IL GIORNALE DEL VINO

Timorasso Costa del Vento 1999 – Vigneti Massa

Posted in Degustando, Una grande bottiglia, Vini italiani by Stefano Ghisletta on ottobre 14, 2008

Quando cerchi un vino bianco capace di durare una decina d’anni in genere guardi verso i Chardonnay di Borgogna, i Chenin blanc ed i Sauvignon della Loira, i Savagnin del Jura francese o i Riesling della Mosella, ma non sempre è necessario andare così lontano.
Basta infatti guardare ai Colli Tortonesi dove si produce questo straordinario vino appena degustato.

L’uva che gli dà vita è il Timorasso, un vitigno presente nel territorio fin da tempi immemorabili, sembra che fosse molto apprezzato da Leonardo da Vinci che per il matrimonio di Isabella di Aragona, omaggiò gli sposi con un vino bianco, il Timuràs. Un vitigno ai più sconosciuto fino alla fine degli anni ’90, ma che grazie alle sue potenzialità e all’adattamento alle caratteristiche della questa zona, ha saputo imporsi all’attenzione del pubblico.

Forse la persona che più ha spostato la sua causa è stato Walter Massa, l’istrionico e tenace produttore di Monleale, non si è mai dato per vinto e ha profuso molte energie per farci conoscere questo ottimo vino.
Avevo visitato Walter alcuni anni fa, era ancora in una fase sperimentale ed alla ricerca di una identificazione, oggi ha raggiunto l’obiettivo di rivitalizzare la sua zona e di accrescere l’interesse di altri giovani produttori che hanno seguito le sue orme ottenendo pregiati risultati.

Alcune settimane fa mi trovavo in un noto ristorante di Moncalvo nel Monferrato e, scorrendo la carta dei vini, leggo Timorasso Costa del Vento 1999 di Walter Massa. Essendoci anche una piccola enoteca da asporto chiedo al responsabile del servizio se fosse possibile acquistarne alcune. A malincuore mi furono vendute 3 bottiglie, riposte poi con cura nella mia cantina.

Oggi è venuto il momento del primo assaggio.
Avevo letto alcune recensioni non proprio entusiasmanti sull’annata 1999, ma poco importa, la bottiglia che ho stappato in compagnia di Giorgio, il solito “compagno di bevute”, era altra cosa.

Un vino che sa cambiare volto ad ogni sorso, esprimendo una grande complessità al contatto con l’aria.
Il colore ? di un bellissimo dorato di grande luminosità.
Il bouquet ? in continua evoluzione: agrumi, erbe di montagna, idrocarburi, e con il passare del tempo, sfumature di miele, tartufo, muschio, spezie, …
All’assaggio ? elegante, grasso e cremoso, ma sempre in tensione verso un bellissimo finale minerale.

Che dire ancora ?
Che per fortuna ho ancora altre 2 bottiglie e che alla prossima occasione farò partecipi altri amici …

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4 Risposte

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  1. Stefano Ghisletta said, on ottobre 30, 2008 at 8:51 am

    Ho degustato un 2004, un vino che invecchia bene.
    Olfattivamente presenta sensazioni di grassezza, burro, miele d’acacia, agrumi, una venatura minerale. Attendevo la classica nota di idrocarburi, ma al momento niente.
    Ha forza e vigore, un attacco grasso e una bella tensione chze confluisce in un ampio finale sapido.

    Una bella dimostrazione di come un vino arricchisce le proprie complessità con l’invecchiamento senza l’ausilio della botte.

  2. Stefano Ghisletta said, on novembre 23, 2008 at 10:03 am

    Confermo la stupefacente tunuta di quest’annata. Abbiamo portato in degustazione una bottiglia a Meursault terra di grandi Chardonnay, dove alcuni produttori locali sono rimasti stupiti dal potenziale di questo vitigno. Ne parla anche Jean-Luc Thunevin, presente all’incontro, sul suo blog.

    http://www.thunevinblog.com/article-24924033.html

  3. Davide Canina said, on novembre 24, 2008 at 8:09 am

    Complimenti Stefano,

    è bello avere stima da personaggi del genere su vini bianchi italiani davvero interessanti per invecchiamento.

    Infatti sto cercando insieme al Circolo Tirso ( http://www.circolotirso.net ) di scoprire quali bianchi italiani e di quali produttori possono dare questi grandi risultati.
    Abbiamo infatti organizzato una degustazione per domenica 30 Novembre sul lago maggiore a Belgirate(VB) di Vini Bianchi Invecchiati alla quale tra l’altro parteciperà anche Walter Massa con il Costa del Vento. Non so quanto tempo andrà indietro con gli anni ti farò sapere.

    Peccato che non potete esserci per questa degustazione, della zona del Timorasso ci sarà anche la mia preferita, Elisa de La Colombera e poi anche Mariotto.

  4. Stefano Ghisletta said, on novembre 24, 2008 at 8:34 am

    Nell’ambito dei bianchi italiani d’invecchiamento ti posso suggerire anche la Vernaccia Carato di Montenidoli: straordinaria.

    https://giornaledelvino.wordpress.com/2008/10/30/montenidoli-vini-che-parlano-del-territorio/


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