti sbalorditi da questo vino dopo aver assaggiato l&#8217;annata 2004 nel corso dell&#8217;estate, anche oggi conferma tutto il suo straordinario potenziale, fatto di discrezione, profondità e complessità. È cremoso, grasso ed equilibrato, ha energia ed un finale minerale di lunghissima persistenza. Un vino di grande classe. Considerata l&#8217;estensione di Les Morgeot in questo caso è specificata la sottozona: Les Fairendes. La parcella di proprietà di Jean-Marc Pillot è di 0.50 ettari.</p>
<p><strong>Chassagne-Montrachet 1er Cru Caillerets</strong></p>
<p><strong>S</strong>offre di gioventù, è poco espressivo e reticente nello svelarsi, ma che bel potenziale. Ha personalità, nerbo ed energia, con una spina dorsale che ne garantisce certamente un grande futuro. Il finale è molto lungo e calcareo. Di grandi prospettive e adatto all&#8217;invecchiamento, quindi diamogli il tempo necessario. Les Caillerets si trova nella parte alta della collina proprio sotto la Grande Montagne, una zona rocciosa.</p>
<p><strong>Chassagne-Mantrachet 1er Cru Verget &#8220;Clos Saint-Marc&#8221;</strong></p>
<p>Clos Saint-Marc è un&#8217;enclave compresa nel Premier Cru Verget, una parcella con rese che non superano i 20 hl. per ettaro. È incredibile, quando assaggi in fase giovanile i bianchi di Borgogna fatti per l&#8217;invecchiamento sembrano snelli e poco espressivi ma poi col passare degl&#8217;anni diventano incredibili. Soprattutto quando assaggi i campioni dai fusti bisogna proprio valutarli in prospettiva, sperando solo di poterli ridegustare un&#8217;altra volta. Anche questo vino non sfugge a queste considerazioni: è chiuso, poco espressivo ma intrigante e coinvolgente. Ha una spiccata personalità e una spina dorsale che dà profondità ed un&#8217;interminabile persistenza gustativa. Un vino superbo che ci coinvolge anche quando trascriviamo queste note.</p>
<p>Prima di terminare la nostra visita Jean-Marc Pillot ci propone di assaggiare un vino di recente commercializzazione un Chassagne-Montrachet Caillerets 2006. Si dimostra già ricco e denso con buona energia e vivacità. Il finale è molto lungo e di carattere minerale. Molto buono.</p>
<p>Per concludere il nostro incontro possiamo definire i rossi piacevolmente eleganti ed espressivi già dopo qualche anno, mentre i bianchi sono superbi per personalità e finezza ma da attendere nel tempo per goderli nel massimo della loro espressione.</p>
<p> </p>
<p><strong>Domaine Jean Pillot a Chassagne-Montrachet</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">&#8220;Appellations&#8221; prodotte</span></p>
<p><strong>Premiers Crus</strong>: Chassagne-Montrachet Caillerets blanc &#8211; Chassagne-Montrachet Chenevottes blanc &#8211; Chassagne-Montrachet Les Macherelles Blanc &#8211; Chassagne-Montrachet Les Macherelles Rouge &#8211; Chassagne-Montrachet Morgeot &#8220;Fairendes&#8221; Blanc &#8211; Chassagne-Montrachet Morgeot &#8220;Fairendes&#8221; Rouge &#8211; Chassagne-Montrachet Clos Saint Jean Rouge &#8211; Chassagne-Montrachet Vergers &#8220;Clos Saint Marc&#8221; Blanc</p>
<p><strong>Villages</strong>: Chassagne-Montrachet Blanc &#8211; Chassagne-Montrachet Rouge &#8211; Santenay</p>
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		<title>Jean-Louis Trapet a Gevrey-Chambertin</title>
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		<comments>http://giornaledelvino.wordpress.com/2009/01/16/jean-louis-trapet-a-gevrey-chambertin/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 08:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jean Louis Trapet fa parte di quella schiera di giovani vignaioli che, seguendo la filosofia tracciata da Henri Jayer, hanno saputo riportare in alto il nome della Borgogna viticola. Prese le redini dell&#8217;azienda famigliare nel 1990, cosciente di volere applicare tutte le pratiche necessarie ad esprimere il valore del proprio territorio.
&#8220;Cosa c&#8217;è di più naturale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1606&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Jean Louis Trapet fa parte di quella schiera di giovani vignaioli che, seguendo la filosofia tracciata da Henri Jayer, hanno saputo riportare in alto il nome della Borgogna viticola. Prese le redini dell&#8217;azienda famigliare nel 1990, cosciente di volere applicare tutte le pratiche necessarie ad esprimere il valore del proprio territorio.</p>
<p><em>&#8220;Cosa c&#8217;è di più naturale per un vignaiolo di aiutare la vigna, organo vivente, a ricomporre gli elementi del suolo, dell&#8217;acqua, dell&#8217;aria e del sole&#8221;.</em></p>
<p>Ecco la filosofica che regge il suo lavoro quotidiano, ma non solo, tutta la cantina è costruita in modo ecologico e capace di riprodurre l&#8217;energia necessaria grazie a pannelli solari. Da oltre una decina d&#8217;anni nel vigneto applica le tecniche ed i metodi della coltura biodinamica.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/PB170034.jpg" alt="" width="399" height="599" /></p>
<p><em>&#8220;I principi della biodinamica ci permettono di rispettare il nostro suolo, durante i vari periodi dell&#8217;anno sono applicate delle preparazioni naturali seguendo un ritmo cosmico preciso. Su questo suolo rivitalizzato noi aiutiamo la vigna a resistere ai parassiti e a fornirci frutti perfettamente sani e maturi. Le uve e successivamente il vino elaborato è, in questo caso, il mezzo per valorizzare le diverse sfumature del nostro territorio&#8221;.</em></p>
<p>Anche se nata nel 1919, l&#8217;azienda trova l&#8217;attuale dimensione negl&#8217;anni &#8216;90 quando, causa una successione, il patrimonio viticolo fu suddiviso in parti uguali con i cugini Rossignol. Oggi la superficie occupa circa 13 ha. con parcelle nei più prestigiosi Grands Crus e Premiers Crus di Gevrey-Chambertin.</p>
<p>Durante la degustazione ci accompagna Madame Trapet, la mamma di Jean Luis, una persona di grande energia, che noi abbiamo simpaticamente soprannominato &#8220;sergente di ferro&#8221; per il suo modo spiccio di tenere alta la pressione sul personale che lavora in azienda. È orgogliosa e convinta delle scelte del figlio e non esita ad esprimerci il proprio entusiasmo.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/PB170031.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Dapprima la degustazione prevede l&#8217;assaggio dei vini dell&#8217;annata 2006 seguita da alcuni campioni prelevati dalla botte della vendemmia 2007.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/09_gevrey-copia-1.gif" alt="" width="600" height="390" /></p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin 2006</strong></p>
<p>Questa cuvée miscela le caratteristiche di quattro lieux-dits: En Dérée, Champerrier, Petite Jouise, Combe situati in media collina, a nord del comune. È molto piacevole e fresco, poggia su una buona struttura di carattere minerale con aromi floreali e di frutta rossa. Buono.</p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin 1ers Crus 2006</strong></p>
<p>Rappresenta un assemblaggio di due parcelle situate nei Premiers Crus di Combotte e Corbeaux. Ci piace per una bella definizione aromatica dove spiccano note floreali e fruttate. Bell&#8217;espressione di tannini seguito da uno sviluppo elegante ed un finale di definizione minerale. Buono +</p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin 1er Cru Clos de Prieur 2006</strong></p>
<p>È uno dei più vecchi territori dell&#8217;azienda, la parcella fu infatti acquistata da un&#8217;antenato di Jean-Louis Trapet nel 1877. Al naso è dapprima un po&#8217; chiuso ma inseguito che bel vino: speziato, minerale, fruttato (fragola, lampone e ciliegia). In bocca è croccante, i tannini sono ben maturi ed il finale lungo e ben rinfrescato. Molto buono.</p>
<p><strong>Chappelle-Chambertin Grand Cru 2006</strong></p>
<p>Il nome deriva dall&#8217;esistenza di una cappella più volte costruita e distrutta nel corso dei secoli, ma distrutta definitivamente dopo la Rivoluzione Francese. L&#8217;esposizione è perfettamente verso est, le pendenze sono deboli ma sufficiente per ottenere un drenaggio ideale. È il meno conosciuto dei Grands Crus della zona in quanto i suoi sette produttori che si dividono i 5.5 ettari vantano delle parcelle nei vigneti più prestigiosi di Gevrey. Ci offre una pregevole eleganza. Un vino di carattere femminile dotato di morbidezza e di tannini vellutati che lo rendono profondo e persistente. Il finale ha qualità, freschezza e ritorni di frutta nera e minerali. Molto fine e molto buono.</p>
<p><strong>Chambertin Grand Cru 2004</strong></p>
<p>Questo Grand Cru non ha bisogno di presentazioni, la prima parcella di 1 ettaro fu acquistata da Arthur Trapet nel 1919 superficie poi estesa con l&#8217;acquisto di altre due parcelle. I loro filari corrono dal basso all&#8217;alto della denominazione riflettendo tutte le diversità dei suoli. Non è l&#8217;annata monumentale del 2005 quindi più piacevole da degustare in questa fase, sa esprimere eleganza e finezza. Al primo approccio è chiuso poi seducente, ha una bella struttura e sviluppa tannini maturi, è ben rinfrescato e saporito. Molto buono.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/PB170028.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Passiamo all&#8217;assaggio dai fusti dei vini della vendemmia 2007</p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin</strong></p>
<p>È vinoso, fruttato e fragrante, evidenzia le caratteristiche date dalla fermentazione con una leggera presenza di carbonica. È fresco e piacevole con una struttura abbastanza leggera e piacevole. Discreto.</p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin 1er Cru Clos de Prieur</strong></p>
<p>Minerale e speziato, un vino vivo, lineare e in tensione che si sviluppa in profondità con un lungo finale fruttato e minerale. Buono +</p>
<p><strong>Latricières-Chambertin Grand Cru</strong></p>
<p>Questa parcella fu la prima acquistata dal domaine già nel 1904. È di grande espressione aromatica: violetta, ciliegia, lampone, frutti di bosco, minerale. Dà tutto in finezza: un buon volume, tannini vellutati, bella freschezza ed un equilibrato finale. Che eleganza.</p>
<p><strong>Cappelle-Chambertin Grand Cru</strong></p>
<p>È chiuso e difficile da affrontare, ma che materia e personalità. Ha un bel potenziale da sviluppare con tannini potenti e maturi, chiude in tensione dandoci sensazioni di frutta nera e spezie. C&#8217;è solo da pazientare 5-6 anni. Molto buono.</p>
<p><strong>Chambertin Grand Cru</strong></p>
<p>Di solito si conclude sempre con il vino migliore. Beh questo è di livello assoluto. Ha fascino, è intrigante, un vino che va alla ricerca della giusta armonia. Tutte le componenti necessarie sono presenti con forza ed eleganza. A tra 10 anni &#8220;monsieur le Chambertin&#8221;.</p>
<p>Un grazie di cuore a &#8220;madame&#8221; Trapet per le entusiasmanti spiegazioni.</p>
<p> </p>
<p><strong>Domaine</strong> <strong>Trapet Père et Fils -</strong> <strong>53 rte Beaune 21220 Gevrey-Chambertin</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">&#8220;Appellations&#8221; prodotte</span></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Grands Crus</span> : Chambertin &#8211; Chappele-Chambertin &#8211; Latricières-Chambertin</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Premiers Crus</span> : Gevrey-Chambertin Clos Prieur &#8211; Gevrey-Chambertin Petite Chapelle</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Villages</span> : Gevrey-Chambertin &#8211; Marsannay</p>
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			<media:title type="html">Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</media:title>
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		<title>Ghislaine Barthod &amp; Louis Boillot a Chambolle-Musigny</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 08:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di buon mattino si risale nella Côte de Nuits e più precisamente a Chambolle-Musigny.
Sicuramente oggi facciamo bingo ! due piccioni con una fava.
La visita a Ghislaine Barthod e suo marito Louis Boillot era fortemente voluta, sicuri di conoscere persone di alto livello sia sotto il profilo umano sia sotto quello professionale. Ognuno dirige la propria [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1444&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Di buon mattino si risale nella Côte de Nuits e più precisamente a Chambolle-Musigny.</p>
<p>Sicuramente oggi facciamo bingo ! due piccioni con una fava.</p>
<p>La visita a Ghislaine Barthod e suo marito Louis Boillot era fortemente voluta, sicuri di conoscere persone di alto livello sia sotto il profilo umano sia sotto quello professionale. Ognuno dirige la propria azienda, le loro storie sono diverse come pure i territori a disposizione. Quello che li unisce è la lunga tradizione di entrambe le famiglie e lo stile dei loro vini, dove sono posti in risalto la purezza del frutto e l&#8217;espressione del territorio.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/DSC03575.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Cominciamo con Ghislaine che ci riceve in attesa dell&#8217;arrivo di suo marito, è una persona sempre sorridente, di grande simpatia ed immediatamente disponibile a coinvolgerci nel suo lavoro.</p>
<p>&#8220;La nostra azienda ha visto la nascita grazie a mio nonno, Marcel Noellat, per poi passare sotto la direzione di mio padre nel 1960. Dal 1986 mi occupo sia della viticoltura sia delle vinificazioni, la superficie di proprietà oggi occupa circa 7 ha., piccole parcelle che si sviluppano in 8 tra i più rappresentativi Premiers Crus di Chambolle-Musigny. Le operazioni sono semplici e senza estremismi.<br />
Da diversi decenni sono stati aboliti i trattamenti chimici, ma quando è estremamente necessario prendiamo le nostre precauzioni contro gli attacchi dei parassiti. L&#8217;invecchiamento dei vini avviene in fusti nuovi con percentuali diverse a seconda delle denominazioni: 25% per le comunali e 30% per i Premiers Crus&#8221;.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/DSC03586.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>A questo punto iniziamo la degustazione dei campioni 2007 prelevati dalle botti.</p>
<p><strong>Bourgogne Rouge</strong></p>
<p>Queste vigne hanno un&#8217;estensione di 1.3 ha. e superano i 50 anni d&#8217;età. Un vino che esalta la freschezza e la piacevolezza. Non bisogna pretendere una grande struttura, ma ha tannini maturi e un retro gusto di qualità dove si percepiscono ritorni di fragola e ciliegia.</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny</strong></p>
<p>È originato da un raggruppamento di 11 parcelle che si sviluppano nella zona inferiore e superiore a quella dei Premiers Crus. Ha un naso preciso su un frutto croccante e fresco. Ha una struttura discreta e di bella finezza con un finale saporito. Molto piacevole.</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny 1er Cru Châtelots</strong></p>
<p>Questa è una piccola parcella di 0.24 ha. che si sviluppa nelle vicinanze dell&#8217;azienda. Un vino di immediata e definita espressione aromatica, è pieno e maturo: ciliegie, mirtilli, more, menta, spezie, note floreali  &#8230; È diretto, ha una spina dorsale che dà profondità, la trama è fitta mentre il finale è decisamente calcareo. Buono +</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny 1er Cru Aux Beaux Bruns</strong></p>
<p>È un climat particolare che racchiude l&#8217;unicità della Borgogna, è diviso in due parti. La parte superiore gode delle migliori condizioni è quindi classificata 1er Cru mentre quella bassa è denominata Village. Questa parcella è di 0.70 ha. con vigne di oltre 60 anni d&#8217;età. Il vino è più chiuso del precedente ma ha fondo, si percepiscono frutti neri e sfumature speziate &#8220;dovuto al terroir&#8221; precisa Ghislaine. È rotondo, fresco e vellutato con un finale di carattere minerale. È perfettamente coerente con il territorio che lo genera. Buono +</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny 1er Cru Les Charmes</strong></p>
<p>Les Charmes si trovano nella parte bassa del settore 1er Cru di Chambolle, 0.26 ha. dove troviamo vigne di 65 anni. Esprime un naso di bella purezza e profondità: frutti rossi, liquirizia. Ha un&#8217;entrata lineare, una trama elegante e uno sviluppo lungo e di carattere calcareo. &#8220;Già al momento dell&#8217;imbottigliamento avrà maggiore ampiezza&#8221; ci spiega. Molto buono.</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny 1er Cru Les Vérroilles</strong></p>
<p>Les Vérroilles sovrasta Bonnes-Mares e rappresenta un altro caso particolare. Classificato &#8220;village&#8221; ha una sola piccola parcella di 0.37 ha. denominata 1er Cru e questa è di esclusiva proprietà del Domaine Barthod, vigne che raggiungono i 60 anni. I terreni sono ripidi, dove solo un leggero strato di terra ricopre la roccia, terreni freddi ed esposti alle correnti. Queste condizioni ci danno un vino particolare ed intrigante. Immediatamente è saporito, poi offre in progressione un insieme di sensazioni. È vibrante e teso verso un finale lunghissimo caratterizzato da note saline. Un vino più lungo che largo. Superbo.</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny 1er Cru Les Cras</strong></p>
<p>Questa parcella si trova nella parte più alta del comune, una vigna situata direttamente sulla roccia ed esposta verso sud. Ci dà un vino di spessore, ricco, potente ed energico. Il finale necessità di tempo per assimilare tutte le grandi potenzialità; i ritorni rimarcano note di mirtilli, mora, rovo e liquirizia. Molto buono.</p>
<p>Al termine della presentazione dei vini di Chambolle ci raggiunge Louis Boillot per la degustazione dei vini del proprio Domaine. Lo stile dei vini è lo stesso: evidenzia grande purezza, la ricerca del frutto e dell&#8217;eleganza. Questa azienda è di recente costituzione e trae le proprie origini dalla suddivisione dei territori della famiglia Boillot di Volnay. Metà del patrimonio è toccato al fratello Pierre che dirige il Domaine Lucien Boillot di Gevrey-Chambertin e l&#8217;altra metà a Louis che si è installato presso le cantine della moglie a Chambolle-Musigny. I 7 ha. di vigne si estendono principalmente nei comuni di Gevrey-Chambetin, Pommard e Volnay.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/DSC03590.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>La degustazione che ci propone Louis Boillot è basata sui campioni dell&#8217;annata 2007</p>
<p><strong>Volnay Les Grandes Poisots</strong></p>
<p>Les Grandes Poisots è uno dei più estesi lieux-dits di Volnay situato nella piana giusto al confine con la N74. È un vino d&#8217;immediato piacere, fine ed elegante. Risalta intensi aromi di piccoli frutti di bosco, una struttura delicata e non invadente sempre ben rinfrescata. Ben introduce i vini di Volnay.</p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin Les Evocelles</strong></p>
<p>È un lieu-dit situato nella parte alta del comune di Brochon e autorizzato alla denominazione Gevrey-Chambertin, la parcella copre una superficie di 0.30 ha. con ceppi di 50 anni. Ci dà un frutto rosso di bella maturazione, attacca morbido per sviluppare una bella progressione dove le sensazioni trovano un buon equilibrio. Termina con una buona e piacevole persistenza.</p>
<p><strong>Volnay 1er Cru Les Brouillards</strong></p>
<p>È forse più un Pommard sud di un Volnay, un vino di carattere, teso e mascolino, ha una decisa struttura tannica e un finale minerale. Sono vigne di 60 anni posizionate giusto al confine tra i due comuni. Buono +</p>
<p><strong>Volnay 1er Cru Les Caillerets</strong></p>
<p>Questa è una minuscola parcella di soli 0.17 ha. situata in En Caillerets, zona di maggiore pregio di questo esteso Premier Cru. Ha una bella definizione aromatica: lampone, ciliegia, erbe aromatiche e una sfumatura di spezie dolci. Un vino deciso e d&#8217;intenso carattere minerale, ha una spina dorsale che dà profondità e freschezza. Ha struttura e carattere ma deve sviluppare le proprie potenzialità con il tempo. Molto buono.</p>
<p><strong>Pommard 1er Cru Les Fremiers</strong></p>
<p>Les Fremiers si trovano nel settore sud di Pommard, quello che guarda verso Volnay, questa è una parcella di 0.25 ha. con ceppi di oltre 70 anni. Gran bel vino, maturo e profondo. Il frutto è croccante poi si sviluppa in progressione deciso, lineare e fresco. Il finale è di qualità, marcato da note di erbe aromatiche e spezie dolci. Molto buono.</p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin 1er Cru Champonnet</strong></p>
<p>Questo climat è sotto l&#8217;influsso delle condizioni della Combe de Lavaux dove discendono correnti fredde, la sua esposizione è rivolta verso nord/est. Il vino è perfettamente coerente con il terreno che lo genera: presenta un frutto rosso fresco, è stretto e l&#8217;acidità spinge con forza nel suo sviluppo conferendo una lunga persistenza gustativa. È un vino particolare che probabilmente non piacerà a tutti, noi lo troviamo intrigante. Buono +</p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin 1er Cru Cherbaudes</strong></p>
<p>È una parcella di 0.30 ha. dove le vigne furono impiantate 90 anni fa. Il vino è di grande spessore, ha un bel timbro aromatico basato sulla purezza del frutto. In bocca è brillante, ha freschezza, equilibrio e la qualità dei tannini è veramente ottima. Il finale è molto lungo e di definizione minerale, per esprimere tutte le sue complessità avrà bisogno di tempo. Veramente molto buono.</p>
<p><strong>Nuits-Saint Georges 1er Cru Les Pruliers </strong></p>
<p>Anche questa vigna è stata impiantata oltre 80 anni fa. Dà un vino di classe, elegante e profondo. La bocca conferma il naso per l&#8217;intensità del frutto, il centro della bocca è valorizzato da tannini fitti e maturi, il finale è lunghissimo e di grande qualità. Eccellente.</p>
<p>Dopo 3 ore di degustazione possiamo affermare che sia Ghislaine Barthod sia Louis Boillot sono persone con le idee chiare, ma soprattutto in grado di poterle realizzare. Tutti i vini sono su alti standard e in grado di esaltare il classicismo e l&#8217;eleganza: &#8220;chapeau&#8221;</p>
<p> </p>
<p><strong>Domaine Ghislaine Barthod &#8211; Rue Lavoir 21220 CHAMBOLLE MUSIGNY</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">&#8220;Appellations&#8221; prodotte</span></p>
<p><strong>Premiers Crus</strong>: Chambolle-Musigny Charmes &#8211; Chambolle-Musigny Châtelots &#8211; Chambolle-Musigny Cras &#8211; Chambolle-Musigny Combottes &#8211; Chambolle-Musigny Baudes &#8211; Chambolle-Musigny Beaux Bruns &#8211; Chambolle-Musigny Fuées -Chambolle-Musigny Véroilles</p>
<p><strong>Villages</strong>: Chambolle-Musigny</p>
<p><strong>Regionali</strong>: Bourgogne Rouge</p>
<p> </p>
<p><strong>Domaine Louis Boillot Rue Lavoir 21220 CHAMBOLLE MUSIGNY</strong></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">&#8220;Appellations&#8221; prodotte</span></p>
<p><strong>Premiers Crus</strong>: Gevrey-Chambertin Champonnet &#8211; Gevrey-Chambertin Cherbaudes &#8211; Nuits-Saint Georges Pruliers &#8211; Pommard Les Fremiers &#8211; Pommard Les Croix-Noires &#8211; Volnay Les Angles &#8211; Volnay Les Brouillards &#8211; Volnay Les Caillerets</p>
<p><strong>Villages</strong>: Beaune Les Épenotes &#8211; Chambolle-Musigny &#8211; Côte de Nuits Village &#8211; Gevrey-Cahmbertin &#8211; Gevrey-Chambertin Les Evocelles &#8211; Pommard &#8211; Volnay Les Grandes Poisots</p>
<p><strong>Regionali</strong>: Bourgogne Chardonnay &#8211; Bourgogne Rouge</p>
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		<title>Joseph Voillot a Volnay</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 14:02:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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Partiamo da Meursault percorrendo le stradine di campagna che ci portano a Volnay, passando accanto a &#8220;Les Champans&#8221; Premier Cru  che più tardi sarà oggetto di un bel momento ricco di emozioni &#8230;
La visita a questa azienda ci è stata consigliata dall&#8217;amico Patrick Essa che lo considera in assoluto uno dei massimi esponenti dei comuni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1258&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03489.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03486.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03478.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03475.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03464.jpg"></a></p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/21_volnay.gif"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/20_pommard.gif"></a>Partiamo da Meursault percorrendo le stradine di campagna che ci portano a Volnay, passando accanto a &#8220;Les Champans&#8221; Premier Cru  che più tardi sarà oggetto di un bel momento ricco di emozioni &#8230;</p>
<p>La visita a questa azienda ci è stata consigliata dall&#8217;amico Patrick Essa che lo considera in assoluto uno dei massimi esponenti dei comuni di Volnay e Pommard, dove possiede parcelle nei migliori Premiers Crus.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03464.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1256" title="dsc03464" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03464.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc03464" width="640" height="480" /></a></p>
<p>La cantina si trova nel centro del villaggio di Volnay dove giungiamo con puntualità &#8220;svizzera&#8221; alle ore 10.00. Qui siamo ricevuti da Jean Pierre Charlot genero di Joseph Voillot che oggi dirige l&#8217;azienda famigliare. Monsieur Charlot è persona che si rivelerà di squisita gentilezza ma anche pronto a recepire suggerimenti e, quando trova persone interessate al proprio lavoro e al proprio territorio, capace di trascinarti in una coinvolgente degustazione. Lavora in modo classico e rispettoso dell&#8217;ambiente, non ama seguire le mode, ma sviluppare con serietà i propri vini.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03475.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1257" title="dsc03475" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03475.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc03475" width="640" height="480" /></a></p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03478.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1259" title="dsc03478" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03478.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc03478" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Come tradizione vuole ci accompagna nelle vecchie cantine interrate per l&#8217;assaggio dai fusti dei vini dell&#8217;annata 2007, qui ci raggiungono altre quattro persone di nazionalità inglese accompagnati da un amico di Jean Pierre Charlot proveniente dalla zona del Cognac.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">I Volnay</span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/21_volnay.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1277" title="21_volnay" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/21_volnay.gif?w=480&#038;h=480" alt="21_volnay" width="480" height="480" /></a></strong></p>
<p><strong>Volnay 1er Cru Les Fremiets </strong></p>
<p>Di cui ne vengono prodotte a dipendenza dell&#8217;annata 2/3 barriques. Si presenta su un frutto di bella freschezza, fine, elegante e di media profondità. Al palato è potente ma allo stesso tempo fine e sottile con un finale molto lungo di carattere minerale. Vino molto piacevole.</p>
<p>Les Fremiets sono al limite nord del comune di Volnay confinando con Pommard, una parcella di 0.61 ha.; parte delle vigne sono state impiantate tra il 1932.</p>
<p><strong>Volnay 1er Cru Les Caillerets </strong></p>
<p>Presenta un naso molto fine e preciso, in questa fase un po&#8217; meno espressivo del precedente ma più profondo: note di ciliegia e fragola. Al palato, è netto con tannini di buona estrazione. Risulta di eccellente complessità con finale molto lungo ed equilibrato dove evidenziano ritorni fruttati, minerali di fine qualità. Molto buono.</p>
<p>Les Caillerets si sviluppano al confine con Meursault dove il domaine possiede 0.14 ha., vigne impiantate nel 1984.</p>
<p><strong>Volnay 1er Cru Les Brouillards </strong></p>
<p>Esprime un naso di bella definizione dove riconosciamo note frutta nera, spezie e sentori orientali. Al palato ha tannini marcati ma di qualità. Ha un bellissimo equilibrio tra freschezza e corpo del vino. Rispetto ai precedenti è più mascolino e più lineare, si esprime con lo stile che contraddistingue i vini di Pommard sud, infatti i 0.20 ha. confinano con questo comune.</p>
<p><strong>Volnay 1er Cru Les Champans </strong></p>
<p>Presenta un naso discreto ma di grande precisione e purezza. Note di ciliegia, fragola e liquirizia. Si sviluppa lentamente con un bel volume e pregevole freschezza, ha equilibrio e una texture vellutata. E&#8217; molto lungo con ritorni minerali e una bella distinzione aromatica. Gran bel vino che con il tempo esprimerà tutta la sua grande armonia.</p>
<p>Les Champans è una parcella abbastanza ampia, copre più di un ettaro con ceppi di oltre 50 anni di vita.</p>
<p> </p>
<p>Abbiamo assaggiato dei Volnay che si distinguono per finezza ed eleganza. Passiamo ora all&#8217;assaggio dei Premiers Crus di Pommard.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">I Pommard</span></p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/20_pommard.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1276" title="20_pommard" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/20_pommard.gif?w=480&#038;h=480" alt="20_pommard" width="480" height="480" /></a></p>
<p><strong>Pommard 1er Cru Clos Micault </strong></p>
<p>Ha un frutto di esuberante freschezza, una nota minerale e bella finezza aromatica. Subito potente in entrata, risulta ampio con tannini di fine &#8220;rusticità&#8221;, ha un bel equilibrio tra le sue componenti. Al momento manca un po&#8217; di sviluppo nella seconda parte della bocca. Buono.</p>
<p><strong>Pommard 1er Cru Les Pezerolles </strong></p>
<p>Naso di buona profondità e complessità, dove si riconoscono note di ciliegia, il caramello, spezie orientali. Entra in bocca deciso accompagnato da bella sapidità. Di buon corpo si sviluppa lineare terminando lungo con ritorni fruttati e speziati. Una pregevole freschezza ne esalta la bevibilità. Buono +</p>
<p>Le vigne hanno in media 35 anni, sono allevate in centro collina nella parte a vigneto compresa tra Pammard e Beaune, i terreni presentano forti pendenze con sotto suoli di roccia calcarea ricoperti da un leggero strato di terra e ciottoli.</p>
<p><strong>Pommard 1er Cru Les Epenots</strong></p>
<p>Già al naso è denso, presenta note di caramello, liquirizia e bella freschezza. In bocca entra deciso denotando grande volume. Ha tannini marcati ma di fine estrazione. In tutto il suo svilupparsi è sempre molto fine ed elegante. Termina molto lungo e saporito. Un vino di gran classe.</p>
<p>Les Epenots è suddiviso in Grands e Petits Epenots, è situato al limite dell&#8217;area comunale al confine nord, si estende ai piedi di una collina con deboli pendenze, con un suolo bruno calcareo. La parcella che origina questo vino copre solamente 0.17 ha. e si estende nel Petits Epenots al confine con Beaune.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03489.jpg"></a></p>
<p><strong>Pommard 1er Cru Les Rugiens</strong></p>
<p>Dà aromi di grande avvolgenza ed intensità, si riconoscono sfumature di cassis, mirtilli e amarena, evolve con fini speziature ed una bella nota vegetale (non verde). Denota grande complessità.</p>
<p>Entra discreto poi sviluppa tannini potenti ma già ben fusi che conferiscono finezza ed eleganza. Un vino molto profondo. Una grande espressione del territorio da cui proviene. Un vino intrigante ed energico ma di gran classe.</p>
<p>Les Rugiens sono situate a sud del villaggio in direzione di Volnay, è una denominazione di 13 ettari suddivisa in due frazioni: Les Rugiens-Haut e Bas. È rivolto verso sud, sud/est, quasi mai ventilato riceve sempre i raggi del sole. Le ottime condizioni micro-climatiche permettono alle uve di acquisire il massimo degli zuccheri sia di giorno che di notte. Il colore rossastro del terreno, causato dalla presenza di ossido di ferro, da in genere vini molto colorati, mascolini.</p>
<p>A questo punto, terminata la degustazione dei 2007, Jean Pierre Charlot inizia a girovagare per la sua cantina alla ricerca di altri tesori.</p>
<p>Eccolo arrivare con un <strong>Volnay Les Champans 2006</strong>. Si presenta con un naso intenso anche se un po&#8217; bloccato, ma è giovane&#8230; ora sa esprimere belle spezie e fresche note di frutta rossa. In bocca si dimostra vino di grande carattere con una bella struttura tannica già in buon equilibrio. Si sviluppa senza alcun cedimento e con un carattere minerale.</p>
<p>Ci viene inseguito servito un <strong>Volnay Les Fremiets 2005. </strong>È l&#8217;esempio di come non è facile degustare un 2005 in questo momento. Al naso è chiuso e non molto espressivo anche se denota ottima maturità e un potenziale da esprimere. Anche al gusto è scomposto, conferma una fase non ottimale, anche se dietro c&#8217;è un bel potenziale. Lasciamolo maturare per i prossimi 5-6 anni, poi &#8230;</p>
<p>Pensiamo&#8230; sia finita, è ora di andare. Manco per sogno!</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03486.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1260" title="dsc03486" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03486.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc03486" width="640" height="480" /></a></p>
<p><strong>Volnay Les Fremiets 1983 </strong></p>
<p>Al naso presenta delle evidenti note di evoluzione, cuoio, tabacco. In bocca denota una marcata struttura tannica che non perderà più, vista l&#8217;età. Ha comunque ancora una grande freschezza che accompagna il lungo finale. Buono.</p>
<p><strong>Volnay Les Champans 1974</strong></p>
<p>Al naso assomiglia un po&#8217; al precedente con chiare note di evoluzione. In bocca denota grande razza, si presenta subito con gran volume accompagnato da piacevole freschezza e tannini molto fini ed eleganti. Gran bel vino!</p>
<p><strong>Volnay Les Champans 1971</strong></p>
<p>Che naso! Che bocca! Un vino di 38 anni ancora molto piacevole e di assoluta personalità.</p>
<p><strong>Volnay Les Champans 1964</strong></p>
<p>A questo punto abbiamo smesso di prendere appunti&#8230; un grande vino con molto fondo e profondità!</p>
<p>Abbiamo riassaggiato questi 4 vini 5 ore dopo.</p>
<p>Il 1964 non presentava nessuna ossidazione ed era di gran lungo il più fresco procurandoci le stesse piacevolissime sensazioni del mattino, mentre per alcuni l&#8217;eccessivo contatto con l&#8217;aria è stato dannoso.</p>
<p> </p>
<p>Non capita tutti i giorni di fare una degustazione come questa!</p>
<p>Un particolare ringraziamento a Jean Pierre Charlot per la sua simpatia e per il piacere di condividere con noi i suoi vini.</p>
Posted in Andar per Cantine, Aziende da conoscere, Degustando, Vini francesi Tagged: borgogna, côte de beaune, degustazioni, pinot nero, pommard, pommard epennots, pommard rugien, produttori, visite, voillot, volnay, volnay cailleret, volnay champans <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaledelvino.wordpress.com/1258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaledelvino.wordpress.com/1258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaledelvino.wordpress.com/1258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaledelvino.wordpress.com/1258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaledelvino.wordpress.com/1258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaledelvino.wordpress.com/1258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaledelvino.wordpress.com/1258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaledelvino.wordpress.com/1258/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaledelvino.wordpress.com/1258/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaledelvino.wordpress.com/1258/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1258&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Harmand-Geoffroy a Gevrey-Chambertin</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Dec 2008 19:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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Una visita ad Gérard Harmand non è assolutamente da mancare, la nostra scelta era caduta su di lui per scoprire la parte nord di Gevrey-Chambertin quella meno conosciuta, dove dispone di Premiers Crus e di lieux-dits comunali di grande personalità.
L’approccio nei nostri confronti è stato timido, ma poi compreso il nostro interesse per il territorio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1249&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03434.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03425.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03431.jpg"></a></p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/gevrey1.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/gevrey11.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/08_gevrey.gif"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034161.jpg"></a></p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/gevrey1111.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034162.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/09_gevrey.gif"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034311.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1292" title="dsc034311" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034311.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc034311" width="640" height="480" /></a></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Una visita ad Gérard Harmand non è assolutamente da mancare, la nostra scelta era caduta su di lui </span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">per scoprire la parte nord di Gevrey-Chambertin quella meno conosciuta, dove dispone di Premiers Crus e di lieux-dits comunali di grande personalità.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">L’approccio nei nostri confronti è stato timido, ma poi compreso il nostro interesse per il territorio della Côte, ha saputo coinvolgerci in una interessantissima degustazione. È scontato dire che il suo Mazis-Chambertin è superbo, affermiamo invece che ogni vino assaggiato ha saputo affermare con chiarezza le caratteristiche del territorio d’origine. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034251.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1291" title="dsc034251" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034251.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc034251" width="640" height="480" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034162.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1296" title="dsc034162" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc034162.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc034162" width="640" height="480" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">“La posizione delle nostre parcelle Premiers Crus sono sotto l’influsso delle condizioni climatiche della Combe de Lavaux da dove scendono correnti fredde che determinano una forte escursione termica ed un periodo di maturazione delle uve più tardiva rispetto al resto del comune. I terreni sono freddi e ripidi fattore che impedisce il deposito della terra sulla roccia calcarea, rendendo lo strato che la ricopre molto leggero. Le radici della vite possono così andare in profondità trasferendo al vino una forte connotazione minerale. Sui 9 ha. di proprietà lavoriamo vigne con un’età superiore ai 50 anni applicando i canoni della coltura biologica, le vinificazione sono di stile tradizionale, cioè senza pre-fermentazioni a freddo e con estrazioni soffici in modo da non caricare troppo il colore e la struttura tannica, solo così riusciamo a evidenziare il fattore terroir. Quasi tutti i vini, anche quelli in denominazione Gevrey-Chambertin village, sono frutto di singoli cru, sono vini di montagna che non concedono niente alle mode ed evidenziano una certa rusticità ed esaltano la freschezza del frutto.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/09_gevrey.gif"><img class="alignnone size-full wp-image-1295" title="09_gevrey" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/09_gevrey.gif?w=640&#038;h=376" alt="09_gevrey" width="640" height="376" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="text-decoration:underline;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">La degustazione </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Gevrey-Chambertin en Jouisse 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Le vigne di questo cru classificato village toccano la N74 nella parte bassa del comune. Il vino è diretto, non di grande volume ma di evidente mineralità, quasi saporito, mentre tannini ben definiti danno carattere ad un finale di media persistenza. Discreto. <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"> </p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Gevrey-Chambertin Clos Prieur 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Clos de Prieur rappresenta l’estremismo della Bergogna, è suddiviso in due parti (Haut e Bas) che godono privilegi diversi: infatti la parte superiore è classificata Premier Cru mentre quella inferiore è denominata village. Questa parcella è situata nella parte bassa ed origina un vino di corpo che al primo approccio risulta un po’ chiuso ma poi<span>  </span>si evidenziano delle note selvatiche e una bella impronta aromatica, bella finezza e ricchezza di tannini; termina con bella lunghezza su una definizione minerale e di frutta rossa (ciliegia, cassis). Buono </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Gevrey-Chambertin Vieilles Vignes 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Si tratta di una selezione di vecchi ceppi situati nelle Combe du Dessous, En Songe e Champerriere du Bas. Ad un primo approccio è un po’ chiuso ma poi presenta una bellissima freschezza e definizione del frutto, ha potenza ed ampiezza all’attacco, un vino solido, muscoloso che necessita<span>  </span>smussare qualche spigolatura, ma ben modellato dalla freschezza. </span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Buono + </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Gevrey-Chambertin La Bossiere 1er Cru 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">È un monopolio situato proprio nel cuore della Combe de Lavaux, che si eleva fino i 400 metri, sono le vigne più alte del comune. Dà origine ad un vino molto tipico dove si evidenziano sfumature vegetali e piccoli frutti di bosco (amarena e fragola). È lineare, fresco, saporito, di grande precisione aromatica, lungo nel suo sviluppo. Un vino per appassionati che rispecchia il proprio carattere. Ci è piaciuto molto.  </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR">Gevrey-Chambertin La Perrière 1er cru 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">La Perrière confina ad est con les Mazis-Chambertin, si distingue per note di amarena, floreali, spezie dolci. Di buona profondità, in bocca si sviluppa con una grande e rapida progressione sostenuta da tannini potenti ma fini; termina molto lungo con note sapide e fruttate. Molto buono </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Gevrey-Chambertin Laveaux St Jacques 1er cru 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Sono 6 parcelle diverse situate nella Combe de Lavaux che originano un vino di grande spessore e carattere. Al naso risulta più aperto di altri, denota un carattere un po’ rustico di bella energia ed<span>  </span>è sempre teso alla ricerca della profondità, conferitagli da bei tannini e da una pregevole freschezza termina lunghissimo su aromi di frutta rossa e minerali. Un vino che con gli anni acquisirà ancora più complessità. Grande <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Gevrey-Chambertin Les Champeaux 1er cru 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">È il più a nord dei Premiers Crus di Gevrey, confina con Brochon, è situato pressoché sulla roccia. È ampio e voluminoso, con note speziate e con un tannino d’ammorbidire. La sua forma è ben modellata da una viva freschezza; il <span> </span>finale lungo e minerale. Vino di grande razza. Molto buono <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><strong><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Mazis-Chambertin Grand Cru 2006</span></strong></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">I 9 ettari di Mazis-Chambertin sono l’area Grands Crus più vicina all’abitato di Gevrey, probabilmente al suo interno esistevano delle case, infatti in dialetto locale il termine “masure” significa una casa in rovina. Il vigneto è suddiviso in due sottozone (Les Mazis-Hauts e Les Mazis-Bas), conserva le tracce dei muri costruiti nell’antichità dai monaci, il suo sottosuolo è del tutto simile a quello del confinante Clos-de-Bèze sempre caratterizzato da roccia calcarea e ricoperto da detriti e da un sottile strato di terra, spessore che varia da 1.5 metri della parte bassa sino 10 centimetri di quella alta. La sua altezza oscilla tra i 270 e i 280 metri, mentre la sua esposizione è perfettamente rivolta verso est. Vari proprietari si suddividono le 17 piccolissime parcelle, infatti solo l’Hospices de Beaune ed il Domaine Faiveley possiedono degli appezzamenti superiori a un ettaro. Quelle possedute da Monsieur Harmand sono 6 e coprono una superficie totale di 0.73 ha.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">È un vino di grande stoffa, dà immediatamente la percezione di complessità e profondità: lampone, ciliegia, violetta, garofano, liquirizia, pepe,… sensazioni che evolveranno ulteriormente con l’invecchiamento. Ha già un bellissimo equilibrio tra le sue componenti, dove evidenza la qualità dei suoi tannini. Lascia la bocca con grande soddisfazione e completezza. È l’unico vino, di quelli assaggiati dove si percepisce una traccia di dolcezza lasciata dall’utilizzo del legno (100% nuovo), sensazione che andrà ad amalgamarsi perfettamente con il passare del tempo. Un vino superbo, speriamo di poterlo ridegustare nel pieno della propria maturità <span> </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;">Una degustazione veramente emozionante, un produttore che sa evidenziare i suoi territori.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR">Domaine <span>Harmand-Geoffroy &#8211; </span></span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR">3 place Lois </span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR">21220 <span>GEVREY-CHAMBERTIN</span></span></p>
<p class="n5blocparutionadresse1" style="margin:0;">
<p class="n5blocparutionadresse1" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR"><span style="text-decoration:underline;">&#8220;Appellations&#8221; prodotte</span></span></p>
<p class="n5blocparutionadresse1" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR"><strong>Grands Crus</strong>: Mazis-Chambertin</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR"><strong>Premiers Crus</strong>: Gevrey-Chambertin Les Champeaux &#8211; Gevrey-Chambertin Laveaux St Jacques &#8211; Gevrey-Chambertin La Bossiere – Gevrey-Chambertin La </span><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR">Perrière</span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin:0;"><span style="font-size:10pt;font-family:&quot;" lang="FR"><strong>Villages</strong>: Gevrey-Chambertin Clos Prieur &#8211; Gevrey-Chambertin Vieilles Vignes &#8211; Gevrey-Chambertin en Jouisse &#8211; Gevrey-Chambertin</span></p>
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		<title>Castagnier a Morey-Saint Denis</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 14:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel pomeriggio ci spostiamo di qualche centinaio di metro per visitare il Domaine Castagnier. Questo è stato la scoperta di Degustateurs.com il nostro forum di riferimento sulla Borgogna, quindi visitare una piccola azienda famigliare con ben 6 denominazioni Grands Crus è stato d&#8217;obbligo.
La cantina si trova al piano interrato dell&#8217;abitazione situata nel comune di Morey-Saint Denis [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1241&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03405.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03403.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc01731.jpg"></a><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/d1000102.jpg"></a>Nel pomeriggio ci spostiamo di qualche centinaio di metro per visitare il Domaine Castagnier. Questo è stato la scoperta di <a href="http://degustateurs.com/forum/">Degustateurs.com</a> il nostro forum di riferimento sulla Borgogna, quindi visitare una piccola azienda famigliare con ben 6 denominazioni Grands Crus è stato d&#8217;obbligo.</p>
<p>La cantina si trova al piano interrato dell&#8217;abitazione situata nel comune di Morey-Saint Denis ad est della Nazionale 74, una zona di recente costruzione. Benché poco conosciuti i Castagnier producono vini da 5 generazioni, oggi l&#8217;azienda si avvale dell&#8217;esperienza di Guy, il padre, che si occupa della cura delle vigne e della cantina e dell&#8217;ambizione del giovane Jerôme che giunge in azienda nel 2004 dopo essere stato trombettista a Parigi nella Guardia del presidente della Repubblica.</p>
<p>&#8220;Il vino è come la musica, un&#8217;arte&#8221;</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03405.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1244" title="dsc03405" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03405.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc03405" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Jerôme Castagnier è un ragazzo espansivo con obiettivi chiari da raggiungere; la sua esuberanza ci ricorda, per certi versi, quella Nicolas Rossignol di Volnay che abbiamo visitato l&#8217;anno scorso. Bonnes-Mares, Charmes-Chambertin, Clos de la Roche, Clos Saint Denis, Clos de Vougeot e Latricières-Chambertin. Il patrimonio viticolo è di primo piano, sono infatti poche le aziende che vantano così tante parcelle in Grand Cru, con l&#8217;obiettivo di espandersi anche in quelli di Mazis-Chambertin, Chambertin-Clos de Bèze e Chambolle-Musigny Les Amoureuses, uno dei più prestigiosi Premiers Crus della Côte.</p>
<p>La protezione del vigneto è affidata alla produzione integrata, che prevede l&#8217;uso di trattamenti esclusivamente se necessario; le vinificazioni non prevedono eccessive estrazioni; l&#8217;invecchiamento dei vini non supera il 30% in legno nuovo.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03403.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1245" title="dsc03403" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc03403.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc03403" width="640" height="480" /></a> </p>
<p>La degustazione presentata da Jerôme prevede l&#8217;assaggio dei campioni dalla botte dell&#8217;annata 2007.</p>
<p><strong>Chambolle-Musigny </strong> </p>
<p>È frutto di una sola parcella di 0.33 ha. situata nella parte classificata &#8220;village&#8221; di Aux Echanges, ceppi impiantati nel 1934. Dà un vino delicato, improntato sul frutto, sulla piacevolezza e sulla finezza, il finale evidenzia note di piccoli frutti di bosco. Discreto  </p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin </strong> </p>
<p>Due parcelle situate nel &#8220;lieu-dit&#8221; Les Seuvrées situato ad est della N74 generano un vino che alterna aromi di spezie orientali e piccoli frutti neri. Di buona complessità è potente e piacevolmente tannico va in profondità con un carattere minerale e speziato. Buono  </p>
<p><strong>Morey-Saint Denis </strong> </p>
<p>È composto da una cuvée le cui uve provengono per il 70% da vigne classificate Premiers Crus. Al primo naso è un po&#8217; chiuso poi fuoriescono note di  frutta rossa. Dà un attacco morbido e uno sviluppo &#8220;rustico&#8221; classico di Morey; l&#8217;influenza del legno è discreta e ben integrata. Promette buone complessità.  </p>
<p><strong>Charmes-Cambertin Grand Cru </strong></p>
<p>L&#8217;unione di Charmes e Mazoyères rappresenta il vigneto più esteso di Gevrey, entrambi i crus sono autorizzati, dal 1938, all&#8217;utilizzo della denominazione Charmes-Chambertin, più facile da memorizzare. La superficie totale è poco più di 30 ettari (Charmes 12.3 e Mazoyères 18.6 ha.), dimensione che corrisponde, dopo Clos de Vougeot, al Grand Crus più esteso della Côte de Nuits. Vista l&#8217;ampiezza è difficile da descrivere e definire in quanto le variazioni del terreno e climatiche influenzano la qualità e la tipicità dei vini.  È situato nella parte bassa, tra la Rue des Grands Crus e la strada N74, ai piedi della collina. Gode di un&#8217;ottima insolazione ma è completamente esposto alla circolazione dei venti freddi, questo permette di affermare che le parcelle migliori sono quelle che si trovano nella parte alta al bordo della Rue des Grands Cru. Questa parcella di 0.39 ha. si trova nella parte alta del Mazoyères proprio sotto al Latricières, vigne di 35-40 anni d&#8217;età. Il suolo è formato da uno strato di 30-35 centimetri di spessore composto da sassi situato sopra la roccia.  </p>
<p>Che frutto, ha una bella esuberanza aromatica: amarena, cassis, ciliegia, di grande complessità. È ricco in entrata, poi si sviluppa vellutato e completo con un finale elegante, equilibrato e di buona lunghezza. Piace immediatamente, manca un po&#8217; di complessità e di slancio sul finale per essere un Grand Cru di alto livello.</p>
<p><strong>Clos Saint Denis Grand Cru </strong></p>
<p>Clos Saint-Denis ha una superficie totale di 6.6 ettari ed è il più piccolo dei quattro Grands Crus di Morey. Qui i monaci dell&#8217;antico collegio Saint Denis de Vergy situato nelle Hautes-Côtes misero a dimora il Pinot Nero già nel 1203. Al Clos storico, che si estende su poco più di 2 ettari, nel 1936 sono state aggiunte alcune parcelle limitrofe che presentavano le stesse caratteristiche pedoclimatiche, vigneti fino ad allora classificati Premières Crus. È frazionato in 37 parcelle possedute da una quindicina di proprietari.</p>
<p>Questa parcella è di 0.33 ha., è dislocata proprio al centro del Clos. Al naso presenta note di ciliegia, spezie ed un bella aromaticità. In bocca è carnoso con tannini di nobile estrazione, scende in profondità con equilibrio evidenziando uno spirito speziato ed un frutto puro. Molto buono.</p>
<p><strong><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc01731.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1282" title="dsc01731" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/dsc01731.jpg?w=640&#038;h=480" alt="dsc01731" width="640" height="480" /></a></strong></p>
<p><strong>Clos de la Roche Grand Cru </strong></p>
<p>Clos de la Roche, si trova nella parte bassa della collina, prende il proprio nome dalla natura del suolo, un terreno molto duro da coltivare causa la presenza di roccia calcarea e ricoperto da uno strato sassoso.</p>
<p>Castagnier possiede 0.6 ha. nel &#8220;lieu-dit&#8221; Les Fremières. Ha le caratteristiche che dovrebbe evidenziare un Grand Cru: finezza e potenza. La texture rimarca tannini fitti e ben rinfrescati, l&#8217;allungo finale dà energia e persistenza, mentre le percezioni dolci sono ben amalgamate a note di pepe e cassis. Un vino che ci soddisfa pienamente. Molto buono.  </p>
<p><strong>Latricières-Chambertin </strong></p>
<p>Latricières-Chambertin è compreso tra lo Chambertin e il  Clos-de-la-Roche, il primo Grand Cru di Morey-St.-Denis. L&#8217;etimologia del termine latino &#8220;tricae&#8221; indica questo luogo &#8220;di poco valore dove la propria terra non è fertile&#8221;. Infatti il suolo è poco profondo e magro, condizioni che si potevano adattare esclusivamente alla cultura della vigna. I suoi 7 ettari sono suddivisi tra 9 proprietari che dispongono di appezzamenti che variano da 1.5 e 0.16 ettari.</p>
<p>Questo vino è prodotto nella zona più alta del Latricières quella che si situa immediatamente sotto il bosco, una zona fredda e, si sente. Al naso sento un po&#8217; il legno accompagnato da cassis, liquirizia e ciliegi. Di media profondità. È diretto e teso, si allunga verso un finale di buona lunghezza dove si percepiscono sensazioni minerali, un frutto puro e spezie dolci. Buono +  </p>
<p><strong><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/d1000102.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1284" title="d1000102" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/d1000102.jpg?w=640&#038;h=427" alt="d1000102" width="640" height="427" /></a></strong></p>
<p><strong>Bonnes-Mares Grand Cru </strong></p>
<p>Bonnes-Mares è l&#8217;unione tra Morey-Saint-Denis, dove occupa una superficie di 1.5 ettari, e Chambolle-Musigny dove sviluppa i rimanenti 13.5 ettari. L&#8217;antica reputazione del cru è testimoniata dal significato del suo nome, infatti nel medioevo &#8220;marer la vigne&#8221; significava coltivare la vigna. Le pendenze, rivolte verso est, sono dolci e comprese tra i 270 e 280 metri d&#8217;altitudine, la roccia calcarea è ricoperta da un sottile strato di circa 50 centimetri composto da detriti e da terra argillosa.</p>
<p>Questo vino si produce da 0.33 ha. posizionati nel centro del cru. È magnifico per profondità ed avvolgenza, gli aromi sono su spezie orientali. Poggia su una struttura affermata e vellutata, il finale? Interminabile. Al momento deve digerire l&#8217;affinamento in legno. Eccellente, su standard assoluti.  </p>
<p><strong>Clos de Vougeot Grand Cru </strong></p>
<p>Clos Vougeot ha dimensioni eccezionali per un Grand Cru, si estende su leggere pendenze (3-4%) ad un&#8217;altezza compresa tra i 240 e i 265 metri; è frammentato in 134 parcelle divise tra 80 proprietari diversi, aziende che, salvo Château de la Tour, vinificano i loro vini al di fuori delle mura di cinta. In generale i vini prodotti sono frutto di assemblaggi di varie parcelle, in questo caso la parcella che origina questo vino è situata nel Petit Maupertui proprio al confine con il Grands Echézeaux. È ubicato nella parte alta del Clos, dove si godono le condizioni migliori, qui i monaci Cistercensi vendemmiavano le uve destinate alla &#8220;Cuvée des Papes&#8221;.</p>
<p>Al naso ci dona profondità ed estrema finezza. In bocca dimostra grande potenziale, è carnoso, potente e allo stesso tempo, grazie a tannini vellutati, elegante; presenta un profilo aromatico di grande freschezza ed equilibrio, il finale molto lungo gode di grande personalità. Gran vino.  </p>
<p> </p>
<p>Domaine Castagnier - 20 reu Jardins 21220 Morey-Saint Denis</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">&#8220;Appellations&#8221; prodotte </span></p>
<p><strong>Grands Crus</strong>: Bonnes-Mares &#8211; Charmes-Chambertin &#8211; Clos de la Roche &#8211; Clos de Vougeot &#8211; Clos Saint Denis &#8211; Latricières-Chambertin -</p>
<p><strong>Villages</strong>: Chambolle-Musigny &#8211; Gevrey-Chambertin &#8211; Morey-Saint Denis</p>
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		<title>Pierre Amiot a Morey-Saint Denis</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Nov 2008 12:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 15 novembre 2008 ore 4.00 che levataccia, ma la Borgogna ci attende.
Raggiungiamo Morey-Saint Denis in perfetto orario per visitare il Domaine Pierre Amiot. Abbiamo scelto questa piccola azienda perché decisi a sviluppare le nostre conoscenze su questo comune. I fratelli Amiot lo rappresentano perfettamente avendo proprietà nei Premiers Crus più interessanti e nei due [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1221&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Sabato 15 novembre 2008 ore 4.00 che levataccia, ma la Borgogna ci attende.</p>
<p>Raggiungiamo Morey-Saint Denis in perfetto orario per visitare il Domaine Pierre Amiot. Abbiamo scelto questa piccola azienda perché decisi a sviluppare le nostre conoscenze su questo comune. I fratelli Amiot lo rappresentano perfettamente avendo proprietà nei Premiers Crus più interessanti e nei due classici Grands Crus di Clos de la Roche e Clos Saint Denis.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/DSC03394.jpg" alt="" width="600" height="450" /> </p>
<p>Ci riceve Jean-Louis Amiot che con il fratello Didier dirige l&#8217;azienda famigliare, attiva nel comune da ben 5 generazioni. Negli ultimi anni la qualità dei loro vini è via via migliorata, applicando una maggiore cura delle vigne e dei suoli e diminuendo la capacità produttiva per avere acini più sani e di perfetta ed equilibrata maturità.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/DSC03387.jpg" alt="" width="600" height="450" /></p>
<p>Sui 10 ettari di vigneto regna il Pinot nero che nei migliori Premiers Crus genera vini di carattere e spessore. È un territorio spesso erroneamente sottovalutato, che presenta ben il 30% della superficie vitata in Appellation Grand Cru contro il 2% medio dell&#8217;intera Borgogna. Le vinificazioni sono semplici e tradizionali e prevedono meno interventi possibili. L&#8217;elevazione dei vini avviene in botti nuove in percentuali diverse a seconda il livello delle denominazioni: 30% per i Premiers Crus e 50% per i Grands Crus. L&#8217;obiettivo è quello di evidenziare le potenzialità del territorio, esaltando la freschezza del frutto e la mineralità dei terreni.</p>
<p> </p>
<p><span style="text-decoration:underline;">La degustazione</span></p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/10_morey-st-denis.gif" alt="" width="600" height="600" /></p>
<p><strong>Morey-Saint Denis 2006</strong></p>
<p>Si esprime su piacevoli livelli, con un frutto ben definito e una struttura tannica morbida e fresca. Discreto e facile da bere. </p>
<p><strong>Morey-Saint Denis aux Charmes 1er cru 2006</strong></p>
<p>Proviene da una parcella di 0.45 ha. Ha un naso più denso del precedente dove emergono ricordi di fragola e ciliegia. È generoso e di buona struttura, sviluppa bei tannini ed un finale fresco e minerale. Buono  </p>
<p><strong>Morey-Saint Denis Les Millandes 1er cru 2006</strong></p>
<p>La superficie di proprietà in questo cru è di 0.40 ha. suddivisi in due parcelle dove sono alloggiate vigne di 30-60 anni d&#8217;età.</p>
<p>Ha il carattere speziato classico di Morey, a cui si alterna un frutto croccante. È di bell&#8217;ampiezza con tannini abbondanti, è sempre in tensione e sviluppa un finale molto lungo di chiara definizione minerale. Un vino maschile, molto buono      </p>
<p><strong>Morey-Saint Denis Les Ruchots 1er cru 2006</strong></p>
<p>Les Ruchot sono posizionate proprio sotto Clos de Tart, al confine con Chambolle-Musigny; le vigne coprono una superficie di 0.51 ha. con ceppi impiantati nel 1960.</p>
<p>Al naso risulta un po&#8217; chiuso, all&#8217;ossigenazione percepiamo note fruttate e speziate. Di bella complessità. Presenta una bella rotondità all&#8217;attacco gustativo, si sviluppa caldo con tannini di bella definizione. Il finale è in equilibrio e piacevolmente sapido. Buono +  </p>
<p><strong>Gevrey-Chambertin Aux Combottes 1er cru 2006</strong></p>
<p>Aux Combottes è il prolungamento di Morey verso nord, sul comune di Gevrey-Chambertin, qui gli Amiot possiedono 3 parcelle per una superficie totale di 0.6 ha..</p>
<p>Il vino originato ha un carattere ampio e potente, si sviluppa con energia in profondità sempre ben modellato da una bella acidità. I ritorni gustativi evidenziano sfumature fumé, di frutta nera, speziate e una vena minerale. Un vino di pregevoli complessità e di bella forza espressiva che ci piace molto. </p>
<p><strong>Clos de la Roche Grand Cru 2006</strong></p>
<p>Clos de la Roche prende il proprio nome dalla natura del suolo, un terreno molto duro da coltivare, causa la presenza di roccia calcarea e ricoperto da uno strato sassoso. Questo permette alla vite di infiltrarsi in profondità per trovare il proprio nutrimento. La superficie di proprietà del Domaine è abbastanza vasta superando l&#8217;ettaro, le parcelle si sviluppano negli &#8220;lieux-dits&#8221;: Les Moschamps, Les Chaboits, Les Fremières e Les Monts Luisants.</p>
<p>Al naso è profondo, evidenzia note di frutta nera, minerali, erbe aromatiche e un tocco selvaggio. Ha un grande potenziale, è ricco e potente, ancora un po&#8217; slegato nel suo sviluppo ma denota carattere e lunghezza. Ha grandi margini di miglioramento, ci riserviamo di degustarlo tra una decina d&#8217;anni. Molto buono.  </p>
<p><strong>Clos Saint Denis Grands 2006</strong></p>
<p>Clos Saint-Denis ha una superficie totale di 6.6 ettari ed è il più piccolo dei quattro Grands Crus di Morey. Qui i monaci dell&#8217;antico collegio Saint Denis de Vergy situato nelle Hautes-Côtes misero a dimora il Pinot Nero già nel 1203. Al Clos storico, che si estende su poco più di 2 ettari, nel 1936 sono state aggiunte alcune parcelle limitrofe che presentavano le stesse caratteristiche pedoclimatiche, vigneti fino ad allora classificati Premieres Crus. È frazionato in 37 parcelle possedute da una quindicina di proprietari.</p>
<p>Quella degli Amiot è una vigna giovane impiantata nel 1980, che al momento dà ancora una produzione troppo vigorosa. Il vino non ha lo spessore che merita un Grand Cru: ha un&#8217;impronta aromatica orientale dove emergono l&#8217;incenso e liquirizia. È lineare, dotato di bella freschezza, tannini maturi e di buona lunghezza, ma non esprime le caratteristiche e la profondità che gli si richiedono per raggiungere alti standard.</p>
<p> </p>
<p>Per verificare lo sviluppo del vino ci viene proposto l&#8217;assaggio di un <strong>Clos de la Roche Grand Cru 2002</strong>, evidenzia una volta di più le caratteristiche che avevamo constatato in un recente assaggio: è ancora in una fase di chiusura, si esprime aromaticamente con note di riduzione ed un carattere selvaggio. In bocca ci fa invece intendere un&#8217;ottima personalità: è vigoroso, ricco e potente, ha una struttura fitta e vellutata e si sviluppa caldo e lungo. Ha bisogno di ulteriore tempo in bottiglia per sviluppare l&#8217;ampiezza che gli è riconosciuta. In prospettiva molto buono.</p>
<p> </p>
<p>Domaine Pierre Amiot &#8211; 27 Grande Rue 21220 Morey-Saint Denis</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">&#8220;Appellations&#8221; prodotte </span></p>
<p><strong>Grands Crus</strong>: Clos de la Roche &#8211; Clos Saint Denis</p>
<p><strong>Premiers Crus</strong>: Gevrey-Chambertin Aux Combottes &#8211; Morey-Saint Denis Aux Charmes &#8211; Morey-Saint Denis Les Chenevery &#8211; Morey-Saint Denis Les Millandes &#8211; Morey-Saint Denis Les Ruchots</p>
<p><strong>Villages</strong>: Gevrey-Chambertin &#8211; Morey-Saint Denis</p>
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			<media:title type="html">Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</media:title>
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		<title>I Gattinara di Antoniolo</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 16:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho visitato al Vinitaly 2008 Lorella ed Alberto Antoniolo, dopo aver assaggiato un Gattinara Osso San Grato 2001 nel corso della degustazione sui Nebbioli del Piemonte organizzata da Nonsolodivino. Un vino che mi ha stupito per la sua chiara personalità, rispettoso della tradizione e che ho definito &#8220;per appassionati&#8221;.
Un incontro che mi ha permesso di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1110&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/antoniolo64.jpg"></a>Ho visitato al Vinitaly 2008 Lorella ed Alberto Antoniolo, dopo aver assaggiato un Gattinara Osso San Grato 2001 nel corso della degustazione sui Nebbioli del Piemonte organizzata da Nonsolodivino. Un vino che mi ha stupito per la sua chiara personalità, rispettoso della tradizione e che ho definito &#8220;per appassionati&#8221;.</p>
<p>Un incontro che mi ha permesso di comprendere la loro idea sul Gattinara, vino prodotto nell&#8217;omonimo comune situato in provincia di Vercelli, dove il Nebbiolo è detto anche Spanna. Il vino in questa zona trova ha radici molto profonde nel passato, ma solo nell&#8217;ultimo decennio alcuni produttori hanno trovato la forza e la volontà di evolversi per restare al passo con quelli delle principali denominazioni piemontesi.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/antoniolo64.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1111" title="antoniolo64" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/11/antoniolo64.jpg?w=480&#038;h=640" alt="antoniolo64" width="480" height="640" /></a></p>
<p>Fondata nel 1948 da Mario Antoniolo, l&#8217;azienda si è imposta sin dall&#8217;inizio con l&#8217;obiettivo della valorizzazione dei crus di propietà.e vinificati singolarmente. Eccetto il Castellare gli altri vini maturano in botti di rovere di media e grande capacità per alcuni anni, questo trasmette ai vini un carattere austero e serio in gioventù e capaci di superare, nelle migliori annate, oltre un decennio.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">La degustazione</span></p>
<p><strong>Gattinara 2003:</strong> di colore granata scarico, ha riconoscimenti di frutta ben matura e secca accompagnati da sfumature di caffè. Ha rigore e buona morbidezza ma sempre diretto verso un piacevole finale minerale.</p>
<p><strong>Gattinara Vigneto Castelle 2003</strong>: è elegante ed equilibrato dove spiccano sfumature floreali. È morbido, avvolgente dove spicca una trama tannica matura e fine, il finale è discretamente lungo e di buona freschezza. Buono.</p>
<p><strong>Gattinara San Francesco 2003</strong>: è un vino solare, dove spicca un frutto ben maturo, ma non stancante, da un attacco morbido seguito da una bella progressione di sensazioni che danno profondità e lunghezza al finale.</p>
<p><strong>Gattinara Osso San Grato 2003</strong>: ha belle ed intriganti complessità, sfumano note di cuoi, un frutto maturo, fiori secchi, note di caffè, &#8230;. Al gusto è deciso e diretto, la percezione tannica è intensa, ma di bella finezza. Il finale è molto lungo e termina con una bella mineralità; un vino lineare che necessita del giusto tempo di maturazione.</p>
<p>I signori Antoniolo mi danno la possibilità di assaggiare anche i vini della vendemmia 2004 campioni non ancora commercializzati.</p>
<p><strong>Gattinara 2004</strong>: è più fresco e floreale rispetto all&#8217;annata precedente, si distingue per un attacco diretto e deciso.</p>
<p><strong>Gattinara Vigneto Castelle 2004</strong>: è diretto, teso e vigoroso, una struttura tannica molto decisa introduce un lungo finale minerale.</p>
<p><strong>Gattinara San Francesco 2004</strong> : ha un bel frutto rosso accompagnato da nobili speziature: In bocca è intenso e complesso, i tannini sono di bella fattura ed il finale ben fresco.</p>
<p><strong>Gattinara Osso San Grato 2004</strong>: olfattivamente è elegante e fresco dove spicca un bel frutto rosso; è lineare e teso verso un profondo ed interminabile finale minerale. Molto buono</p>
<p>La famiglia Antoniolo produce una bella serie di Gattinara, ognuno con le proprie caratteristiche e personalità.</p>
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			<media:title type="html">Patrick Maclart</media:title>
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