IL GIORNALE DEL VINO

Il Brunello che verrà …

Posted in Aziende da conoscere, Degustando, Vini italiani by Stefano Ghisletta on ottobre 13, 2008

La zona di Montalcino o meglio quella del Brunello, come tutti sapete, è stata investita in questi ultimi mesi da vari scandali e polemiche: frodi, imbrogli, un mancato rispetto del disciplinare, …

Poi tutti, giornalisti, bloggers, produttori di altre regioni, … a proporre soluzioni pretendendo di essere il “salvatore della patria”.

Ma … ! penso: bastava rispettare le regole che già esistevano.

Per lasciarci ogni polemica alle spalle e vedere le cose in modo positivo voglio suggerirvi quattro aziende montalcinesi di piccola taglia e che fondano le proprie origini nel rispetto del territorio.

 

Podere San Giuseppe di Stella di Campalto

I vigneti di questa piccola azienda coprono 6 ettari situati sul versante sud della collina che ospita la cittadina di Montalcino. I vigneti, trattati secondo i metodi della coltura biodinamica, sono divisi in 6 zone iscritte alla denominazioni del Brunello, del Rosso di Montalcino e di Sant’Antimo.

Rosso di Montalcino 2005: ha carattere ed esprime belle complessità, un bel frutto accompagnato da fini note boisé. È ricco e consistente, i tannini sono fini e completano un equilibrato finale. Veramente buono.

Rosso di Montalcino 2006: conferma l’annata precedente, si distingue per note di prugna ed equilibrate speziature. In bocca è presente e ha una bella spinta che conferisce al finale una bella persistenza. Molto fine e piacevole, un piccolo Brunello.

Brunello di Montalcino 2004: in anteprima degustiamo l’annata che sarà commercializzata a partire dal 1 gennaio 2008. Questo vino, alla prima uscita, esprime già una bella personalità e si distingue per eleganza e finezza. Le note di prugna sono ben equilibrate da sfumature boisé, in bocca, grazie a una carica tannica importante, ha vigore ma sempre ben sostenuta da un’ottima struttura. Il finale è molto lungo e si distingue per ritorni fruttati e minerali. Molto buono, un vino da seguire con molta attenzione nella sua evoluzione.

Un’azienda da seguire nei prossimi anni, ne risentiremo parlare.

 

Pian dell’Orino

Pian dell’Orino è una piccola azienda che nasce alla metà degli anni ’90 grazie all’entusiasmo di Caroline Pobitzer giunta a Montalcino dall’Alto Adige. Le 4 vigne di proprietà si sviluppano su 5 ettari nella parte sud-est della collina di Montalcino. La filosofia è basata su una lavorazione naturale e segue i metodi della produzione biodinamica. Grazie a basse rese e a fermentazioni spontanee senza aggiunta di lieviti selezionati si riesce a elaborare vini di spiccata personalità.

Piandorino 2005 : è una cuvée a base di Sangiovese con aggiunte di Cabernet Sauvignon e Merlot, provenenti da un vigneto che si trova nei pressi dell’Abbazia di S.Antimo. È un vino che rappresenta la base della gamma di produzione e lo fa con una spiccata personalità. L’impianto aromatico è di bella finezza ricorda la prugna, la mora accompagnate da spezie dolci e sfumature di cuoio. In bocca ha sostanza, vigore e finezza. Ha una buona personalità.

Rosso di Montalcino 2006 : di un bel rubino brillante ed intenso, offre aromi eleganti e generosi di frutta rossa, sfumature speziate e terrose. L’attacco è ricco e vigoroso, ben teso verso un finale lungo e levigato; termina consistente con ritorni di prugna. Una volta raggiunto il giusto equilibrio darà belle sensazioni. Molto buono.

Brunello di Montalcino 2003 : la posizione ventilata dei vigneti ha garantito una sufficiente escursione termica tra il giorno e la notte che, in aggiunta a una severa selezione di migliori grappoli ha fornito uve di equilibrata maturazione. Il vino si propone di ottimo volume, l’attacco è morbido a cui fa seguito un’intensa progressione di sensazioni, caratterizzate da tannini fini e ben gestiti da una sufficiente freschezza che ne modella il lungo finale. Ottimo, chissà cosa ci offrirà nelle prossime annate ….

 

Azienda Cupano

L’azienda sviluppa i propri vigneti sui pendii sud-ovest della collina di Montalcino. Lionel Cousin, originario del Cognac, ha come filosofia l’espressione e la difesa del territorio, per questo motivo le pratiche attuate in vigna seguono pratiche biologiche, mentre le fermentazioni sono attivate da lieviti naturali.

Rosso di Montalcino 2005 : ha un bel carattere, improntato su un’ottima ed equilibrata struttura, i tannini sono maturi e levigati, il finale è lungo e ben gestito da una bella freschezza, termina con una bella mineralità. Veramente buono e già godibile.

Brunello di Montalcino 2003 : di colore granato, luminoso e di media carica cromatica. Al naso è solare, dove spicca un frutto dolce e caldo, sfumano in seguito note terrose e boisé. L’attacco è coerente con il millesimo, cioè elegante e morbido, si distingue per una texture vellutata ma importante e un finale di ottima consistenza; termina su note di frutta ben matura e speziate. Visto una certa mancanza di freschezza è un’annata non delle più longeve, è già godibile ma darà il meglio tra un paio d’anni.

Brunello di Montalcino 2002 : anche se frutto di rigide selezioni non ha il corpo delle annate migliori, è fine e delicato, si profila su noti di prugna e di buona maturità. Il finale è di media lunghezza e lascia la bocca con una sensazione calorica non ben integrata, percezione che un po’ ci disturba.

Non conoscendo, prima, i vini di questa azienda sono impaziente d’assaggiare le annate 2004 e 2005 considerate ottime, sensazione confermata dal risultato della degustazione del Rosso di Montalcino 2005.

 

Siro Pacenti

Giancarlo Pacenti continua la tradizione famigliare nella produzione di rinomati vini a Montalcino. Sicuramente è uno dei più conosciuti interpreti del Brunello moderno, ma capace di dedicare al suo Rosso la stessa cura sia in vigna sia in cantina. Grazie alla possibilità di possedere degli appezzamenti sia a nord sia a sud della collina di Montalcino la sua cuvé riesce a proporre ad ogni vendemmia equilibrio e armonia.

Rosso di Montalcino 2006 : è un vino e ci fa comprendere le potenzialità di quest’annata soprattutto per il Brunello che verrà. Sfuma su note floreali, su un frutto carnoso e su note boisé. L’attacco ha una bella materia e già un discreto equilibrio, la trama tannica presenta una bella estrazione; chiude su un bel finale che combina ritorni fruttati a note speziate. Un vino di piena soddisfazione, che conferma le attenzioni del produttore verso questa denominazione. È prodotto da vigne di circa 15 anni.

Brunello di Montalcino 2003 : come anticipato sopra grazie alla diversa esposizione e alla diversa altezza dei vigneti, il vino bilancia in maniera ottimale agli eccessi dell’annata. Sia olfattivamente sia gustativamente è gestito da una piacevole freschezza che conferisce al frutto ben maturo e al finale una bella piacevolezza. È morbido ed elegante, un vino già godibile che probabilmente non avrà la consueta longevità, ma lasciamoci sorprendere. Ottimo.

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