IL GIORNALE DEL VINO

Châteauneuf du Pape, i vini dei Papi

Posted in Dossier terroir, Vini francesi by Stefano & Giorgio on ottobre 22, 2008

Châteauneuf-du-Pape è il centro più rinomato della vasta zona della valle del Rodano meridionale, occupa 3’167 ettari di vigneti sparsi nell’omonimo comune ed in alcuni vigneti di altri 4 comuni limitrofi. Châteauneuf-du-Pape, Bédarrides, Courthézon, Orange e Sorgues sono tutti situati a qualche chilometro a nord di Avignone nella parte più a sud della regione. La denominazione appare geograficamente come un vasto altopiano a forma di quadrilatero delimitato ad ovest dal Rodano, a sud dall’Ouvéze, uno dei suoi piccoli affluenti, ad est è definita dall’autostrada che conduce da Orange a Bédarrides, mentre a nord è limitata dall’agglomerato di Orange.

La viticoltura era già praticata in epoca gallo-romana, ma la celebrità del villaggio fu raggiunta nei primi decenni del 1’300 quando fu costruito, dal secondo Papa di Avignone, il castello sede della residenza estiva pontificia. Come nel Médoc fu nel XVIII secolo che i vini locali spiccarono il volo, questo grazie alla costituzione di grandi “domaines” come La Nerthe e la Solitude, periodo in cui fu definita la prima delimitazione dell’area di produzione, anche se limitata alla parte centrale e meridionale della quella attuale.

Qui i primi attacchi della filossera furono registrati a Roquemaure nel 1870, prima di ogni altra regione, risultando poi di conseguenza il primo vigneto ad essere reimpiantato consentendoci di oggi di avere vigneti ultra centenari.
Nel corso del XX secolo si ebbe un progressivo incremento della superficie vitata passando dai 600 ettari sino all’attuale superficie. Châteaunef-du-Pape rappresenta il “cru” più esteso della Valle del Rodano, 25 volte più esteso dell’Hermitage e 14 rispetto alla Côte Rôtie, i due altri vigneti più prestigiosi della valle. Nel 1905 fu definita la prima legge atta a delimitare una denominazione, anche se incompleto questo testo servì come punto di partenza per le successive definizioni delle denominazioni d’origine francesi. Dopo la creazione nel 1923 del primo sindacato di vignaioli, Châteauneuf-du-Pape ottine la propria AOC nel 1933, grazie all’impegno del barone Le Roy de Boiseaumarié proprietario di Château Fortia.

Il clima
Il clima è uno degl’aspetti fondamentali, un quanto su queste terrazze poco elevate (130 metri massimo slm.), situate tra Orange ed Avignone, il Mistral raggiunge la sua massima intensità. Questo effetto ha due poteri, uno favorevole e uno negativo: il primo garantisce uno stato sanitario perfetto degli acini in quanto li asciuga rapidamente ed elimina completamente l’eventuale umidità dopo i temporali di fine agosto, eliminando il pericolo delle muffe. Il secondo fattore può essere negativo, in quanto in assenza di piogge, provoca un eccessiva siccità creando degli stress idrici ed un conseguente l’arresto della maturazione.
Qui con 2’800 ore annue di irradiazione solare raggiunge il punto massimo di tutto il territorio francese; le piogge sono, invece, generalmente concentrate tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

Il territorio
Quest’area, nel corso delle varie ere geologiche, era ricoperta da mari che inseguito al loro ritiro hanno lasciato sul terreno sedimenti calcarei, argillosi e sabbie alluvionali. In seguito blocchi di quarzo staccatisi dal massiccio alpino sono stati trasportati nel tempo dal fiume e depositati nelle pianure, questi sassi sono poi divenuti i famosi “galets”. Questi sono il comune denominatore degli altopiani della Crau, di Mont Redon o delle basse terrazze di Coudoulet e di Beaucastel dove le viti coltivate a bassi alberelli crescono in ampie distese ricoperte da questi ciottoli. Il loro ruolo è quello di trattenere il calore accumulato durante le calde ed aride giornate così da limitare l’escursione termica tra il giorno e la notte accelerando la maturazione degli acini regolando l’umidità del suolo impedendo stress idrici. Sono soprattutto le caratteristiche dei suoli e dei sotto suoli che differenziano la denominazione dividendoli in tre tipi:

  • “gallets” in superficie
  • “gallets” ricoperti da sabbia
  • più ci si avvicina al Rodano si trovano suoli contenenti gesso

Attorno a Beaucastel, zona situata tra i comuni di Courthézon e Orange, si estendono i vigneti di Coudoulet, Chaupin, la Janasse … Questo vigneto si sviluppa su una vasta superficie piatta e molto omogenea ricoperto da un mare di galets, sotto questo stratto il sotto suolo è argillo sabbioso; molto poroso e filtrante permette alla vigna di scendere in profondità e trovare il nutrimento necessario malgrado il clima secco e l’esposizione al Mistral. Questo è il territorio di elezione di Château Beaucastel, la Janasse e Clos du Caillou.

La zona di Rayas è situata nei comuni di Châteauneuf e Courthézon, qui spiccano l’omonimo vigneto e quelli di Pignan, la Bédine e Guigasse. Qui non si trovano i tradizionali ciottoli di Châteauneuf perché il suolo è sabbioso, le parcelle sono di dimensioni ristrette disposte su un pianoro o su deboli pendenze. Sono esposte verso nord divise da piccole pinete che proteggono i vigneti dall’esposizione al vento.

L’altopiano di Vaudieu situato nel comune di Châteauneuf-du-Pape poggia sulle parcelle di Vaudieu, Pied-long, la Roquette, Grand-Pierre e Castelas… Le vigne poggiano su suolo e sotto-suolo di tipo argillo calcareo miscelato ai classici ciottoli, qui lavorano aziende come Château Vaudieu, Clos des Cailloux, le Domaine de Nalys, la Roquette, …

L’altopiano della Crau è suddiviso tra i comuni di Courthézon, Bedarrides e Châteauneuf-du-Pape. È certamente uno delle zone più famose della denominazione, le vigne sono situate su alte terrazze (circa 100 d’altezza) ad est del villaggio di Châteauneuf, coltivate su uno spesso stratto argilloso ricoperto da “gallets”, vigne ben esposte verso est e dominanti la vallata sino al Mont Ventoux. Qui sono presenti varie proprietà tra cui spiccano quelle di Vieux Télégraphe, Réserve des Célestins, la Charbonnière, …

Attorno alla Nerthe e Fines Roches a sud di Châteauneuf si estende una storica area situata su un sotto-suolo molto calcareo ricoperto da terre rosse e da grossi ciottoli, questi terreni essendo poco fertili danno vigne con rendimenti molto basse tra i 25 ed i 30 ettolitri per ettaro; da queste terre trae la propria notorietà Château la Nerthe.

Il sud della denominazione è la zona più precoce qui la perfetta maturazione è raggiunta anche un mese prima a rispetto a quelle più tardive. Questo territorio caldo con molti ciottoli disseminati sul terreno subisce le frequenti siccità dove spesso solo le vecchie vigne in grado di nutrirsi in profondità riescono a non soffrire il clima.

Attorno a Châteauneuf-du-Pape i vigneti soffrono lo sviluppo urbanistico del comune.
Le zone, spesso molte frammentate, poggiano su terreni argillosi abbastanza profondi che permettono la maturazione senza stress idrici. In questa zona sono situate le proprietà di Clos des Papes, Fortia, Bosquet des Papes, …

L’estremo ovest della denominazione domina il Rodano, questa zona è costituita da uno strato calcareo compatto e duro, caratteristiche che rendono questa zona diversa alle altre e maggiormente adatta all’elaborazione dei vini bianchi della denominazione.

Con la Crau l’altopiano di Mont-Redon è una delle zone più prestigiose della denominazione, questa vasta area ricoperta da ciottoli domina il nord-est della denominazione. Lo strato d’argilla che contraddistingue la natura del sottosuolo permette di evitare i pericoli di siccità.

La Grenache e altre 12 varietà
Dalla creazione della denominazione il disciplinare prevede l’utilizzo di ben 13 vitigni che possono concorrere alla composizione dei suoi vini bianchi e rossi. Le pubblicità evocano con enfasi questa caratteristica che trova, nella parte meridionale della Côte du Rhône, una grande tradizione nella creazione di uvaggi. Oggi la quasi totalità dei vini rossi di Châteauneuf-du-Pape sono elaborati da una percentuale di Grenache noir variante tra il 50 ed il 100%. La Syrah gioca un ruolo di complemento, mentre la Mourvedre ed il Cinsault intervengono per delle cuvées destinate al mercato americano. I bianchi sono marcati da una maggiore varietà di vitigni tra cui spiccano la Grenache blanc, Bourboulenc, Clairette e Roussane.

La Grenache è di colore intenso, grazie alla sua ricchezza di zuccheri da vini di elevato grado alcolico e morbidezza. Sul piano aromatico presentano note di frutta nera, cioccolato a cui si associano delicate sfumature floreali; con l’invecchiamento il bouquet propone ricordi di cuoio e fiori secchi. Al gusto domina la morbidezza in quanto il potenziale alcolico prevale sulla debole acidità; i migliori presentano una trama tannica di curata finezza. Qui la Grenache invecchia bene almeno 15-20 ani nelle migliori annate.

La Syrah è il complemento tradizionale nella maggioranza delle cuvées, in questa area della valle non esprime la stessa forte personalità come sui ripidi terreni granitici della zona settentrionale. I vini conferiscono all’assembalggio colore, eleganza, equilibrio di acidità e struttura; in annate particolarmente secche può soffrire la siccità.

La Mourvèdre per dare ottimi risultati necessità una coltivazione accurata ed un rendimento limitato, in quanto gli acini per perdere una certa rusticità devono essere vendemmiati molto maturi così da esprimere la grande intensità aromatica ed ottima struttura. Si comprende così perché un grande numero di vignaioli preferiscono evitare tutti i rischi dati da questa varietà, anche se la cuvée Hommage à Jacques Perrin di Château Beaucastel è composta in maggioranza da Mourvèdre, un grande vino in grado di esprimere tutto il potenziale di questo vitigno nel territorio di Châteauneuf.

Malgrado la sua dimensione il vigneto di Châteauneuf-du-Pape non è mai stato oggetto di alcuna classificazione del proprio territorio, come successo nella maggioranza del vigneto francese. Infatti salvo qualche grande storico “domaine” la maggiore parte delle proprietà sono estremamente frammentate ed i vini sono assemblati con uve vendemmiate in zone diverse della denominazione. Solo il 40% dei 100’000 ettolitri di vino prodotto è imbottigliato e commercializzato sotto l’etichetta della proprietà, mentre ben il 60% è venduto alle aziende commerciali che dopo aver composto le varie cuvées le commercializzano con le proprie etichette. Questo spiega la capacità di varie aziende come Etienne Guigal di produrre oltre 4 milioni di bottiglie annue con una superficie di proprietà lavorata di soli 30 ettari, proponendo vini che spaziano tra tutte le denominazione della Valle del Rodano.

La qualità dei vini è assai variabile: può essere più o meno complesso, più o meno strutturato, più o meno longevo a seconda le varietà e le percentuali usate nell’assemblaggio. Il fatto che Château Beucastel utilizza nelle cuvées tute le varietà ammesse, mentre Château Rays e La Bernardine producono i loro vini unicamente con Grenache conferma la grande diversità tra i prodotti.

I vini
Lo stile dei vini, per il 95% rossi, è caratterizzato da una morbidezza e generosità con un evidente grado alcolico elevato (spesso oltre i 14°) ed una acidità abbastanza bassa, aspetti che nei migliori vini non sconfinano in pesantezza ed alcolicità. Le migliori cuvées sono di un rosso intenso; un bouquet complesso di frutti rossi, cuoio, liquirizia, spezie e leggermente balsamico; al gusto sono caldi, morbidi ed untuosi, terminano con un lungo ed ampio il finale. Generalmente il periodo ideale di consumo varia tra i 5 e 10 anni, anche se in annate speciali hanno capacità ben superiori. I bianchi ottenuti da un assemblaggio tra Grenache Blanc, Clairette e Bourboulenc presentano un colore giallo brillante tendente al dorato; sviluppa fini sfumature floreali; al gusto presentano sensazioni equilibrate, buona freschezza ed un piacevole finale; solitamente sono vini da consumare tra i 3 e i 5 anni.

Vini: rossi 95%, bianchi 5%
Vitigni: grenache, syrah, mourvèdre, counoise, cinsault, vaccarèse, terret noir, clairette, picpoul, picardan, bourboulenc, roussanne.
Superficie: 3’167 ha.
Resa per ettaro: 35 hl.
Produzione annua: 97’406 hl.

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