IL GIORNALE DEL VINO

Louis-Michel Liger-Belair a Vosne-Romanée

Posted in Andar per Cantine, Aziende da conoscere, Degustando, Vini francesi by Stefano & Giorgio on ottobre 12, 2008

Contattammo Louis-Michel Liger-Belair senza grandi speranze di essere ricevuti, come avvenne per il Domaine Leflaive, invece la mattina successiva giunse già l’email di risposta, “pas de visite” pensammo, invece no “bien sure” fu la risposta

Che orgoglio essere ricevuti in quello che diventerà sicuramente uno dei maggiori Domaine francesi, un’azienda che benché sia di recente costituzione vanta grandi tradizioni viticole.
Siamo stati ricevuti a Château de Vosne-Romanée da Louis-Michel Liger-Belair un personaggio, che non ha alcun dubbio su quale sia la strada da percorrere, idee che fondano le basi nella tradizione. Dalla grande scala, situata nella hall del castello e sovrastata da un dipinto che ritrae il Generale Louis Liger-Belair, ci spiega le radici della nobile famiglia. L’allora generale di Napoleone acquista nel 1815 questa storica dimora per poi stabilirvisi iniziando ad acquisire importanti parcelle nei comuni di Vosne-Romanée e Nuits-Saint Georges. Superficie che raggiunse all’inizio del secolo scorso la bellezza di 60 ettari tra cui si annoverano La Romanée, La Tâche e La Grande Rue, vigneti classificati Grands Crus e allora detenuti in monopolio. Le generazioni successive portarono allo smembramento di questo incredibile patrimonio viticolo, le più pregiate parcelle furono messe all’asta e acquisite da importanti aziende come il Domaine de la Romanée-Conti. Rimasero solo circa 3 ettari dati affitto ad alcuni produttori locali.

Louis-Michel Liger-Belair già in giovane età rivela l’intenzione di volersi occupare delle vigne di famiglia con lo scopo di restituire il proprio splendore. Dopo la laurea in ingegneria agricola ed in enologia, nei primi anni del 2000 fonda la propria azienda riprendendo lo sfruttamento di queste vigne per produrre vini sotto il marchio Comte Liger-Belair.
La via è chiara esprimere la personalità del territorio, questo seguendo le teorie valorizzate da Henry Jayer che considera come un padre, ed è coinvolgente ascoltarlo per ben tre ore quando racconta dei consigli che gli dava al momento delle raccolte o durante le vinificazioni.
Nel 2002, periodo critico per la commercializzazione dei vini francesi all’estero, con poco più di 3 ettari di superficie prende il rischio di produrre 5 denominazioni di cui due Vosne-Romanée village, la Colombière e il Clos du Château, lotti separati da un una stradina. Il risultato ? due vini diversi.
“Tutto questo perché? Perché in un mondo in cui la standardizzazione ha il sopravvento è necessario porre in risalto le singole caratteristiche delle nostre terre. Eresie diranno in molti, logico, penso io …”
La forte convinzione è che la qualità dei vini si ottiene in vigna e che tutti i vini meritano la stessa cura con bassi rendimenti su tutto il vigneto e una maturazione dei vini in botti nuove. Tutte le pratiche sono applicate per permettere ai terreni di esprimere le proprie potenzialità.
Nel 2006 sono prese in affitto una parcella di Echezeaux e alcune vigne di Vosne-Romanée, Nuits-Saints Geirges tutte in grado di dare lustro a Louis-Michel Liger-Belair. È reso mondialmente famoso grazie alla Romanée, un Grand Cru, ritenuto uno dei migliori vini di Borgogna, ma tutti i vini sono di grande personalità ed armonia.
“Perché se un vino non è in grado di presentare un buon equilibrio all’uscita della cantina difficilmente lo saprà esprimere in seguito”.

La degustazione

I vini degustati sono campioni della vendemmia 2006 prelevati dalle botte prima dell’assemblaggio definitivo.

Vosne-Romanée 2006
Questa è la sola cuvée proposta da Louis-Michel Liger-Belair, mentre tutti gli altri vini sono l’espressione reale di ogni singola parcella. Sono comprese 10 parcelle diverse situate nella parte più alta del comune, la superficie totale è di 0.63 ettari con ceppi di età variante tra i 40 e i 60 anni. Cominciare la degustazione con l’assaggio di una denominazione comunale di questo livello è qualche cosa memorabile. Un vino di struttura, eleganza e profondità, un vino che invoglia ad essere consumato. Che entrata 16.5-17/20

Vosne-Romanée La Colombière 2006
La Colombière è un lieu-dit situato nella pianura di Vosne-Romanée, copre una superficie di 0.78 ettari con ceppi di età compresa tra i 60-80 anni. Dà un vino che esprime aromi di grande finezza con un frutto fresco in evidenza. Seduce per il suo equilibrio e la sua rotondità, la sua struttura si allunga su un finale di immediata piacevolezza. Molto buono 16.5-17/20

Vosne-Romanée Clos du Château 2006
Queste terre tra 1850 e il 1970 facevano parte nel parco del Castello di Vosne-Romanée dove ha sede il Domaine. Confina ad ovest con la Colombière divisa esclusivamente da una stradina, originando un vino completamente diverso. Come ama spiegare Louis-Michel, questo suolo è principalmente calcareo mentre nella piana c’è una maggiore prevalenza d’argilla. La sua superficie è di 0.83 ettari con ceppi di soli 35 anni, vigne considerate relativamente giovani per i parametri della Borgogna.
È più particolare e meno immediato, al naso è più floreale e fragrante. Ha una struttura decisa e diretta, ben gestita da un’equilibrata freschezza, il finale è contraddistinto da una vena mierale e da ritorni floreali. È di incredibile maestria nell’esprimere il “terroir”. 17-17.5/20

Vosne-Romanée 1er cru Petits Monts 2006
Situato nella parte alta di Vosne-Romanée, ha un suolo povero con uno stratto arabile di soli 20 centimetri. Pochi acri occupati da ceppi di oltre 50 anni, dove la produzione annua non supera le 600 bottiglie. Il vino è tutto in tensione alla ricerca della profondità, la qualità dei tannini, grazie a frutti perfettamente maturi, è suadente. Personalità e finezza. 17-17.5/20

Vosne-Romanée 1er cru Les Brulées 2006
Questa è una “chicca” 290 bottiglie !!! in grande formato non commercializzate che restano al Domaine per eventi speciali. La parcella copre solo 11 acri ed è situata a nord di Richebourg, un suolo molto povero occupato da ceppi di almeno 50 anni. Gli aromi sono precisi, fruttati e delicatamente speziati, ha grande energia e potenza, la trama tannica è abbondante ma ben integrata, il finale è vivacizzato da una bella mineralità. Eccellente 17.5-18/20

Nuits-Saint Georges Les Lavieres 2006
Questo lieu-dit village è situato nella parte nord del comune al limite con Vosne-Romanée, la proprietà del Domaine copre solo 0.13 ettari con ceppi di oltre 75 anni che riescono a garantire solo 430 bottiglie. Anche se inizia con una leggera nota di riduzione, dà un vino più “selvaggio”, di ottima densità ma teso, grazie a una pregevole freschezza, verso un finale lunghissimo e con una bella salinità. In cantina c’è una sola botte 17-17.50/20

Vosne-Romanée 1er cru Les Chaumes 2006
Les Chaumes confinano con il “mitico” settore Grand Cru di Vosne e più precisamente con la Tâche che nella prima metà del XX secolo era un monopolio dei Liger-Belair, prima dell’acquisto da parte del domaine della Romanée-Conti. La parcella è di soli 0.11 ettari, allevati con vigne di oltre 60 anni. Genera un vino femminile, diretto, delicato e longilineo, come dice Louis-Michel Liger-Belair, manca un po’ di tensione e volume per essere un Premier Cru. Coerente nel rispetto del territorio 16.5-17/20

Nuits-Saint Georges 1er cru Les Cras 2006
È una delle ultime acquisizioni, è localizzato nel settore nord di Nuits-Saint Georges, idealmente posizionato in media collina, il suolo (0.37 ettari) è povero e di tipo argillo-calcareo è occupato da ceppi di 75 anni di età. Il vino evoca un frutto profondo accostato a sfumature orientali, minerali e di liquirizia. Acquisisce potenza e personalità, una grande struttura tannica, tutto nel rispetto di un buon equilibrio; il finale è magistrale per lunghezza e complessità. Una nuova stella. 17.5-18/20

Vosne-Romanée 1er cru Suchots 2006
Il vino prende origine da una parcella situata nella parte bassa del vigneto e confina, a sud, con Romanée-Saint Vivant. La superficie è sempre molto ridotta, anche questa copre solo 0.22 ettari con ceppi di oltre 50 anni. Il cru miscela un frutto dolce a una presenza minerale evidente. L’attacco è ricco e morbido, la forte spinta dei tannini, sempre vellutati, dà una bella profondità; termina su ritorni di amarena e prugna. Quasi all’eccellenza, da attendere nell’evoluzione nel corso di prossimi 10-15 anni. 17-17.5/20

Vosne-Romanée 1er cru Aux Reignots 2006
Questo vigneto sovrasta la Romanée e sale sulla montagna con una buona inclinazione. La parcella copre quasi la metà della superficie dell’intera denominazione e, sviluppandosi dall’alto al basso comprende tutte le diversità geologiche; più dei 2/3 comprendono vigne che variano dai 40 agli 80 anni di età. Ha caratteristiche completamente diverse dei Premiers Crus situati nella parte bassa della collina e avendo le radici a contatto con la roccia esprime coerentemente una vigorosa mineralità. È un vino muscoloso e atletico, miscela forza ed eleganza, il tutto racchiuso in un’esplosione finale. Al naso ci propone sfumature di polvere da sparo, e pietra focaia. Esplosivo 17.5-18/20

Échezeaux 2006
Due lieu-dit formano questa cuvée più vicina, per l’eleganza, a Chambolle-Musigny che a Vosne-Romanée.
Il raggruppamento dei diversi vigneti fino ad allora classificati Premiers Crus avvenne nel 1930, la qualità di Echezeaux è spesso irregolare, per questo è spesso sotto stimato. Questa versione è straordinaria per finezza, evoca la prugna, la ciliegia nera, petali di rosa, sfumature che si alternano a spezie dolci. L’attacco è morbido, delicato e reso vellutato da una struttura tannica di grande qualità; il finale è ampio. Una grande riuscita. 18-18.5/20

La Romanée 2006
Il nome di La Romanée, utilizzato per designare questa piccola parcella, apparve solo nel 1651. Fu Louis Liger-Belair, nel 1826, che raggruppò altre sei piccole parcelle contigue definendole con l’attuale nome. Per lungo tempo fu confuso con il confinante La Romanée-Conti anche se queste due parcelle nel corso della storia hanno avuto destini ben diversi. La vicinanza non impedisce di distinguere varie diversità del territorio, caratteristiche che saranno espresse dai vini. Sovrastando La Romanée-Conti è situato su pendenze maggiori (12%), l’altezza più elevata raggiunge i 280 metri. I suoli sono abbastanza simili, meno argillosi e più sassosi in superficie, per limitare i rischi d’erosione le vigne sono state piantate perpendicolarmente alle pendenze. I suoi 0.85 ettari rappresentano la denominazione francese meno estesa. È un monopolio da sempre di proprietà della famiglia Liger-Belair, ma fino alla costituzione di questo Domaine fu data in affitto alla Maison Bouchard et Fils di Beaune che ne provvedeva alla vinificazione.

Dobbiamo premettere che conoscendo la grande reputazione di questo vino siamo già emozionati quando Luis-Michel estrae il campione da assaggiare da una delle 14 botti. È un grande vino sa svelare il suo fascino discretamente e proporre le sue complessità lentamente …
Quando lo assaggiamo si mostra immediatamente con una forza dirompente, il tutto in assoluta armonia ed equilibrio, i tannini sono vellutati aggiungendo al finale interminabile una grande eleganza.
La perfetta armonia lo rende già godibile in questa fase.
Un emozione indescrivibile …. 18-18.5/20

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