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	<title>IL GIORNALE DEL VINO &#187; sauvignon</title>
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		<title>IL GIORNALE DEL VINO &#187; sauvignon</title>
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		<title>Incontro con Marco Parusso</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 10:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finezza, Equilibrio, Bevibilità e Digeribilità.
Questo è l&#8217;obiettivo che accompagna Marco Parusso nella produzione dei suoi vini. Convinzioni anche controverse e che non piacciono a tutti gli appassionati, soprattutto a quelli dei Baroli tradizionali, ma che non intaccano assolutamente le sue certezze. È una persona provocatoria, anche con se stesso, decisa nel difendere le proprie idee [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1954&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Finezza, Equilibrio, Bevibilità e Digeribilità.</p>
<p>Questo è l&#8217;obiettivo che accompagna Marco Parusso nella produzione dei suoi vini. Convinzioni anche controverse e che non piacciono a tutti gli appassionati, soprattutto a quelli dei Baroli tradizionali, ma che non intaccano assolutamente le sue certezze. È una persona provocatoria, anche con se stesso, decisa nel difendere le proprie idee ma capace di mettersi in discussione in ogni momento qualora ci fosse qualche cosa che non lo convinca.</p>
<p><em><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/Borgogna02975-copia-1.jpg" alt="" width="500" height="400" /></em></p>
<p><em>&#8220;Non essendo un metodico cerco d&#8217;osservare le nostre vigne, d&#8217;interpretare ed adattare il lavoro alle loro necessità. L&#8217;obiettivo è quello di ottenere terre vive, ben ossigenate e rispettate aiutandole, se necessario, con degli apporti organici che rendono le viti reattive, più sane e in grado d&#8217;offrirci uve di perfetta maturazione e capaci d&#8217;esprimere il valore del nostro territorio. Anche in cantina non abbiamo un modo definito di vinificare ma abbiamo un obiettivo ben preciso da realizzare, cioè la ricerca assoluta dell&#8217;equilibrio e dell&#8217;armonia.Vini di carattere, ricchi ma molto fini dove la struttura tannica si fonde al meglio con la materia. Negli ultimi anni abbiamo spinto sul concetto di digeribilità, cercando di produrre vini con un alto grado di bevibilità, fattore un po&#8217; perso in questi ultimi anni. Voglio ottenere dei Baroli più accessibili e godibili, meno difficili e scontrosi, bottiglie che non necessitano di essere aspettate una decina d&#8217;anni prima di essere godute a pieno&#8221;. <span id="more-1954"></span></em></p>
<p>Parusso è un grande estimatore delle botti nuove, usate con grande maestria, infatti il loro influsso aromatico sui vini è equilibrato e ben fuso nella struttura generale. Il loro effetto micro-ossigenatore è fondamentale nello stabilizzare il più velocemente possibile i vini rendendoli molto resistenti all&#8217;ossidazione, infatti i suoi Baroli mantengono il loro carattere per molti giorni dopo la stappatura. Il loro apporto influisce anche sulla qualità dei tannini rendendoli vellutati e molto fini.</p>
<p>È straordinario notare come i suoi concetti sono perfettamente evidenziati nella degustazione dei vini.</p>
<p><img src="http://idata.over-blog.com/1/15/41/39/Borgogna/n53024226587_1523343_7718358.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">I Sauvignon</span></p>
<p>Marco Parusso non fa mai cose banali, una quindicina d&#8217;anni fa ha voluto impiantare del Sauvignon a scopo sperimentale. Amante dei vini della Borgogna, avrebbe voluto lavorare dello Chardonnay ma il risultato non lo avrebbe soddisfatto, così decise per il Sauvignon. I vigneti si dividono tra Monforte d&#8217;Alba e Castiglione Falletto, le vigne più giovani sono destinate alla produzione del Langhe Bianco, mentre quelle che superano i 15 anni generano il Bricco Rovella.</p>
<p><strong>Langhe Bianco Sauvignon 2008</strong> (appena imbottigliato)</p>
<p>È di fine esuberanza, ha una nitida impronta esotica, è intenso, vivace e nervoso, ha una discreta grassezza e una fresca sapidità. Piacevole.</p>
<p><strong>Langhe Bianco Bricco Rovella 2006</strong></p>
<p>È un bianco di spessore, ogni passaggio della vinificazione, fermentazione alcolica, malolattica e maturazione per 12-15 mesi, avviene direttamente in piccole botti. Sorprende per maturità e finezza. Gli aromi sono di pompelmo e ananas, accompagnati da sfumature speziate per nulla stancanti. Al gusto rivela un bell&#8217;equilibrio tra grassezza, freschezza e sapidità.</p>
<p><strong>Langhe Bianco Bricco Rovella 2000</strong> (in magnum)</p>
<p>Ecco quello che non ti aspetteresti da un Sauvignon piemontese, la capacità di durare tranquillamente 10 anni. Il suo colore è magnifico, non dimostra affatto la sua età, un giallo dorato accompagnato da una brillante vivacità. Gli aromi sono freschi e complessi: albicocca, pesca, sotto bosco, polvere, &#8230; L&#8217;attacco è morbido e di buon volume, poi si sviluppa con agilità, solo sul finale è evidenziata una sfumatura di mandorla tostata. Un vino sempre vivo.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Le Barbere</span></p>
<p>La Barbera è coltivata in località Ornati a Monforte d&#8217;Alba. Due sono le etichette: l&#8217;Ornati, proveniente dalle giovani vigne, e la Superiore, nata  invece da ceppi di oltre 30 anni.</p>
<p><strong>Barbera d&#8217;Alba Ornati 2007</strong></p>
<p>Ha una dolce ed intensa espressione aromatica dove si evidenzia la purezza del frutto: lamponi, mora, sfumature floreali. È intenso, voluminoso e caldo, forse troppo, manca un po&#8217; di freschezza ed equilibrio ed anche il finale è leggermente asciutto. Ne parliamo con Marco che esprime i suoi dubbi sulla tenuta del  tappo, infatti degustiamo un&#8217;altra bottiglia che subito mostra un altro equilibrio.</p>
<p><strong>Barbera d&#8217;Alba Superiore 2006</strong></p>
<p>È una gran bella Barbera, coniuga tutte le sensazioni che ne fanno un vino di alto livello. Gli aromi sono meno esuberanti della precedente ma che finezza e che complessità: il frutto ha una equilibrata maturità, le note di lampone e di mora si completano a meraviglia con quelle speziate e rinfrescate da una nota balsamica. La bocca è succosa e una viva freschezza bilancia alla perfezione la ricca componente alcolica, ha corpo e una struttura tannica non invadente e fine. Molto buona.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">I Nebbioli</span></p>
<p>Il Nebbiolo è la vera passione di Marco Parusso, è la varietà con cui si è fatto conoscere ed apprezzare nel panorama enologico. Salvo le giovani vigne dedicate alla produzione del Langhe Nebbiolo, possiede pregiate parcelle nei crus della Bussia, Mariondino e Coste Mosconi in generale prodotti singolarmente.</p>
<p><strong>Langhe Nebbiolo 2007</strong></p>
<p>In quest&#8217;annata è un &#8220;piccolo Barolo&#8221;, ricco, maturo, con delle sfumature calde di frutta rossa e floreali. Ha un attacco ampio, si sviluppa con tannini dolci e vellutati, il finale è equilibrato e di buona lunghezza. Introduce alla perfezione la gamma dei Baroli. Buono</p>
<p><strong>Barolo 35° anni 2005</strong></p>
<p>La vendemmia 2005 coincide con il 35° dell&#8217;azienda, quindi perché non celebrarli con una cuvée speciale dove sono convogliate tutte le uve Nebbiolo da Barolo ?<br />
&#8220;Un  vino come faceva mio padre&#8221; esclama Marco.<br />
Non è un&#8217;annata monumentale ed il vino racchiude già belle sensazioni: finezza, purezza del frutto, eleganti sfumature speziate ed una fresca nota balsamica. Non ha una grande potenza ma lascia la bocca vellutata, ben rinfrescata e pienamente soddisfatta. Molto buono.</p>
<p>Una parte di questo vino non è stato imbottigliato e darà vita alla Riserva Oro 2005 che potremmo apprezzare solamente tra 10 anni. Vuol dire che attenderemo con pazienza &#8230; </p>
<p><strong>Barolo Bussia 2004</strong></p>
<p>Questa è stata un&#8217;annata molto favorevole per la zona del Barolo, una di quelle che originano vini di lunga durata. Il Bussia questa sera è in buona forma e si svela con qualità e definizione, sfilano sentori di mora e ciliegia, petali di rosa, tabacco, cioccolata e una nota balsamica. In bocca anche se è già gradevole evidenzia la sua giovinezza, ha una struttura equilibrata e fitta ma ha assoluto bisogno di tempo ed ossigenazione per sviluppare tutto il suo grande potenziale. Già bevibile ma attenderemmo alcuni anni per avere un eccellente prodotto. </p>
<p><strong>Barolo Riserva Oro 1999</strong></p>
<p>Gran finale con questa &#8220;special cuvée&#8221;, un vino che viene commercilizzato solamente dopo 10 anni e che sfata il concetto che se un Barolo è godibile in fase giovanile poi paga in longevità. Dalla degustazione emerge un vino che necessità di aria per esprimersi, poi la complessità si sviluppa con freschezza ed eleganza. È potente, grasso  e ricco, la grana dei tannini è sottilissima e vellutata, ha energia e si allunga verso un finale di assoluta completezza. Gran vino, già penamente apprezzato ma che saprà svilupparsi nel corso del prossimo decennio.</p>
<p>Il feedback avuto nei giorni successivi la serata ha voluto premiare la nostra proposta e le scelte di Marco Parusso. Un sincero grazie da parte nostra a Marco e a Gabriele per la riuscita della serata.</p>
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		<title>I vini alto atesini</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 09:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La varietà dei vitigni è ricca tanto quanto quella dei paesaggi della regione, i vini sono il risultato di un&#8217;eccezionale interazione tra le caratteristiche del suolo e quelle del clima nelle varie zone di produzione. Tre sono le varietà autoctone che qui trovano tradizione e condizioni per esprimere al meglio le proprie peculiarità: la Schiava, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=1047&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>La varietà dei vitigni è ricca tanto quanto quella dei paesaggi della regione, i vini sono il risultato di un&#8217;eccezionale interazione tra le caratteristiche del suolo e quelle del clima nelle varie zone di produzione. Tre sono le varietà autoctone che qui trovano tradizione e condizioni per esprimere al meglio le proprie peculiarità: la Schiava, il Lagrein ed il Gewürztraminer. Anche se la regione è conosciuta per la freschezza o la complessità dei propri bianchi il 65% della produzione è caratterizzata dalla lavorazione di vini rossi dei quali ben il 70% è ottenuto da uve Schiava, un vino di consumo locale. Per la produzione di vini bianchi il Pinot bianco e lo Chardonnay sono le varietà più lavorate, costituendo assieme più del 50% della produzione; il rimanente è garantito da una vastissima gamma di varietà sia a bacca bianca sia rossa. Attualmente circa il 98% dei vini sono tutelati della DOC Alto Adige, risultato questo che pone la regione al primo posto a livello nazionale. Per meglio tutelare la tipicità di alcuni vini con le rispettive zone di produzione sono state introdotte delle sotto-denominazioni: Caldano o Lago di Caldano, St. Maddalena, Colli di Bolzano, Meranese, Terlano o Terlaner, Valle Isarco e Val Venosta.</p>
<p><img src="http://www.mondodelgusto.it/blog/wp-content/uploads/2007/03/vini-alto-adige-sbuga.JPG" alt="" /></p>
<p><strong>Pinot bianco</strong><br />
Il Pinot bianco chiamato anche Weissburgunder rappresenta la varietà bianca più lavorata, infatti è coltivata in tutto l&#8217;Alto Adige salvo la Valle Isarco. È un vitigno nobile derivante dalla mutazione genetica del Pinot nero, ha origini probabilmente alsaziane. É un vino bianco fresco e fruttato, di colore giallo paglierino di media intensità, ricorda profumi di mela, foglie verdi e note di burro con la maturazione.</p>
<p><strong>Chardonnay</strong><br />
Con il Pinot Bianco rappresenta l&#8217;uva bianca principale, da grandi risultati nei comuni di Appiano e Caldaro, nella Bassa Atesina e nella Valle dell&#8217;Adige. Il vino è di colore giallo paglierino, con aromi di ananas, banane, mele, pere, agrumi, caramello, vaniglia e burro. Quando è vinificato in inox da vini freschi e piacevoli che esprimono al meglio le loro caratteristiche nell&#8217;arco di 3-5 anni. Se vinificati in contenitori di legno o invecchiati in barriques necessitano qualche anni di affinamento prima di esprimere tutte le complessità.</p>
<p><strong>Gewürztraminer</strong><br />
È chiamato anche Traminer aromatico, la sua terra d&#8217;elezione è la Bassa Atesina visto che trae le origini dai vigneti del comune di Termeno. Non gradisce i climi caldi e la sua buccia è spessa ed il colore è grigio-rosa. Raggiunge la perfetta maturazione tra la metà e la fine di settembre ma si adatta perfettamente a vendemmie ritardate sino a dicembre. Il colore del vino va dal giallo paglierino al giallo oro, presenta intense note speziate dove si avvertono sfumature di chiodi di garofano, rose e litchi. Generalmente è vinificato secco ma da eccellenti espressioni quando è vendemmiato tardivamente come nel caso dei grandi vini dei Produttori di Termeno.</p>
<p><strong>Sauvignon</strong><br />
È di origine bordolese è coltivato soprattutto nella Bassa Atesina, nell&#8217;Oltradige e nella Valle dell&#8217;Adige. Vitigno semiaromatico il Sauvignon è generalmente vinificato in vasche di acciaio allo scopo di favorire la sua finezza olfattiva. Di colore paglierino scarico presenta ricordi erbacei, erbe aromatiche e di frutta esotica. Alcuni produttori lo utilizzano, dopo un appassimento, nell&#8217;assemblaggio di ottimi vini dolci.</p>
<p><strong>Müller-Thurgau</strong><br />
Nato da un incrocio tra Riesling Renano e Sylvaner questo vitigno semi-aromatico si adatta perfettamente ad altezze elevate ed è abbastanza resistente al freddo, infatti è coltivato con buoni risultati nella Valle Isarco, nella Val Venosta, oltre che nell&#8217;Oltradige e nella Bassa Atesina dove si trova il vigneto più alto d&#8217;Europa situato oltre i 1′000 metri. È un vino colore giallo tendenti al verdolino presenta intensi aromi erbacei e di noce moscata.</p>
<p><strong>Pinot Grigio</strong><br />
È chiamato anche Rülander è coltivato su tutto il territorio regionale da vini di corpo e ricchi di estratto. Le versioni vinificati da vendemmie selezionate e affinati in botti di rovere esprimono piacevoli complessità con ricordi di noci e miele.</p>
<p><strong>Kerner</strong><br />
È coltivato esclusivamente nella Valle Isarco e in Val Venosta dove da buoni risultati grazie alla resistenza a climi freddi ed a escursioni termiche elevate. È una varietà aromatica dal carattere deciso, offre un colore paglierino con riflessi verdognoli, il profumo è fine con note vegetali e fruttate.</p>
<p><strong>Moscato giallo</strong><br />
Varietà aromatica della grande famiglia dei Moscati è diffusa nell&#8217;Oltradige, nella Bassa Atesina, nella Valle dell&#8217;Adige e nella conca di Bolzano. Quando è vinificato nella tipologia secca è adatto come aperitivo o compagno ideale della cucina orientale. Vino di media struttura presenta intense note di frutta e erbe aromatiche. Dopo un appassimento di alcuni mesi è utilizzato nell&#8217;assemblaggio di pregiati vini dolci. Di colore giallo tendente al dorato emana i classici profumi delle uve moscato con note di agrumi.</p>
<p><strong>Schiava</strong><br />
Il vino per antonomasia dell&#8217;Alto Adige è da sempre la Schiava, è coltivata si circa 2′000 ettari sparsi in tutta la regione, superficie che rappresenta il 40% dell&#8217;area vitata.Si distingue in quattro varietà: gentile, piccola, grossa e grigia. Acino medio con buccia pruinosa, tenera, di coloro blu-violetto, matura verso inizio ottobre. I vini prodotti sono molto apprezzati e consumati localmente, infatti varcano raramente i confini regionali. Sono di colore rubino di media intensità, leggeri di basso contenuto tannico, con ritorni fruttati e di mandorla amara.</p>
<p><strong>Lagrein</strong><br />
È quasi certo che il nome derivi da Lagara, una colonia della Magna Grecia dove si produceva il vino &#8220;Lagaritanos&#8221;. Di questo vitigno si conoscono due biotipi che si distinguono per la diversa forma e dimensione del grappolo: Lagrein a grappolo corto e Lagrein a grappolo lungo, con caratteristiche organolettiche diverse. Questo vitigno era già coltivato nel XVII secolo dai Padri Benedettini dei conventi di Muri e di Gries. Questi vigneti, confinanti con l&#8217;agglomerato di Bolzano, corrispondono tuttora alla zona di maggiore vocazione per la sua lavorazione; è inoltre diffuso nella Bassa Atesina, nell&#8217;Oltradige e nella Valle dell&#8217;Adige. Queste uve sono lavorate in due tipologie: Kretzer o Rosé si presenta con un colore rosato, con sfumature fruttate e vegetali; vino semplice e poco strutturato e caratterizzato da una piacevole freschezza e facile bevibilità. Dunkel o scuro è vinificato in rosso, presenta un colore rubino intenso; con fini note di viole e more che sfumano in ricordi balsamici e di cioccolato con la maturazione; di una trama tannica non troppo elevata presenta un buon equilibrio tra la morbidezza e la freschezza. Le migliori Riserve si prestano ad un affinamento in cantina di alcuni anni.</p>
<p><strong>Pinot nero</strong><br />
Questo vitigno difficile da lavorare al di fuori della Borgogna trova, in Alto Adige, tutte le migliori condizioni per esprimere grandi vini. La superbie coltivata ammonta a oggi a circa 290 ettari che corrispondono al 6% dei vigneti a bacca rossa, a cui vanno aggiunti altri 8 ettari coltivati sotto la denominazione Valle Venosta. Le giuste condizioni climatiche e la composizione dei terreni sono presupposti fondamentali per questa varietà, che trova la sua migliore espressione soprattutto nella fascia di media collina della sponda sinistra della Bassa Atesina corrispondente con i comuni di Salorno, Mazzon, Egna, Montagna e Ora, non per nulla considerata come la zona classica. Negli ultimi anni l&#8217;area di pregio si è estesa alle dolci colline delle frazioni di Cornaiano e Colterenzio situate ad Appiano, comune che con 65 ettari destinati alla coltivazione di questa varietà rappresenta la maggiore superficie. Comparso per la prima volta in Alto Adige, proveniente presumibilmente dalla Borgogna, attorno alla metà del XIX secolo è un vitigni molto difficile da lavorare sia in vigna sia in cantina. In vigna i grappoli non devono essere esposti direttamente al sole, in quanto il calore blocca la sintesi dei polifenoli. Le uve necessitano di una buona ventilazione, bassa umidità atmosferica e perfetta maturazione. Il vino è di colore rubino, con sfumature di eteree e di frutti di bosco, al gusto presenta un alto contenuto tannico ed una lunga persistenza.</p>
<p><strong>Merlot</strong><br />
Questo vitigno di origini bordolesi, in Alto Adige è diffuso soprattutto nella Bassa Atesina, nell&#8217;Oltradige, nella conca di Bolzano e nella Valle dell&#8217;Adige. Generalmente è usato negli assemblaggi con i Cabernets ed il Lagrein, grazie alle proprie caratteristiche conferisce morbidezza ed eleganza alle cuvées. Vinificato in purezza esprime le proprie caratteristiche varietali: colore rubino, profumo leggermente erbaceo con sfumature di ciliegia e ribes, al gusto è di buona struttura e di debole tannicità.</p>
<p><strong>Cabernet</strong><br />
Sotto questa denominazione sono raggruppate entrambe le tipologie di queste uve bordolesi. Il Cabernet Sauvignon è la varietà maggiormente diffusa, è infatti lavorato nella Bassa Atesina, nell&#8217;Oltradige, nella Valle dell&#8217;Adige e nella conca di Bolzano. Quando è vinificato in purezza presenta la dicitura Alto Adige Cabernet Sauvignon, mentre quando è assemblato ad una piccola percentuale di Cabernet Franc la denominazione autorizzata è quella di Alto Adige Cabernet. È un vino di corpo, colore rosso intenso con aromi di ribes nero, cioccolato, tabacco e sfumature vegetali di peperone verde. Al gusto è ricco con tannini vigorosi accompagnati da una piacevole freschezza, il finale è lungo con ritorni vegetali.</p>
<p><strong>Moscato rosa</strong><br />
Questa varietà della famiglia dei Moscati ha la particolarità di essere un vitigno a bacca rossa, di origine siciliana e diffuso da moltissimi anni nei vigneti dell&#8217;Oltradige, della Bassa Atesina, della conca di Bolzano e della Valle dell&#8217;Adige. È un vino da dessert delicato ed aromatico, di colore rosso rubino chiaro, sviluppa un intenso profumo di rosa, e di piccoli frutti rossi. Al gusto è piacevolmente dolce ben bilanciato da una bella freschezza.</p>
<p><strong>I vini: Classici, Vigneti o Selezioni</strong></p>
<p><strong>Linea Classica</strong>: sono prodotti con uve vendemmiate in tutta la regione, rappresentano circa il 65% dell&#8217;intera produzione, in etichetta è specificata la varietà usata e l&#8217;eventuale sotto-zona. Sono in genere vini di buona struttura, vinificati in contenitori di acciaio inox che rispecchiano le caratteristiche varietali delle uve utilizzate e segnati da una piacevole freschezza. Sono compresi tutti i vitigni coltivati nella regione.</p>
<p><strong>Linea vigne o vigneti</strong>: sono frutto di uve vendemmiate a piena maturazione e selezionate in zone viticole ristrette e d&#8217;importante vocazione (frazioni, tenute, vigneti&#8230;). Generalmente sono vinificati in vasche d&#8217;acciaio inox e affinati totalmente o parzialmente in grandi botti di rovere, di varie età, per alcuni mesi. Sono vini di ottima complessità, struttura e morbidezza.<br />
Per l&#8217;elaborazione sono utilizzate le varietà più pregiate: Pinot Bianco e Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Gewürztraminer, Lagrein, Pinot Nero, Merlot e Cabernet. In etichetta oltre al nome del vitigno è specificata la zona di provenienza, rappresenta circa il 25% della produzione.</p>
<p><strong>Linea Selezioni</strong>: è il top della proposta enologica, rappresentanza non più del 10% della produzione regionale. Sono compresi vini prodotti da uve selezionate in singole vigne o zone di grande pregio in grado di esprimere tutte le peculiarità del territorio di provenienza. Salvo alcuni vini elaborati da uve aromatiche come il Gewürztraminer ed il Sauvignon, sono commercializzati dopo un lungo periodo di affinamento in barriques nuove. Sono vini di spiccate caratteristiche, con eccellente struttura e finezza, in grado di potere invecchiare a lungo nelle nostre cantine. Sono utilizzate solo uve provenienti da vigneti a basse rese lavorati con i vitigni più importanti: Chardonnay, Sauvignon, Gewürztraminer, Lagrein, Pinot Nero, Merlot e Cabernet.</p>
<p>Gran parte della produzione prevede vini monovitigno, anche se negli ultimi anni sono vinificati in crescente misura anche assemblaggi di varietà diverse. In fatti il disciplinare di produzione della DOC. Alto Adige consente di elaborare cuvées di Lagrein e Cabernet, Lagrein e Merlot, nonché di Cabernet e Merlot. Con la specificazione Alto Adige Bianco sono vini costituiti da una quantità minima del 75% di uve Chardonnay, Pinot Binaco e Pinot Grigio, il rimante è suddiviso tra Müller Thurgau, Sauvignon, Riesling, Sylvaner, Gewürztraminer e Kerner.</p>
<p>Ottimi risultati sono stati conseguiti dai maestri cantinieri dell&#8217;Alto Adige anche con i vini dolci. Questi vini, che portano la specificazione aggiuntiva &#8220;vendemmia tardiva&#8221; o &#8220;passito&#8221;, si distinguono per il loro tenore zuccherino residuo particolarmente elevato, e sono solitamente ottenuti da uve aromatiche o semiaromatiche come il Moscati Giallo e Rosa, il Gewürztraminer, il Sauvignon ed il Riesling. Le uve frutto di vendemmie tardive sono vendemmiate generalmente entro la fine di novembre o l&#8217;inizio di dicembre a seconda delle annate; questo è reso possibile grazie all&#8217;incredibile clima della regione. Dall&#8217;inizio del secolo scorso in Alto Adige si produce spumante secondo il metodo classico della rifermentazione in bottiglia. Oggi una decina di validi produttori commercializzano circa 150′000 di bottiglie annue, ottenute con lo Chardonnay, il Pinot Bianco ed il Pinot Nero uve vendemmiate sul territorio della DOC.</p>
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		<title>L&#8217;Alto Adige il giardino d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 09:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://www.vinix.it/upload/myDoc/wxvcfimage2.jpg" alt="" /></p>
<p>L&#8217;Alto Adige o Südtirol è una piccola regione di montagna localizzata nell&#8217;alto bacino del fiume Adige nel nord-est d&#8217;Italia. Terra ricca di tradizioni viticole oramai da varie generazioni di viticultori. Ritrovamenti testimoniano che la vite era già conosciuta in questa regione nel 500 a.C., risultando la più antica di tutta l&#8217;area di lingua tedesca. Quando fu conquistata dai Romani essi trovarono una cultura viticola già radicata. Per la conservazione ed il trasporto dei loro vini i Reti, la popolazione locale dell&#8217;epoca, utilizzavano già contenitori di legno coltivando la vigna con sistemi a a pergola. Nel medioevo fu il clero che, nelle valli dell&#8217;Adige e dell&#8217;Isarco, sviluppò la cultura e la vinificazione delle uve. I monaci provenienti dall&#8217;Austria e dalla Baviera acquistarono vasti possedimenti atti alla produzione di vini necessari ai loro bisogni.</p>
<p>Sotto il dominio austriaco fu favorita la lavorazione di varietà autoctone come il Lagrein, la Schiava ed il Traminer aromatico, uve che furono coltivate con altri antichi vitigni poi caduti in disuso. Nella seconda metà del XIX secolo nei vigneti comparirono sempre in maggiore misura varietà internazionali rendendo l&#8217;assortimento dei vini molto vario. La lingua parlata è prevalentemente il tedesco perché fino al 1920, data in cui fu ufficialmente ammessa all&#8217;Italia, era parte dell&#8217; Impero austro-ungarico. Il fascino dell&#8217;Alto Adige è caratterizzato da antiche fortezze, abbazie e castelli che sovrastano villaggi medioevali. Il paesaggio è generalmente di tipo montano: la parte bassa della regione al confine con il Trentino è caratterizzata da ampie vallate con pianure adibite alla cultura delle mele e bassi pendii coltivati a vigneto. Salendo verso l&#8217;Austria le valli diventano più anguste con ripidi vigneti arrampicati sulle falde della montagna, capaci di raggiungere anche i 1′000 metri di altezza, dove si richiede la lavorazione di vitigni molto resistenti al freddo. Da questa piccola regione, tutta compresa nella provincia di Bolzano, si ottengono grandi vini. L&#8217;area in produzione occupa poco più di 5′000 ettari coltivati in media ed alta collina e si sviluppa sul territorio di 116 comuni.</p>
<p>La zona di maggiore pregio dove si concentra l&#8217;80 % della superficie vitata comprende i comuni di Appiano, Caldaro, Bolzano, Cortaccia, Termeno, Magré e Terlano. Il suo clima in modo molto generale è caratterizzato da forti escursioni termiche sia giornaliere sia stagionali. I terreni dedicati alla vite sono suddivisi in terreni leggeri, medi e pesanti. Il 13% è composta da terreni leggeri, si tratta di terreni sabbiosi, morbidi e da componenti formatisi in seguito ad accumuli di detriti portati dai fiumi e più anticamente dai ghiacciai. Essi costituiscono le pendici montuose e collinari della Val d&#8217;Isarco, della conca di Bolzano e di Merano e di parti delle zone vinicole dell&#8217;Oltradige. I terreni medi costituiscono il 70% circa, sono composti da materiali sedimentari e di depositi morenici mescolati a creta e a terra argillosa, con buona capacità di drenaggio. Infine, il 17% dei vigneti altoatesini è situato su terreni pesanti che si trovano principalmente presso Termeno e Cortaccia, ai piedi delle montagne attorno al Passo della Mendola. L&#8217;alto contenuto di creta e argilla sabbiosa conferisce loro un&#8217;elevata capacità di trattenimento dell&#8217;acqua e delle sostanze nutritive. Il sistema d&#8217;allevamento tradizionalmente in uso era la pergola, questo metodo favoriva una maggiore quantità di uva prodotta; ora nei nuovi impianti prevalgono sempre più i sistemi verticali, la cui maggiore vicinanza al terreno e una riduzione di grappoli per ceppo sono caratteristiche necessarie per una produzione di maggiore qualità. La tipologia di vitigni presenti va ricondotta alle condizioni climatiche particolarmente favorevoli alla viticoltura. A nord le Alpi formano una barriera contro i venti freddi, mentre a sud si beeficia degli influssi dell&#8217;area mediterranea. L&#8217;ottima insolazione garantita da 1′800 ore di sole annue e una temperatura media di circa 17° garantiscono alle viti ottimali condizioni di crescita.</p>
<p>La varietà dei vitigni è ricca tanto quanto quella dei paesaggi della regione, i vini sono il risultato di un&#8217;eccezionale interazione tra le caratteristiche del suolo e quelle del clima nelle varie zone di produzione. Tre sono le varietà autoctone che qui trovano tradizione e condizioni per esprimere al meglio le proprie peculiarità: la Schiava, il Lagrein ed il Gewürztraminer. Anche se la regione è conosciuta per la freschezza o la complessità dei propri bianchi il 65% della produzione è caratterizzata dalla lavorazione di vini rossi dei quali ben il 70% è ottenuto da uve Schiava, un vino di consumo locale. Per la produzione di vini bianchi il Pinot bianco e lo Chardonnay sono le varietà più lavorate, costituendo assieme più del 50% della produzione; il rimanente è garantito da una vastissima gamma di varietà sia a bacca bianca sia rossa.</p>
<p>Attualmente circa il 98% dei vini sono tutelati della DOC Alto Adige, risultato questo che pone la regione al primo posto a livello nazionale. Per meglio tutelare la tipicità di alcuni vini con le rispettive zone di produzione sono state introdotte delle sotto-denominazioni: Caldano o Lago di Caldano, St. Maddalena, Colli di Bolzano, Meranese, Terlano o Terlaner, Valle Isarco e Val Venosta.</p>
<p> </p>
<p><strong>L&#8217;Oltradige</strong></p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.vinialtoadige.it/6/public/typo3temp/4165502004.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">Sulla strada del vino che ci conduce, sulla sponda destra dell&#8217;Adige, in direzione sud incontriamo dapprima Appiano e Caldaro che compongono la zona dell&#8217;Oltradige. Appiano oltre che essere il comune con la maggiore superficie coltivata dell&#8217;Alto Adige è conosciuto per i numerosi castelli disseminati sul suo territorio. Situato sopra la conca di Bolzano ad un&#8217;altezza compresa tra i 280 e i 700 metri è suddiviso in varie frazioni. St. Michele (il centro), St. Paolo, Cornaiano, Monticolo,&#8230; si dividono i 950 ettari situati su dolci pendii. Questa zona è la terra di elezione delle uve bianche come il Pinot bianco, lo Chardonnay, il Sauvignon e il Moscato giallo. A sud, nella zona di Caldaro, sui 770 ettari prevale la produzione della Schiava, un vino rosso che trova condizioni favorevoli nel clima mite delle zone vicine al lago di Caldaro, il più caldo dell&#8217;Alto Adige. Possono fregiarsi della denominazione Caldaro o Lago di Caldaro &#8220;classico&#8221; i vini Schiava provenienti dalle zone di produzione di Caldaro, Appiano, Termeno, Cortaccia, Egna, Montagna e Ora.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong>La Bassa Atesina</strong></p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.vinialtoadige.it/6/public/typo3temp/1c8a18b0bd.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">Scendendo sempre più verso sud entriamo nella Bassa Atesina, questa zona rappresenta circa un terzo della coltivazione totale, quasi 1′700 ettari situati in bassa collina. Si sviluppa sul territorio dei comuni di Termeno, Cortaccia, Magré e Cortina situate sulla sponda destra dell&#8217;Adige e Salorno, Egna, Montagna e Ora risalendo verso Bolzano sulla sponda opposta del fiume. È la zona più temperata trova infatti beneficio dalle calde correnti provenienti dal vicino Lago di Garda, venti che portano un&#8217;ottimale ventilazione ed umidità. Il comune Termeno (Tramin) è la terra di origine del Gewürztraminer o Traminer aromatico, dove sviluppa al meglio le proprie caratteristiche, i terreni sono argillosi dal tipico colore rosso. A Magré e a Salorno nella parte più a meridione della provincia prevalgono terreni calcarei e ghiaiosi caratterizzati da una buona permeabilità da cui si ricavano Chardonnay e Pinot grigio di ottima struttura e Cabernert e Merlot corposi. Nell&#8217;altopiano di Favogna una frazione del comune di Magré si trova il vigneto coltivato a Müller-Thurgau più alto d&#8217;Europa (1′000 metri) da cui l&#8217;azienda Tiefenbrunner elabora l&#8217;ottimo Feldmarschall. I vigneti di Egna, Monatagna e Ora hanno un&#8217;esposizione sud-ovest, non essendo toccate dal sole mattutino beneficiano di un clima più fresco, caratteristiche ideali per la produzione di ottimi Pinot nero. Vini delicati e fini tra i migliori in Italia.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong>Bolzano e dintorni</strong></p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.vinialtoadige.it/6/public/typo3temp/705fb3bfb4.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">Bolzano, capoluogo dell&#8217;Alto Adige ed il centro commerciale ed industriale più importante, sorge al centro della conca omonima, alla confluenza tra l&#8217;Adige e l&#8217;Isarco, ed è circondata da vigneti e frutteti, in effetti il clima di tipo mediterraneo favorisce la crescita di fichi, ulivi e palme. Le zone di maggior pregio appartengono ai pendii dei Colli di Bolzano e di Santa Maddalena che circondano la città di Bolzano. Su circa 520 ettari sono prodotti quasi esclusivamente vini rossi elaborati dagli autoctoni Legrein e Schiava chiamato localmente il Santa Maddalena. Questo vino si produce su una superficie di 286 ettari autorizzati alla sotto-denominazione, si snoda su dolci pendii a nord-est di Bolzano in direzione della Val Isarco. È considerato la versione più strutturata e corposa ottenuto dalla varietà Schiava, questo è dovuto alla percentuale del 15% di Pinot nero e Lagrein autorizzata. Sul lato ovest di Bolzano, nel quartiere cittadino di Gries che si snoda attorno al convento di Muri Gries, sono coltivati 250 ettari di Lagrein queste viti crescono su detriti alluvionali trasportati dai fiumi Inarco e Talvera. Questo vino quando è ottenuto da uve vinificate in rosso è definito &#8220;Lagrein dunkel&#8221; (scuro), mentre vinificato in rosato è chiamato &#8220;Lagrein kretzer&#8221; consumato localmente.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong>La Valle dell&#8217;Adige</strong></p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.vinialtoadige.it/6/public/typo3temp/6c8b65571b.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">La Valle dell&#8217;Adige si snoda sulle pendici montuose dell&#8217;ampia valle tra Bolzano e Merano, i comuni interessati alla produzione sono Terlano sulla sponda sinistra e Nalles e Andriano su quella opposta. I vigneti della zona di Terlano sono tra i più antichi, si snodano verso sud ai piedi del monte Tschöggelberg fino a raggiungere su irti pendii un&#8217;altitudine di 900 metri. La.caratteristica morfologica del suolo è data da rocce porfiriche dal tipico colore rossastro, in grado di immagazzinare calore permettendo all&#8217;acqua di defluire mantenendo asciutto il terreno. Il suolo è inoltre contraddistinto da un elevato contenuto di sali minerali. che conferiscono ai vini bianchi una nota aromatica minerale e una particolare capacità all&#8217;invecchiamento. Terlano, Andriano e Nalles corrispondono alla zona &#8220;classica&#8221; della denominazione Alto Adige Terlano attribuita alle varietà Pinot Bianco, Chardonnay, Riesling Italico, Riesling Renano, Sauvignon, Silvaner e Müller-Thurgau. vini principali sono il Pinot bianco, lo Chardonnay, il Sauvignon di Terlano e l&#8217;Alto Adige Terlano una cuvée di Pinot bianco in quantità minima del 50% e Chardonnay.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong>Il Meranese</strong></p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.suedtirolerwein.com/6/public/typo3temp/c31ae0381d.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">Merano, storicamente e culturalmente molto vicina alla vicina Austria, rappresenta una zona di pregio per la viticoltura atesina. Il vigneto si estende su oltre 200 ettari nell&#8217;omonimo comune e i quelli limitrofi di Lagundo, Tirolo, Scena, Marlengo e Lana. Le temperature miti tutto l&#8217;anno e precipitazioni regolari danno a questa zona un clima equilibrato e ideale alla viticoltura. I terreni sabbiosi o argillosi permettono un&#8217;ottimo drenaggio dell&#8217;acqua in eccesso e un notevole accumulo di calore, mentre la leggera brezza proveniente dalle montagne circostanti crea una perfetta ventilazione. Nelle aree vitate più basse situate attorno ai 300 metri di altezza sono allevati Merlot e Cabernet, mentre sui pendii che salgono sino ai 550 metri oltre alla Schiava ed al Pinot nero crescono il Gewürztraminer, il Sauvignon, lo Chardonnay ed il Pinot bianco. Circa 177 ettari della superficie sono dedicati alla produzione del &#8220;Meranese&#8221; un vino leggero, morbido e fruttato ottenuto dalla Schiava.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong>La Valle Isarco</strong></p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.vinialtoadige.it/6/public/typo3temp/510095b0c3.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">La Valle d&#8217;Isarco presenta scenari diversi, questa stretta valle che ci porta da Bolzano a Bressanone in direzione del Brennero. Propone 225 ettari di vigneti che raggiungono un&#8217;altezza massima di 900 metri, disposti su ripidi pendii (fino al 40%) molto difficili da lavorare. La marcata escursione termica creata da fredde notti e da miti giornate favorisce la quasi totale produzione di vini bianchi. Silvaner, Müller-Thurgau,Gewürztraminer, Veltliner, Kerner, Ruländer (Pinot grigio) e Riesling sono i vitigni bianchi ideali per interpretare al meglio queste caratteristiche climatiche. Le vigne migliori si trovano sul lato sud della valle, i terreni sono un misto di sabbia e ghiaia capaci di elaborare vini bianchi fruttati e freschi vini contraddistinti dalla sotto-zona Valle d&#8217;Isarco.</p>
<p style="text-align:left;"> </p>
<p style="text-align:left;"><strong>La Val Venosta</strong></p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.suedtirolerwein.com/6/public/typo3temp/a45743533a.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:left;">La Val Venosta è la più recente zona vinicola, è infatti entrata nella DOC Alto Adige solo nel 1995. L&#8217;area occupa la valle sul tratto del fiume Adige prima di Merano, fino al 1970 si praticava prevalentemente dell&#8217;agricoltura e solo una piccola parte del territorio era adibita alla produzione di vini destinati al consumo locale. Oggi più di 300 viticoltori coltivano circa 60 ettari tra Parcines e Corzes con vigneti che raggiungono anche gli 800 metri di altezza. Negli ultimi anni sono state introdotte nuove varietà: tra i vini rossi primeggia il Pinot nero che ottiene buoni risultati anche ad altezze elevate; tra i bianchi spicccano il Pinot bianco, il Müller-Thurgau, il Kerner, il Gewürztraminer, il Riesling e un&#8217;antica varietà locale, il Fraueler.</p>
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		<title>Piccola grande Austria</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 15:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Ghisletta &#38; Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Austria produce principalmente vini bianchi secchi ma anche eccellenti dolci che vanno considerati, a pieno diritto, fra i migliori vini da dessert del mondo. La superficie viticola raggiunge i 58&#8242;000 ettari figurando come il diciottesimo produttore al mondo di vino. A causa delle mediocri condizioni climatiche, la viticoltura è praticata prevalentemente all&#8217;est ai confini con [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=871&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L&#8217;Austria produce principalmente vini bianchi secchi ma anche eccellenti dolci che vanno considerati, a pieno diritto, fra i migliori vini da dessert del mondo. La superficie viticola raggiunge i 58&#8242;000 ettari figurando come il diciottesimo produttore al mondo di vino. A causa delle mediocri condizioni climatiche, la viticoltura è praticata prevalentemente all&#8217;est ai confini con la Repubblica Ceca, la Slovacchia e l&#8217;Ungheria. Qui il clima è più costante e temperato con estati attorno ai 20°C. Per questi fattori climatici è favorita la produzione di vini bianchi, corrispondente al 80% della produzione totale. La reputazione dei suoi grandi Riesling e dei notevoli Grüner Veltliner, originari della valle del Danubio, è acquisita da decenni. L&#8217;Austria è anche produttrice di vini elaborati da acini attaccati dalla Botrytis cinerea come gli Ausbruch, prodotti con una tecnica simile ai Tokay, e i Trockenbeerenauslese prodotti da 4 secoli a Rust e intorno al lago di Neusiedl.</p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.vinoinrete.it/sommelier/immagini/cartina_austria.gif" alt="" /></p>
<p><strong>I vitigni</strong><br />
L&#8217;Austria offre una gran varietà di vitigni con una larga maggioranza a bacca bianca tra cui spicca l&#8217;autoctono Grünner Veltliner con ben il 37% della superficie coltivata, fa seguito una lunga serie di varietà per lo più autoctone alcune delle quali coltivate localmente in piccole percentuali: Riesling, Welschriesling, Weissburgunder (Pinot Bianco), Chardonnay (Morillon), Sauvignon blanc, Neuburger, Müller Thurgau, Bouvier, Frühroter Veltliner, Muskat Ottonel, Roter Veltliner, Rotgipfler, Ruländer Traminer, Zierfandler. La coltivazione a bacca rossa favorisce varietà autoctone a maturazione precoce ed è capeggiata da Blauer Zweigelt, Blaufränkisch e Blauer Portugieser.</p>
<p><strong>Le aree di produzione</strong><br />
La più estesa è la Bassa Austria dove si trovano più del 50% dei vigneti, questa zona segue il corso del Danubio nella parte orientale del paese. La regione comprende cinque distretti vinicoli: Donauland-Carnuntum, Kamptal-Donauland, Thermenregion, Wachau e Weinviertel.</p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.winesfromaustria.com/wein/images/karte_wachau.gif" alt="" /> <br />
<strong><br />
Wachau</strong> è il più piccolo di questi cinque distretti con 1&#8242;350 ettari a vigneto, ma è in realtà il più importante, le uve più coltivate sono l&#8217;autoctono Grüner Veltliner ed il Riesling, tradizionalmente vinificati in purezza, capaci di dare vini bianchi di grand&#8217;eleganza, carattere e con uno straordinario potenziale d&#8217;invecchiamento. In quest&#8217;area i vini sono classificati secondo un sistema stabilito dalla locale associazione dei produttori che prevede tre categorie.<br />
Con il termine Steinfeder sono classificati i vini che non hanno subito aggiunta di zucchero con un grado alcolico non superiore agli 11°. Federspiel determina i vini con un grado alcolico non superiore a 12.5°, caratterizzati da media struttura e da una piacevole freschezza e mineralità.<br />
Smaragd è sinonimo di grandi vini bianchi secchi elaborati con uve surmature frutto di vendemmie tardive con un grado alcolico minimo per legge di 12.5° ma generalmente i più pregiati si situano attorno ai 13-14°. Sono di grande struttura, complessità e, caratteristica particolare per i vini bianchi, di lungo invecchiamento. In etichetta sono spesso riportati oltre al vitigno anche il nome del vigneto di provenienza, luoghi privilegiati per la viticoltura come Hochrain Kollmütz Achleiten Kirchweg Steinriegel Loibenberg Kellerberg Singerriedl Eimerberg &#8230;</p>
<p style="text-align:left;"><img src="http://www.winesfromaustria.com/wein/images/karte_neusiedlersee.gif" alt="" /></p>
<p>Il <strong>Burgenland</strong> è considerato la seconda regione viticola come superficie lavorata e si trova al confine con l&#8217;Ungheria, qui si producono i famosi ed eccellenti vini dolci tra cui lo storico Ausbruch rimane il più famoso. Questo particolare vino è prodotto con uve attaccate dalla muffa nobile (Botrytis Cinerea) al quale è aggiunto mosto fresco parzialmente botritizzato, seguendo i metodi di vinificazione dei famosi Tokaji Aszú ungheresi. I migliori vini bianchi dolci sono prodotti nella zona del lago Neusiedl dove le particolari condizioni climatiche favoriscono lo sviluppo della muffa nobile. Le uve principalmente utilizzate per la produzione di questi vini includono il Welschriesling, Weissburgunder, Neuberger, Chardonnay, Traminer ed il Furmint, l&#8217;uva utilizzata per la produzione del Tokaji Aszú. La regione produce inoltre vini rossi, in particolare da uve Blaufränkisch e Zweigelt.</p>
<p><strong>La legislazione</strong><br />
Dopo lo scandalo del 1985 sono state introdotte nuove leggi molto restrittive e finalizzate alla rivalutazione della qualità e dell&#8217;immagine internazionale. Queste permettono di classificare esattamente i vini in base al contenuto zuccherino delle uve al momento della vendemmia. Nel caso in cui in vino presenti in etichetta il nome di un vigneto o di una zona geografica ristretta di provenienza il vino dovrà essere elaborato esclusivamente con uve vendemmiate nella zona descritta. La classificazione dei vini è basata sulla suddivisione in categorie in base al grado zuccherino raggiunto dal mosto, misurato in gradi Klosterneuburger Mostwage, abbreviato in KMW.</p>
<p>Il termine <strong>Spätlese</strong> è sinonimo dei vini prodotti con uve raccolte a completa maturazione o in leggera surmaturazione, generalmente sono vini secchi.<br />
Con <strong>Auslese</strong> s&#8217;intendono vini elaborati da uve selezionate e raccolte a mano tardivamente, dove i grappoli non sufficientemente maturi non sono utilizzati. Sono vini secchi o con una caratteristica amabile, cioè con una presenza di zucchero residuo non sufficiente per essere classificato come un vino dolce.<br />
Le uve utilizzate per la tipologia <strong>Beerenauslese</strong> sono frutto di vendemmie tardive o caratterizzati da un leggero attacco della muffa nobile (Botrytis Cinerea). Sono vini dolci con un grado di zucchero residuo minimo di 45 g. per litro.<br />
La dolcezza caratterizza in maniera predominante la tipologia dei vini <strong>Trockebbeerenauslese</strong>, elaborati da uve selezionate ed attaccate in maggiore percentuale dalla muffa nobile o appassiti artificialmente. Questo permette l&#8217;evaporazione dell&#8217;acqua dagli acini permettendo una concentrazione maggiore degli zuccheri e degli aromi. I vini presentano una rilevante presenza di zucchero residuo che dovrà essere ben bilanciata da una notevole acidità al fine di non avere dei vini stucchevoli.<br />
Gli <strong>Eiswein</strong> (vini di ghiaccio) sono contraddistinti da una particolare vendemmia, eseguita con uve ghiacciate ad una temperatura di -6° C., in questo modo l&#8217;acqua contenuta negli acini sarà congelata e gli zuccheri concentrati, questo renderà il vino piacevolmente dolce. Per legge il grado zuccherino minimo previsto per questa categoria e simile a quella dei Beerenauslese.</p>
<p><strong>I vini</strong><br />
I <strong>Grüner Veltliner</strong> rappresentano circa il 37% della produzione, sono elaborati dall&#8217;omonima varietà autoctona sono vini molto speziati, con aromi di pepe, fresco e vivo è una vera specialità austriaca. I più pregiati meritano alcuni anni di maturazione prima di raggiungere il giusto grado d&#8217;equilibrio.<br />
I <strong>Riesling</strong> sono vini molto pregiati, rappresentano circa il 26% della produzione, sono caratterizzati da una pregevole eleganza e complessità con note di frutta a nocciolo, guastativamente, sono duri in gioventù, ma con l&#8217;invecchiamento sviluppano tutto il loro grande potenziale.<br />
I <strong>Welschriesling</strong> sono vini con profumi penetranti, con leggeri aromi di mele, abbastanza strutturai e con buona acidità.<br />
I <strong>Weißer Burgunder</strong> (Pinot blanc) sono vini con aromi di noci spesso mature, equilibrato e armonioso.</p>
Posted in Dossier terroir, Vini del mondo Tagged: auslese, austria, bouvier, burgerland, chardonnay, danubbio, frühroter veltliner, grünner veltliner, müller thurgau, muskat ottonel, neuburger, riesling, roter veltliner, rotgipfler, ruländer traminer, sauvignon, smaragd, trockenbeerenauslese, wachau, weissburgunder, welschriesling, zierfandler <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornaledelvino.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornaledelvino.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornaledelvino.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornaledelvino.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornaledelvino.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornaledelvino.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornaledelvino.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornaledelvino.wordpress.com/871/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornaledelvino.wordpress.com/871/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornaledelvino.wordpress.com/871/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=871&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Médoc, Graves e Sauternes: primeurs 2007</title>
		<link>http://giornaledelvino.wordpress.com/2008/10/14/medoc-graves-e-sauternes-primeurs-2007/</link>
		<comments>http://giornaledelvino.wordpress.com/2008/10/14/medoc-graves-e-sauternes-primeurs-2007/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 11:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgio Buloncelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;area viticola bordolese è conosciuta da diversi anni per le degustazioni &#8220;en primeur&#8221; dei migliori Crus Classés.
Ma cosa sono queste degustazioni ?
Le degustazioni prevedono l&#8217;assaggio dei campioni dell&#8217;ultima vendemmia dei diversi Châteax, vini che saranno commercializzati solamente 2-3 anni più tardi. Le manifestazioni sono raggruppate in alcuni Châteaux e permettono di confrontare i vini delle singole [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornaledelvino.wordpress.com&blog=4976056&post=324&subd=giornaledelvino&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L&#8217;area viticola bordolese è conosciuta da diversi anni per le degustazioni &#8220;en primeur&#8221; dei migliori Crus Classés.<br />
Ma cosa sono queste degustazioni ?</p>
<p>Le degustazioni prevedono l&#8217;assaggio dei campioni dell&#8217;ultima vendemmia dei diversi Châteax, vini che saranno commercializzati solamente 2-3 anni più tardi. Le manifestazioni sono raggruppate in alcuni Châteaux e permettono di confrontare i vini delle singole denominazioni comunali, Margaux, Pauillac, St. Julien, Graves, &#8230;</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/p4030084.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-577" title="p4030084" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/p4030084.jpg?w=640&#038;h=480" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Le valutazioni fatte da sommeliers, distributori e giornalisti, &#8230;, provenienti da tutto il mondo, permetterenno di determinare il valore dell&#8217;annata in questione e di stabilire il prezzo delle bottiglie.</p>
<p>Le gererchie dei vini permetteranno poi di acquistare i vini in &#8220;en primeur&#8221;, cioè molto prima rispetto all&#8217;uscita sul mercato, permettendo agli appassionati di spuntare prezzi interessanti, ridotti del 15-20 %.</p>
<p style="margin:0;"><strong></strong></p>
<p style="margin:0;"><strong>Le condizioni climatiche dell&#8217;annata 2007</strong></p>
<p>- Le condizioni climatiche dei mesi estivi hanno fatto temere il peggio riguardo alla qualità dell&#8217;uva. Come d&#8217;incanto all&#8217;inizio del mese di settembre è arrivato l&#8217;anticiclone che si è prolungato fin verso la fine del mese di ottobre. I vini presentano un bel frutto ricco e fresco, non essendo invece pienamente riuscita la maturazione fenolica, difettano a volte di struttura e corpo.<br />
Intrattenendomi con i produttori e gli addetti ai lavori mi sembra di aver percepito che nel Bordolese, proprio a partire dalla vendemmia 2007, si sia imboccata una nuova strada.<br />
Non più &#8220;il culto della cantina&#8221;, ma una maggiore attenzione e rispetto nella vigna. Come d&#8217;incanto sono apparsi i primi cavalli che vanno a rimpiazzare i mezzi meccanici (Pontet Canet e Léoville Poyferré).<br />
Questo nuovo approccio, malgrado l&#8217;annata problematica, ha permesso di produrre vini di buona &#8211; ottima qualità.</p>
<p>- La qualità è buona &#8211; ottima nei vini bianchi e nei vini dolci, più eterogenea nei vini rossi.<br />
A questo proposito bisogna dire che parecchi chateaux hanno iniziato troppo presto il raccolto, altri nell&#8217;attesa di raggiungere la perfetta maturazione hanno raccolto in diverse fasi, arrivando addirittura ad interrompere il raccolto per più giorni.<br />
Il 2007 non sarà caratterizzato dalla qualità o meno dell&#8217;appellation ma dalla qualità del singolo cru.<br />
Chi prima del raccolto non ha fatto un lavoro serio in vigna (vendemmia verde, sfogliatura, selezione drastica, ecc.) pagherà pedaggio.</p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p style="margin:0;">Ecco le note delle nostre degustazioni:</p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p style="margin:0;"><strong>Bordeaux bianchi secchi</strong></p>
<p style="margin:0;"> </p>
<p style="margin:0;"><span style="color:#ff0000;">Grandi vini (****/*)</span></p>
<p><strong>Haut Brion: </strong>Grande intensità al naso con note fruttate, agrumi, denota grande complessità. In bocca è grasso con una particolare distinzione, il tutto sostenuto da piacevolissima freschezza. Risulta essere molto profondo e termina molto lungo. Eccellente</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ottimi vini (****)</span></p>
<p><strong>Domaine de Chevalier: </strong>Giallo paglierino scarico. Naso molto fine e molto complesso con note di frutta, fiori, spezie e pepe. Denota grande freschezza. Entra in bocca vellutato, il frutto lo accompagna sempre. Poi si sviluppa potente e allo stesso tempo con una bella tensione. Finale molto lungo. Grande.</p>
<p><strong>Pavillon Blanc de Margaux: </strong>Naso estremamente fine e pulito di grande intensità con una bellissima freschezza con note di frutti. In bocca è grasso, ampio, si fonde sulla lingua, poi diventa potente terminando molto lungo. Assieme a Haut Brion il vino che più mi ha impressionato!</p>
<p><strong>De Fieuzal: </strong>Al primo naso note di frutta, all&#8217;ossigenazione minerale, fresco e una certa grassezza. Entrata fine, si sviluppa accompagnato da una bella grassezza che porta a un finale molto lungo e minerale. Un piacere!</p>
<p><strong>Pape Clément: </strong>Naso di bella complessità con note di frutta di spezie. Entrata subito ampia, grassa e vellutata. Termina lungo con una nota aromatica e ancora del frutto. Bello!</p>
<p><strong>Haut Bergey: </strong>Naso particolarmente intenso, fruttato. Entrata grassa poi si sviluppa vellutato mantenendo sempre una bella eleganza. Termina lungo, con una bella tensione. E&#8217; un piacere.</p>
<p><strong>Laville Haut Brion: </strong>Naso fruttato con note di limone, bella complessità. In bocca è grasso e di grande ampiezza. Vellutato con una grande freschezza che lo porta a un finale lungo.</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><span style="color:#000000;"><strong>Bouscaut: </strong>Colore paglierino scarico. Al naso fuoriescono note di pera, limone, agrumi e una piacevole nota boisé. Entrata ampia e aromatica. Inseguito si sviluppa con dolcezza e con una bella tensione minerale. Termina lungo e piacevole. Molto buono.</span></span></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Buoni vini (***/*)</span></p>
<p><strong>Clos Floridène: </strong>Naso intenso e fine con note di fiori e di boisé. Entrata piacevolmente decisa, si sviluppa poi complesso denotando buona struttura. Finale lungo e elegante.</p>
<p><strong>Larrivet Haut Brion: </strong>Naso fruttato, agrumi di bella complessità. Entra grasso e si sviluppa vellutato con note speziate e un tocco di mineràlità. Bella riuscita.</p>
<p><strong>Malartic Lagraviere: </strong>Degustato due volte, la prima bottiglia era problematica. La seconda, rappresentativa del vino presentava un vino molto piacevole su un registro leggermente diverso dai precedenti.</p>
<p><strong>Doisy Daene: </strong>Naso pulito e fine con note fruttate. Molto piacevole al palato, denota una bella tensione. Termina lungo accarezzando il palato.</p>
<p><strong>Smith Haut Lafitte: </strong>Naso di buona profondità con pera e mela. Bella entrata, vellutato, fruttato, manca un po&#8217; di tensione. La parte alcolica è in leggero esubero.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/p3300001.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-580" title="p3300001" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/p3300001.jpg?w=640&#038;h=480" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Denominazione: Saint Estèphe</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ottimi vini (****)</span></p>
<p><strong>Montrose: </strong>Naso fine e pulito, discreto. In bocca è vellutato, accarezza il palato. Termina lungo. Un vino molto buono, con uno stile meno austero di quanto lo conosco.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Buoni vini (***/*)</span></p>
<p><strong>Clauzet: </strong>Al naso molta frutta e bella freschezza. In bocca entra vellutato, di corpo e grasso. Termina lungo con buona potenza e con un frutto molto piacevole. Una deliziosa scoperta.</p>
<p><strong>Cos  Labory: </strong>Al naso è discreto e fine. Entra in bocca su un frutto succoso e buona complessità. Abbastanza grasso e di buon equilibrio. Termina lungo con tannini maturi.</p>
<p><strong>Le Crock: </strong>Grande sorpresa! Naso molto maturo. In bocca vellutato e bel frutto. Delizioso, succoso, abbastanza denso, è un vino da comperare. Il proprietario sta portando in questo cru l&#8217;esperienza fatta a Léoville Poyferré, altro Chateau di sua proprietà!</p>
<p><strong>Phelan Segur: </strong>Naso pulito e fine, sul frutto. Presenta una bocca non molto ampia ma gradevole con un bel frutto. I tannini sono fini ed eleganti. Molto buono.<br />
Dal millesimo 2006 il consulente è Michel Rolland e come d&#8217;incanto è sparita una certa austerità che era un po&#8217; una sua caratteristica.</p>
<p><strong>De Pez: </strong>Naso molto bello e complesso. In bocca è vellutato e abbastanza grasso. Si sviluppa sul frutto con tannini molto fini. Un vino di razza.</p>
<p><strong>Haut Marbuzet: </strong>Naso fine sul frutto e le spezie. Vino di immediata piacevole beva con buona struttura.</p>
<p><strong>Tronquoy Lalande: </strong>Naso fruttato e aromatico. In bocca entra vellutato e molto piacevole. Grasso si sviluppa su un bel frutto. Termina con slancio. Vino che ha charme.</p>
<p><strong>Lafon Rochet: </strong>Naso abbastanza profondo e fruttato. In bocca è piacevole, elegante e termina abbastanza lungo. Una seconda bottiglia era meno espressiva.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/leoville1024.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-455" title="leoville1024" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/leoville1024.jpg?w=640&#038;h=480" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Denominazione: Saint Julien</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Grandi vini (****/*)</span></p>
<p><strong>Ducru Beaucaillou: </strong>Al 1° naso è discreto ma all&#8217;ossigenazione denota profondità di frutto e complessità. In bocca entra subito piacevole accompagnato sempre da frutto di piacevole fattura. Si sviluppa dimostrando bel corpo non perdendo in eleganza e finezza. Termina molto lungo con tannini dalla grana assolutamente fine. Grande vino!</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ottimi vini (****)</span></p>
<p><strong>Leoville Las Cases: </strong>Naso fine, profondo di grande complessità. In bocca entra deciso con buona grassezza. Esprime grande morbidezza e grande complessità. Termina lungo su tannini eleganti.</p>
<p><strong>Léoville Barton: </strong>Naso molto fine con note fruttate e di liquirizia. Non ha la solita potenza ma è molto elegante, si propone su un bellissimo frutto che accompagna tutta la degustazione. Molto buono.</p>
<p><strong>Léoville Poyferré: </strong>Bel naso profondo sul frutto. Come sempre fine ed elegante. In bocca ha un bel attacco succoso. Denota bel corpo. E&#8217; estremamente piacevole e termina lungo a cui manca forse un po&#8217; di volume. Distinto!</p>
<p><strong>Branaire: </strong>Naso che fa fatica ad esprimersi ma poi all&#8217;ossigenazione esce un bel frutto di buona profondità. In bocca presenta un frutto croccante, si sviluppa lineare con buona potenza mantenendo sempre una sua precisa identità. Bella riuscita.</p>
<p><strong>Langua Barton: </strong>Naso profondo, fresco su un bel frutto. In bocca ha bella presenza, è vellutato e presenta una piacevole materia. Un vino già piacevole di bella freschezza.</p>
<p><strong>Clos de Marquis: </strong>Al naso è floreale, fruttato e fresco. In bocca è rotondo e vellutato. Bel finale di buona distinzione.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Buoni vini (***/*)</span></p>
<p><strong>Croix de Beaucaillou: </strong>Naso fine ed elegante sul frutto ben maturo. In bocca è piacevole di buona struttura con tannini ben disegnati. Termina piacevolmente lungo.</p>
<p><strong>Graud Larose: </strong>Denota bel frutto con però una nota animale fastidiosa. In bocca presenta bella concentrazione con tannini non finissimi. Da rivedere.</p>
<p><strong>Talbot: </strong>Vino che non ha una grande complessità ma denota già un bel equilibrio. Piacevole a bersi.</p>
<p><strong>Beychevelle: </strong>Naso con frutto maturo di media profondità. Vino piacevole di non grande complessità. Termina abbastanza lungo sempre con bel frutto.</p>
<p><strong>Lagrange: </strong>Al naso è fine e elegante con un bel frutto. In bocca è abbastanza ampio, vellutato. Termina lungo anche se manca leggermente di brio. Comunque un buon vino. Speriamo nell&#8217;affinamento. </p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/p4010039.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-582" title="p4010039" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/p4010039.jpg?w=640&#038;h=480" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Denominazione: Pauillac</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Grandi vini (****/*)</span></p>
<p><strong>Mouton Rothschild: </strong>Ecco il più grande vino rosso del millesimo 2007 degustato. Al naso è molto aromatico con bellissima frutta. In bocca è teso e minerale, di piacevolezza sconcertante con una materia di razza e concentrata.Termina molto lungo. Grandissimo!</p>
<p><strong>Lafite Rothschild: </strong>Al naso si impone per la sua finezza tutta su un frutto molto ben maturo. Entra in punta di piedi per poi svilupparsi con grande charme verso un finale molto lungo con tannini assolutamente setosi e molto fini. Un vino molto elegante. La classe! Grande.</p>
<p><strong>Latour: </strong>Al primo naso si presenta &#8220;riservato&#8221; con note di frutta. Inseguito mostra la sua complessità. In bocca entra abbastanza ampio, molto fruttato e vellutato. Gioca più il registro della finezza che quello della potenza.</p>
<p><strong>Pichon Baron: </strong>Naso molto preciso e profondo con bel frutto. In bocca denota grande polpa, denso, già di grande equilibrio. Un vino ricco di charme molto ben riuscito. Forse il millesimo meno potente degli ultimi anni. Termina lungo su tannini finissimi. Grande!</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ottimi vini (****)</span></p>
<p><strong>Pontet Canet: </strong>Questa tenuta è una delle prime di tutto il Bordolese ad aver intrapreso la via della coltivazione biodinamica.<br />
Al naso è fresco, fruttato e floreale. In bocca è minerale con grande struttura e tannini fini e eleganti. Termina piacevolmente lungo. Si conferma su grandi livelli.</p>
<p><strong>Les Fort de Latour</strong> (deuxième vin Château de Latour)<strong>: </strong>Il secondo vino di Latour è grandemente riuscito, presnta una costruzione precisa con tannini di classe. Termina lungo mediamente aromatico. Molto digesto e già piacevole.</p>
<p><strong>Clerc Milon: </strong>E&#8217; il primo millesimo prodotto nelle nuove installazioni. Al naso è fine, sente bene la frutta. In bocca è subito piacevole, grasso, armonioso e si sviluppa lineare. Tannini molto fini con finale lungo.</p>
<p><strong>Carruades de Lafite: </strong>Naso finemente fruttato. All&#8217;entrata è abbastanza ampio con sempre un bel frutto che porta a un finale lungo e piacevole. Ben fatto.</p>
<p><strong>Grand Puy Lacoste: </strong>Naso con bel frutto, fine ed elegante. In bocca è piacevole, si sviluppa su tannini fini, è grasso. Non potente ma ben fatto.</p>
<p><strong>Duhart Milon Rothschild: </strong>Al naso denota bella complessità e bel frutto. Vino di buona precisione con un bel frutto e pregevoli tannini che portano ad un finale lungo e saporoso.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Buoni vini (***/*)</span></p>
<p><strong>Batailley: </strong>Al naso si sente la frutta e il peperone. In bocca è abbastanza denso e di corpo. Vino non potente che termina piacevolmente sul frutto.</p>
<p><strong>Lynch Bages: </strong>Vino che si presenta abbastanza fine ed elegante. Ci delude un po&#8217; in bocca perché manca della solita potenza. Da rivedere dopo l&#8217;affinamento.</p>
<p><strong>Armailhac: </strong>Pulito, fine con un bel frutto. In bocca si sente molto il frutto con tannini precisi. Bella riuscita.</p>
<p><strong>Haut Batailley: </strong>Al naso è discreto, fine e piacevolmente fruttato. Di corpo medio piace per la sua immediatezza e la sua precisione.<strong></strong></p>
<p><strong>Lynch Moussas: </strong>Bel frutto di buona freschezza. In bocca è vellutato di buon corpo con tannini curati. Vino piacevole.</p>
<p><strong>Pauillac: </strong>Il 3°vino di Latour chiaramente non presenta le complessità degli altri due ma risulta di beva piacevole. Ben riuscito.</p>
<p><strong>Petit Mouton: </strong>Frutto croccante, fine, con trama tannica curata. Vino piacevole che termina con una leggera nota amarognola. Attendere l&#8217;affinamento.</p>
<p><strong><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/frontgate.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-585" title="frontgate" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/frontgate.jpg?w=640&#038;h=456" alt="" width="640" height="456" /></a></strong></p>
<p><strong>Denominazione: Graves/Pessac-Léognan &#8211; rossi</strong> </p>
<p><span style="color:#ff0000;">Grandi vini (****/*)</span></p>
<p><strong>Haut-Brion: </strong>Al naso è quasi un po&#8217; discreto ma fine ed elegante, sul frutto. Anche in bocca ha un&#8217;entrata discreta per poi svilupparsi con bella potenza che porta a un finale molto lungo e ricco. Grande riuscita malgrado le difficoltà dell&#8217;annata.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ottimi vini (****)</span></p>
<p><strong>La Mission Haut-Brion: </strong>Al naso presenta note floreali e di frutto maturo, denota bella freschezza e profondità. In bocca è grasso, presenta una certa aromaticità. Di corpo termina lungo e potente con tannini molto fini.</p>
<p><strong>Haut Bailly: </strong>Al naso subito denota una bella materia di grande profondità. Note di frutto, ciliegia, spezie cuoio. In bocca è subito vellutato, per poi aprirsi sul frutto presentando una bella grassezza. E&#8217; contornato da tannini nobili e eleganti. Termina lungo e potente. Negli ultimi anni ha decisamente fatto un salto qualitativo.</p>
<p><strong>Pape Clément: </strong>Naso complesso e profondo. Bella entrata vellutata, si sviluppa potente, fresco. Termina molto lungo con tannini molto fini ed eleganti. Bella la freschezza che lo accompagna fino alla fine.</p>
<p><strong>Branon: </strong>Un vino che ho scoperto con piacere. Naso fine e complesso. In bocca si presenta su un bel frutto succoso, è vellutato. Si sviluppa con coerenza denotando grande bevibilità con tannini molto fini ed eleganti. Termina lungo. Molto buono.</p>
<p><strong>Haut Bergey: </strong>Al naso è fine e maturo, presenta una certa aromaticità. L&#8217;entrata in bocca è subito piacevole, con un bel frutto succoso. Si sviluppa poi potente e grasso terminando lungo. I tannini sono di estrema finezza. Una positiva sorpresa.</p>
<p><strong>De Chevalier: </strong>Naso fine ed elegante di buona profondità. In bocca è fine ed elegante, con un frutto molto succoso. Si svuluppa vellutato con buona potenza. I tannini sono molto fini. Termina piacevolmente lungo.</p>
<p><strong>Malartic Lagraviere: </strong>Vino che denota buona estrazione con un naso di buona complessità. Entra deciso sul frutto, si sviluppa potente e di buon corpo. Termina lungo con tannini molto fini ed eleganti. Bella riuscita per uno Chateau in crescita costante.</p>
<p><strong>La Chapelle</strong><strong> de la Mission Haut-Brion: </strong>Naso fresco fine e pulito. Non profondissimo ma seducente. In bocca entra deciso e subito si presenta gentile e vellutato. Si sviluppa grasso e di buon corpo. Termina lungo. Un piacere.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Buoni vini (***/*)</span></p>
<p><strong>Les Carmes Haut-Brion: </strong>Bel vino che presenta una bocca vellutata e di buon corpo. Termina lungo.</p>
<p><strong>Le Clarence de Haut Brion: </strong>Questo deuxième vin esce per la prima volta con l&#8217;annata 2007.<br />
Al naso è fresco, fruttato, abbastanza fine. In bocca è deciso, presenta una bella potenza e una certa grassezza. Termina lungo ancorché marcato un pò dal legno. Piacevole.</p>
<p><strong>Smith Haut Lafitte: </strong>Naso fresco pulito ma che sente un po&#8217; il legno. In bocca presenta un bel frutto ma è mediamente potente. Bei tannini. Termina abbastanza lungo pur se il legno da un po&#8217; fastidio. Da seguire in affinamento.</p>
<p><strong>Brown: </strong>Colore rubino intenso. Al naso frutta, floreale. Entrata piacevole si sviluppa inseguito con un buon corpo e tannini fini. Termina piacevolmente lungo. Bello.</p>
<p><strong>Clos Floridène: </strong>Naso fine, sul frutto e una certa aromaticità. In bocca denota una bella setosità, un bel frutto che porta ad un finale abbastanza lungo e piacevole.</p>
<p><strong>Couhins Lurton: </strong>Rosso rubino scuro, al naso è aromatico, una nota floreale. In bocca è piacevolmente vellutato, con un bel frutto che porta ad un finale piacevole anche se non molto lungo.</p>
<p><strong>Fieuzal: </strong>Color porpora. Naso su un bel frutto, quasi troppo flatteur. In bocca è vellutato con tannini fini ed eleganti. Vino già quasi troppo buono. Comunque piacevole e ben fatto.<br />
Ho avuto il piacere di parlare una decina di minuti con il direttore commerciale Mr. Gilles Maligne, il quale mi ha detto che con la nuova direzione si sta portando maggiore cura al lavoro in vigna. Non hanno mai impiegato così tante persone come quest&#8217;anno&#8230;.!</p>
<p><strong>La Louvière: </strong>Naso pulito e fine di media complessità. In bocca è abbastanza grasso, fresco con una certa qual potenza. Manca un po&#8217; nel finale.</p>
<p><a href="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/climens.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-587" title="climens" src="http://giornaledelvino.files.wordpress.com/2008/10/climens.jpg?w=640&#038;h=462" alt="" width="640" height="462" /></a></p>
<p><strong>Denominazioni: Sauternes e Barsac</strong></p>
<p><span style="color:#ff0000;">Grandi vini (****/*)</span></p>
<p><strong>Nairac: </strong>Al naso si presenta estremamente fresco con una nota minerale, agrumi e frutta. Entrata dolce e aromatica, si sviluppa grasso e potente. Molto fresco e fine. Un grandissimo.</p>
<p><strong>Suduiraut: </strong>Naso fine, fruttato, speziato e botritis. Bellissima entrata grassa, si sviluppa con coerenza rimanendo sempre molto elegante. Vino delizioso e raffinato.</p>
<p><strong>Guiraud: </strong>Naso sul frutto molto fine e fresco. All&#8217;ossigenazione denota grande complessità. Entra in bocca deciso su note di agrumi. Si sviluppa molto ampio mantenendo sempre la grassezza. Termina molto lungo, ricco e potente. Grande.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Ottimi vini (****)</span></p>
<p><strong>Rieussec: </strong>Naso molto fine e pulito, bella freschezza, profondo. Entrata delicatamente dolce, fruttata, si sviluppa molto ricco e grasso. Termina molto lungo.</p>
<p><strong>Clos Haut Peyraguey: </strong>Color giallo verde. Naso molto concentrato e intenso. Entrata molto dolce, si sviluppa ampio accompagnato da piacevole freschezza. Termina molto lungo. Molto buono.</p>
<p><strong>Coutet: </strong>Naso di media intensità con note speziate e di frutta. Entra dolce e grasso, termina lungo sempre accompagnato da piacevole freschezza.</p>
<p><strong>Doisy Daene: </strong>Naso fine, fruttato, agrumi e botritis. In bocca è fine ed elegante, si sviluppa ampio su note fruttate e speziate. Vino molto piacevole di ottima persistenza.</p>
<p><strong>Doisy Védrines: </strong>Naso fruttato, piacevolmente fresco, spezie e botritis. In bocca bella grassezza, bel corpo, termina lungo su bella freschezza.</p>
<p><strong>Lafaurie-Peyraguey: </strong>Naso abbastanza fine con note fruttate e speziate. Entra deciso e si sviluppa grasso verso un finale lungo.</p>
<p><strong>Rabaud-Promis: </strong>Naso aromatico, fine fruttato, di buona profondità. All&#8217;entrata si dimostra piacevole, grasso, fresco su note di frutta. Termina lungo sul frutto. Grande piacere.</p>
<p><strong>La Tour Blanche: </strong>Naso sul frutto e un po&#8217; aromatico. Entrata succosa, si sviluppa con bella potenza sempre sul frutto. Termina lungo e complesso.</p>
<p><span style="color:#ff0000;">Buoni vini (***/*)</span></p>
<p><strong>De Malle: </strong>Naso di intensità media con note di agrumi e botritis. In bocca entra grasso, piacevole, un pò aggressivo all&#8217;attacco. Denota ottima lunghezza e finezza.</p>
<p><strong>Rayne-Vigneau: </strong>Bel naso ampio, fresco, fruttato. All&#8217;entrata è subito grasso, si sviluppa ampio e fruttato. Termina mediamente lungo.</p>
<p><strong>Sigalas-Rabaud: </strong>Naso discreto con una nota ossidativa. Entra in bocca piacevolmente ma manca un po&#8217; di profondità. Termina mediamente lungo.</p>
<p><strong>De Fargues: </strong>Naso intenso, fruttato, agrumi. In bocca bella piacevolezza, carezza il palato. Vino che denota una certa tensione con finale lungo.</p>
<p><strong>Lamothe-Guignard: </strong>Al naso si presenta di media profondità su note di frutta e di agrumi. In bocca è piacevole ma termina un pò corto.</p>
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