IL GIORNALE DEL VINO

Tenuta Sant’ Antonio, dalla Valpolicella al Soave

Posted in Aziende da conoscere, Degustando, Vini italiani by Stefano & Giorgio on ottobre 5, 2008

“La passione nasce dalle vigne paterne, quando ancora bambini, lavoravamo e vivevamo nella campagna di San Zeno di Colognola ai Colli, zona della Valpolicella allargata”, così i quattro fratelli Armando, Tiziano, Massimo e Paolo Castagneti raccontano i loro inizi in vigna. All’epoca le uve di papà Antonio erano destinate alla Cantina Sociale di Colognola ai Colli, struttura che lui stesso aveva contribuito a creare. Nel 1989 decidemmo di aggiungere, ai 20 ettari esistenti, altri 30 acquistati nella zona di Mezzane e di coltivare, vinificare e commercializzare personalmente i nostri prodotti; una scelta in direzione dell’alta qualità. Il primo ostacolo fu papà Antonio che non condivise la nostra scelta di diventare produttori e di costruire una nuova cantina a Monti Garbi. Oggi è scontato parlare di qualità, di cura della vigna tralcio a tralcio, di selezione accurata e manuale del grappolo, di bassa produzione a ceppo, d’attenzione alla pulizia dell’uva dalla raccolta alla cantina all’imbottigliamento, di attesa paziente della vinificazione in nuove botti di legno, d’affinamento in bottiglia … regole che noi abbiamo sposato più di quindici anni fa, ma allora non esisteva questa cultura della vite e ci guardavano come fossimo matti!”

Oggi i vigneti della tenuta si sviluppano sulle colline Monti Garbi all’incrocio tra i comuni di Mezzane, Lavagno e San Martino Buon Albergo, dove predominano le varietà Corvinone (40%), Corvina (10%), Rondinella (15%) e in misura minore Croatina e Oseleta, nelle vallate d’Illasi dove risulta dominante la Garganega seguita da percentuali ridotte di Trebbiano di Soave (20%) e altre varietà minori. Il vigneto è accuratamente seguito rispettandone l’equilibrio naturale, le concimazioni organiche sono ridotte e gli interventi sono effettuati solo in caso di necessità.

La degustazione

Soave 2006
Il Soave Tenuta Sant’Antonio nasce da uve autoctone, come Garganega e Trebbiano di Soave, ma l’antico disciplinare ammette anche l’intromissione di piccole quantità di altri vitigni non “indigeni”, come nel caso dello Chardonnay. Le piante di queste tre varietà traggono la loro linfa vitale dai terreni di antichissima origine vulcanica nella zona di Colognola ai Colli. Raccolti a mano dai tralci, i grappoli vengono mantenuti intatti all’interno di casse, per poi essere pigiati e diraspati non prima di aver superato un’attenta selezione qualitativa. Dopo una breve macerazione a freddo il mosto fermenta a bassa temperatura così da produrre un vino varietale e vivace.
Il vino si presenta in una veste luminosa e brillante con lampi ancora verdognoli. Olfattivamente è fragrante, fresco e ben definito con ricordi di mela, pompelmo seguiti da una bella mineralità, sfumature che invogliano all’assaggio. Al gusto è di buona consistenza, morbido e, grazie ad una equilibrata freschezza, vibrante. Un vino accompagnato da una lunga persistenza con ritorni di frutta fresca, agrumi, mandorla e da una spiccata sapidità che ne contraddistingue il finale. Un vino che ci sorprende e ci soddisfa per la sua personalità e per la corrispondenza naso-bocca.

Soave Superiore Monte Ceriani 2005
I vigneti si trovano in Val d’Illasi, sul Monte Ceriani a 200 metri di altitudine, terreni che s’inclinano, con una pendenza del 10%, verso il sole e alla brezza di sud-ovest. Un’attenta vendemmia a mano, effettuata in due fasi, una nei primi dieci giorni di settembre, e l’altra nella prima decade di ottobre, con raccolta in casse piccole, permette di sfruttare appieno nel primo periodo dell’acidità sostenuta delle uve, nel secondo della struttura e complessità aromatica delle stesse. Dopo una macerazione a freddo a contatto con le bucce il mosto è fermentato in serbatoi di acciaio; l’imbottigliamento avviene nella primavera successiva alla vendemmia.
Già alla mescita si presenta più denso e di maggiore carica cromatica del precedente, segno dalla maggiore maturità delle uve, ma accompagnato da una bella brillantezza. Si dispone su una descrizione simile all’assaggio precedente, con toni di maggiore maturità e densità, su cui spiccano note fragranti di fiori gialli, agrumi e una vena minerale. Al gusto si presenta coerente, rotondo e di ottimo volume, fattori sostenuti da una bella acidità e da una piacevolissima mineralità che ne caratterizzano il lungo finale. Veramente ottimo e armonico.

Valpolicella 2006
Il vino, che rappresenta la base della piramide di qualità della Valpolicella, è frutto dell’uvaggio di Corvina e Rondinella vendemmiate sui terreni argillosi e scuri delle dolci colline della Lessinia, in vigneti ad alta densità (6′000-10′000 ceppi a ettaro). Al raggiungimento di una buona maturazione fenolica sono raccolte manualmente, segue una macerazione a freddo per un paio di giorni, periodo in cui sono estratte le sostanze aromatiche. Macerazione e affinamento avvengono in vasche di acciaio, contenitori che favoriscono lo svilupparsi di aromi varietali.
Un vino che si presenta vinoso, con riconoscimenti di ciliegia e viola, all’assaggio si presenta in tutta la sua vivacità e leggermente tannico. Un vino snello e senza grandi pretese, basato sul frutto e sulla freschezza. Buono, soprattutto come vino estivo e da accompagnamento a salumi e a pietanze semplici e grasse.

Valpolicella Superiore Monti Garbi “Ripasso” 2003
Monti Garbi reinterpreta in stile moderno, attraverso la tecnica del Ripasso, le antiche tradizioni vitivinicole della zona della Valpolicella. Presenta una differenza rispetto alla versione tradizionale proposta, per la prima volta, dall’azienda Zenato. Nella versione originale le uve macerano durante la fermentazione con le vinacce utilizzate prima per l’Amarone, qui invece il vino resta sulle vinacce solo qualche giorno senza estrazioni, come dice Castagnedi “solo una leggera correzione”. Le uve che compongono l’uvaggio sono Corvina e Corvinone (70%), Rondinella (20%) Croatina, Oseleta (10%), provenienti dai vigneti dei Monti Garbi, che si estendono attorno alla cantina. La maturazione avviene in piccole botti di rovere nuove per 12 mesi.
Al naso di esprime su toni eleganti e maturi con ottime complessità che evolvono in successione: ciliegia nera, rosmarino, cioccolata, caramello a cui fanno seguito sfumature balsamiche e minerali. È molto piacevole, di buon volume con un’entrata morbida che presenta un dolce frutto, risultato dell’annata 2003 e riscontrato anche con gli assaggi successivi della stessa annata. I tannini sono maturi e fini, una bella freschezza bilancia i 13.5% di volume; il lungo finale è caldo, fruttato e speziato, caratteristiche ben integrate una con l’altra. Ottimo vino, per la tipologia, molto fine e intrigante

Valpolicella Superiore La Bandina 2003
Le uve che compongono questo vino sono Corvina e Corvinone nella percentuale del 70%, completate dalla Rondinella al 20% e dalla Croatina e altre minori per il 10%. I vigneti salgono sulla dorsale collinare dei Monti Garbi, a 300 metri di altitudine, su un terreno di natura prevalentemente calcarea. La vendemmia, tra la terza decade di settembre e la seconda di ottobre, viene effettuata manualmente, con l’arrivo dei grappoli in cantina all’interno di piccole casse. L’uva è messa in parte a riposo, per circa due o tre settimane, accuratamente sistemata in ambienti con ventilazione adeguata. Si attende fino a novembre per passare alla vinificazione, seguita poi da un lungo periodo di fermentazione. L’affinamento si svolge nell’arco di un periodo di 24 mesi, all’interno di botti di rovere francese di diversa capacità. Prima della commercializzazione il vino riposa altri 12 mesi in bottiglia.
La nostra Bandina questa sera non ha molta voglia di svelarsi, lascia solo intravvedere quello che ci potrà dare nei prossimi anni. Si apre solo dopo alcuni minuti su note di prugna, mirtilli e amarene ben mature, a cui fanno seguito note speziate ben integrate. L’entrata è calda, morbida, con un frutto predominante, i tannini, ancorché molto presenti, maturi e ben levigati mentre il lungo finale fa presagire un ottimo potenziale ancora tutto da sviluppare nei prossimi anni. Ottimo, una vera espressione della Valpolicella.

Amarone della Valpolicella Selezione Castagnedi 2003
Selezione Antonio Castagnedi è il prestigioso risultato di un’impostazione enologica scelta dalla famiglia Castagnedi, che ha creato una interpretazione innovativa e “duttile” del vino più famoso e rappresentativo della Valpolicella. Nasce dall’appassimento dei migliori grappoli di Corvina, in principale misura, Rondinella, Croatina e Oseleta, scelti sui pendii di due vigneti che si differenziano tra loro per la natura del terreno (uno è calcareo, l’altro è argilloso), i sistemi di allevamento (uno guyot e l’altro a pergola) e l’età dei vigneti (uno 15 anni e l’altro 25). La vendemmia manuale si completa in due tre passaggi, le uve sostano per l’appassimento in fruttai ventilati naturalmente dove perdono una gran parte dell’acqua contenuta. Dopo la fermentazione il vino è travasato in botti nuove di rovere francese da 500 litri per una maturazione che dura due anni.
È il vino che paga maggiormente l’influenza dell’annata estremamente calda che ha costretto i produttori a ridurre i tempi di appassimento entro dicembre rispetto al tradizionale mese di gennaio. Si esprime su sfumature “cotte e dolci”, con ricordi di confettura di mirtilli, ciliegie nere, amarene sotto spirito, distillato di prugna, viola appassita, cioccolata e liquirizia. Al gusto prevale la componente alcolica, i tannini sono di ottima fattura e vigorosi, l’acidità fatica a equilibrare le parti morbide conferendo al finale una leggera stanchezza. Buono ma lo abbiamo trovato più in forma in altre annate.

Amarone della Valpolicella Campo dei Gigli 2000
Campo dei Gigli si estende nella zona collinare nei pressi di San Briccio a 300 metri di altitudine, pendii con una pendenza del 15% su terre di natura calcarea. La composizione dell’uvaggio è di Corvinone e Corvina gentile per un 70%, Rondinella 20% e il restante di Croatina e Oseleta. Dopo due o tre passaggi di raccolta, che avvengono tra la terza decade di settembre e la prima di ottobre, le uve sono messe ad appassire fino a gennaio, periodo in cui la fermentazione ha inizio spontaneamente grazie all’intervento di lieviti naturali posti sulle bucce in contenitori di rovere da 500 litri. La maturazione dura ben tre anni, in botti di rovere francese da 500 litri, a cui segue una permanenza di circa un anno nelle bottiglie. Solo in questo momento un Amarone di simile potenza espressiva è pronto per essere servito. Uno dei “campioni” della Valpolicella da accostare alle grandi espressioni di Romano dal Forno, Allegrini, Quintarelli, …
Un vino che racchiude forza e potenza in perfetto equilibrio e armonia. Si esprime con grande eleganza, complessità e, per la tipologia, freschezza: frutti di bosco, mirtilli, more, uva sultanina ed eleganti sfumature apportate dalla maturazione in botte. In bocca è grandioso, avvolgente, la sua struttura è in perfetto equilibrio, dove i suoi 15.5% non diventano mai stancanti e predominanti. Il finale è minerale, interminabile e contraddistinto da eleganza e armonia. Un grande vino.

Recioto della Valpolicella Argille Bianche 2000
L’uvaggio classico di questo vino è nelle percentuali del 50% di Corvinone e Corvina gentile, del 35% di Rondinella e del 15% di Croatina. Le uve provengono dai vigneti situati a 300 m d’altitudine, sulla dorsale collinare dei Monti Garbi. I terreni presentano in media un’inclinazione del 15% e sono di natura calcarea con argilla bianca. La vendemmia si svolge tra la seconda e la terza decade di settembre e la prima di ottobre. La raccolta viene effettuata scrupolosamente a mano proprio per garantire la qualità delle uve che vengono attentamente controllate e scelte accuratamente. Vengono poi trasferite in piccole casse e messe a riposare in appassimento per quattro-cinque mesi in ampi locali ventilati. La vinificazione avviene a febbraio, quindi la fermentazione, attentamente controllata, si protrae per circa quaranta giorni con decorso naturale. L’affinamento ha luogo per un periodo di 3 anni in botti di rovere francese da 350-500 litri, di secondo passaggio.
Un vino invitante e fresco che si profila su ricordi violetta appassita, mirtilli, ciliegie e amarene, a cui fanno seguito sfumature di cioccolato e liquirizia. È piacevolmente dolce e avvolgente, i tannini vellutati conferiscono un’ottima struttura perfettamente sostenuta da una vivace freschezza che conferisce al finale una grande piacevolezza. Un vino che localmente è accostato alla sbrisolona, un dolce tradizionale veneto; da abbinare pure a formaggi stagionati o piccanti.

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