IL GIORNALE DEL VINO

I vini di Gevrey-Chambertin

Posted in Dossier terroir, Vini francesi by Stefano & Giorgio on ottobre 23, 2008

A Gevrey-Chambertin inizia veramente quella che è definita la Côte des Grands Crus della Côte d’Or. La località si situa all’estremità nord della Côte de Nuits, al limite della zona di perfetta maturazione del Pinot Nero. Questo comune di 3’200 abitanti fu il primo, nel 1847, a ricevere l’autorizzazione ad associare il proprio nome con quello del vigneto più famoso: Chambertin. Con oltre 450 ettari complessivi rappresenta uno dei comuni della Côte più vitati.

La denominazione Gevrey-Chambertin è data esclusivamente ai vini rossi prodotti nell’omonimo comune e in quello vicino di Brochon. L’area usufruisce di un clima di tipo continentale con estati calde e autunni secchi, beneficia pure dell’effetto dei venti secchi che soffiano da nord e umidi che invece provengono da sud. Le vigne si sviluppano sui due lati della vallata di Lavaux da cui scendono le correnti fredde notturne che determinano una forte escursione termica molto gradita al Pinot Nero.

Le denominazioni Premiers Crus si estendono a nord dell’ abitato in quella che viene detta la Côte de Saint-Jacques, zona dove le vigne salgono fino ai 350 metri di altezza. Dalla parte opposta in direzione sud si apre la Côte des Grands Crus dove sono compresi ben 9 dei 24 dei vigneti più rinomati della Côte de Nuits. Sono tutti raggruppati tra il villaggio e il confine con Morey-St. Denis divisi da una strada panoramica chiamata Rue de Grands Crus. Sopra la strada (altezza compresa tra i 275 e i 300 metri) sfilano in successione Mazis, Ruchottes (situato sopra Mazis), Clos de Bèze, Chambertin e Latricières. Tutti questi famosi vigneti hanno leggere pendenze e un sotto-suolo composto da roccia calcarea sul quale poggia un sottile strato di terra, talvolta neanche sufficiente a ricoprirla. Sotto la strada si dispongono: i “climat” di Chapelle, Griotte, Charmes e Mazoyères. Qui le pendenze sono ancora inferiori, lo strato che ricopre la roccia è di maggiore spessore e frammisto a ciottoli.

I vini in genere sono molto colorati, l’espressione aromatica è intensa con note che evocano le bacche di cassis e altri piccoli frutti rossi e neri, note animali, pelliccia e sottobosco. Sono potenti, associano i loro tannini a una abbondante morbidezza e un freschezza di buon livello. Nell’insieme sono vini solidi. Prodotti per durare nel tempo trovano il giusto equilibrio tra 5 ei 15 anni, ma nelle grandi annate un grande Chambertin afferma tutta la sua superiorità verso i 30 anni dalla vendemmia

Chambertin

Chambertin è il più celebre tra i crus di Gevrey, 12.9 ettari di vigna che furono “il campo di un certo Bertin”. I Burgundi arrivarono qui nel V secolo per una occupazione pacifica, uno di questi possedeva un campo adiacente a Clos de Bèze, il suo nome era Bertin e la sua proprietà fu battezzata “Champs de Bertin”. Si riporta che sull’esempio dei monaci suoi vicini Bertin decide di coltivare il proprio appezzamento a vigna e di utilizzare gli stessi vitigni. Documenti del 1566 rilevano l’esistenza di un Grand Chambertin di circa 8.5 ettari e di un Petit Chambertin di circa 4.5 ettari, il totale di queste due aree corrisponde alla superficie attuale. Nel XVIII secolo questo vino è considerato il migliore vino della Borgogna. È compreso tra la zona boschiva che occupa la parte superiore della collina, la strada denominata Rue des Grands Crus, Latricieres a sud e Clos-de-Bèze a nord ad un’altezza compresa tra i 270 e i 280 metri. Ha pendenze meno importanti rispetto al vicino e benché sia di piccole dimensioni le caratteristiche microclimatiche non sono omogenee. Le correnti d’aria fredda possono influire sul periodo di maturità delle uve, i venti freddi che vanno a scomparire totalmente nella parte nord del vigneto, al confine con il Clos de Bèze, permettono la giusta maturazione delle uve con una settimana d’anticipo. Perfettamente rivolto verso levante beneficia perfettamente dei primo raggi mattutini, poggia su un suolo di roccia calcarea rivestito da un fine strato di detriti e di terre brune le più adatte al Pinot Nero. I 12.9 ettari sono divisi tra 21 produttori, con parcelle minime di 0.05 ettari come quella posseduta da Dugat-Py e Thomas-Moillard fino ad una superficie massima di 1.95 ettari di proprietà del Domaine Rousseau.La parcella di Chambertin del Domaine copre una superficie di 1.6 ettari, vigne con un’età media di 55 anni (piantate tra il 1920 e il 2002), la loro densità è elevatissima 12’500 ceppi per ettaro. I vini danno prova di grande forza, personalità e struttura, nelle migliori annate raggiungono l’ideale equilibrio solo dopo 15-15 anni permettendo poi al vino si durare vari decenni.

 Chambertin-Clos de Bèze

Chambertin-Clos de Bèze segue per notorietà il confinante Chambertin, fu istituito attorno al 640 dai monaci dell’abbazia di Bèze. Il vecchio Clos, una volta circondato da muri per delimitarne il perimetro, si estende su 15 ettari. È rivolto verso est, le pendenze sono moderate ma leggermente maggiori rispetto all’illustre vicino, questo gli permette di avere un drenaggio perfetto e un eccellente esposizione ai raggi solari. Il sotto suolo è formato dalla classica roccia calcarea ricoperta, nella parte alta, da terre bianche e da una marna; scendendo il suolo è bruno e ricco di sali minerali. I venti da nord permettono l’ideale ventilazione proteggendo l’area dai venti provenienti da ovest portatori di pioggia. È frazionato in 15 diverse proprietà tra queste spicca, per estensione, quella del Domaine Pierre Damoy che ne possiede circa 5 ettari. Già nel 1855 Jules Lavalle descriveva la qualità eccezionale di questi vini. Oggi sono caratterizzati da grande finezza, complessità e da una rara intensità, la sua delicatezza è paragonabile a quella di Musigny. Miscelano la grazia al vigore, associano la fermezza e la forza alla finezza e alla delicatezza. I vini di questa denominazione sono pure autorizzati alla denominazione Chambertin.

Latricières-Chambertin

Latricières-Chambertin è il più prolungamento verso sud di Chambertin confinando con Clos-de-la-Roche, il primo Grand Cru di Morey-St.-Denis. L’etimologia del termine latino “tricae” indica questo luogo “di poco valere dove la propria terra non è fertile”. Infatti il suolo è poco profondo e magro condizioni che si potevano adattare esclusivamente alla cultura della vigna. I suoi 7 ettari sono suddivisi tra 9 proprietari che dispongono di appezzamenti che variano da 1.5 e 0.16 ettari. Come Chambertin questi vini associano grazia e vigore, forza e delicatezza emanando un bouquet di grandi complessità. Come Chambertin necessitano di anni per sviluppare tutte le sensazioni. Al gusto sono di grande equilibrio tra tannini, acidità e morbidezza. 

Charmes-Chambertin

L’unione di Charmes e Mazoyères rappresenta il vigneto più grande di Gevrey, entrambi i climat sono autorizzati all’utilizzo del nome Chermes-Chambertin più facile da memorizzare rendendolo il più popolare ed accessibile. La superficie totale è poco più di 30 ettari (Charmes 12.3 e Mazoyères 18.6 ettari), dimensione che corrisponde, dopo Clos de Vougeot, al secondo Grand Crus della Côte de Nuits. Visto l’ampiezza è il più difficile da descrivere e definire in quanto le variazioni del terreno, cultura e vinificazione influenzano la qualità e la tipicità dei vini.  È situato tra la Rue des Grands Crus e la strada N74 ai piedi della collina beneficia nella zona al confine con Morey-Saint Denis. Charmes confina a nord con Griottes, le terre sono rosse, ricche di ciottoli e ferro. Questi terreni permettono alle radici delle vigne di scendere in profondità per trovare il loro nutrimento, dando origine a vigne di grande longevità alcune delle quali sono state piantate nel 1881. Gode di un’ottima esposizione al sole ma è completamente esposto alla circolazione dei venti freddi, questo permette di affermare che le parcelle migliori sono quelle che si trovano nella parte alta al bordo della Rue des Grands Cru. I vini sono sempre molto colorati con sfumature violacee in gioventù, consistenti e carnosi, la struttura è marcata da una grande eleganza con tannini di personalità che ne fanno un vino maschio. Con l’invecchiamento il loro bouquet evolve in accenti violetta, liquirizia, vaniglia, grani di caffè; texture diventa vellutata e densa, la lunghezza di impressionante persistenza. Mazoyeres si estende verso sud, il nome trae origine da una piccola baracca situata anticamente nel vigneto. Dal 1938 la legislazione autorizza i vini qui prodotti all’uso della denominazione Chermes-Chambertin. Il suolo è formato da uno strato di 30-35 centimetri di spessore composto da sassi situato sopra la roccia. La situazione geografica gli conferisce un microclima che differenzia nettamente da Chermes, è dunque un grave errore aver permesso ai Mazoyères di prendere il nome di Chermes. I vini della parte alta del vigneto offrono una evidente finezza, mentre dalle vigne della parte inferiore, quella che tocca la nazionale N74, originano vini di maggiore struttura e carnosità. I vini sono ricchi, consistenti e vellutati, adatti al lungo invecchiamento quando l’annata lo permette.

Griotte-Chambertin

Griotte-Chambertin è un piccolissimo vigneto di quasi 3 ettari, si situa sul prolungamento di la Chappel nel settore sotto la strada. Già nel 1828 si leggeva su dei documenti “En Griotte”, il nome deriva da “Crai” termine che designa un terreno sassoso formato da ciottoli e uno strato argilloso. È situato in una depressione, si pensa che fu creato da una meteorite. Il suolo è magro e poco profondo, non più di trenta centimetri, dove in certi luoghi affiora la roccia. Usufruisce del microclima più caldo di tutti i Grands Crus di Gevrey-Chambertin traducendosi con un periodo anticipato di maturazione degli acini di 5-6 giorni rispetto agli altri. La parcella più estesa è di 1.6 ettari ed è di proprietà del Domaine del Chezeaus, altri cinque aziende si dividono la superficie con appezzamenti non superiori al mezzo ettaro. I vini prodotti sono femminili e gentili è infatti il vino che da la migliore espressione in gioventù, questo grazie al perfetto tra tannini, acidità e morbidezza. Con l’invecchiamento esprimerà un ottimo complessità caratterizzate da un’imitabile mineralità.

Cappelle-Chambertin

Chappelle-Chambertin è il primo climat Grand Cru che incontriamo sulla parte desta della strada. Il nome deriva dall’esistenza di una cappella più volte costruita e distrutta nel corso dei secoli, ma distrutta definitivamente dopo la Rivoluzione Francese. L’esposizione è perfettamente verso est, le pendenze sono deboli ma sufficiente per ottenere un drenaggio ideale. Chappelle-Chambertin è, con Griotte-Chambertin uno dei vini più sensuali della Borgogna. Presenta un corpo leggermente inferiore agli altri ma vanta una finezza straordinaria. Il bouquet ricorda la rosa canina, la ciliegia, più fine che potente è il più “Chambolle” di Gevrey. È il meno conosciuto dei Grands Crus della zona in quanto i suoi sette produttori che si dividono i 5.5 ettari vantano delle parcelle nei vigneti più prestigiosi di Gevrey.

Mazis-Chambertin

I 9 ettari di Mazis-Chambertin sono l’area Grands Crus più vicina all’abitato di Gevrey, probabilmente al suo interno esistevano delle case, infatti in dialetto locale il termine “masure” una casa in rovina. Il vigneto è suddiviso in due sottozone (Les Mazis-Hauts e Les Mazis-Bas), conserva le tracce dei muri costruiti nell’antichità dai monaci, il suo sottosuolo è del tutto simile a quello del confinante Clos-de-Bèze sempre caratterizzato da roccia calcarea e ricoperto da detriti e da un sottile strato di terra, spessore che varia da 1.5 metri della parte bassa sino 10 centimetri di quella alta. La sua altezza oscilla tra i 270 e i 280 metri, mentre la sua esposizione è perfettamente rivolta verso est. Vari proprietari si suddividono le 17 piccolissime parcelle, infatti solo l’Hospices de Beaune ed il Domaine Faiveley possiedono degli appezzamenti superiori a un ettaro. I vini rivaleggiano per potenza e longevità con il suo vicino Clos-de-Bèze. Di colore intenso, la sua tipicità è sottolineata da sfumature di rosa canina e frutta rossa note che evolvono con l’invecchiamento a note di cuoio e di tartufo. Al gusto sono densi, opulenti e ben strutturati, i tannini sono ben marcati a cui fa seguito un finale armonioso. Vini che all’iniziano sono caratterizzati da una certa austerità ma che in seguito sviluppano una grande personalità.

Ruchotte-Chambertin

Ruchottes-Chambertin apre a nord la prestigiosa area dei Grands Crus, zona chiusa a sud da La Tâche, al suo riguardo vi sono menzioni a partire dal 1508 anche se la vigna era già coltivata in epoca gallo-romana. Situato sopra Mazis nella più alta e scoscesa della collina al limite con la zona boschiva prende il suo nome dalle rocce che affiorano e che rendono la cultura difficile e il luogo ancora selvaggio. I poco più di 3.3 ettari sono in posizione ben ventilata ed esposti verso levante, caratteristiche che garantiscono raccolte di uve sane. Sono suddivisi in due sottozone una definita Ruchette du Dessous e l’altra Ruchette du Bas. Mentre la parte superiore, di monopolio di Armand Rousseau, poggia su rocce ben visibili ed è sensibile alle gelate primaverili, quella inferiore si trova su rocce ricoperte da un fine strato di terra e ciottoli. Le condizioni microclimatiche determinano un periodo di raccolta ritardato rispetto agli altri Grands Crus ma sempre con uve ben mature e in perfetto stato sanitario. Il grado alcolico dei vini supera sempre i 12.5° con punte di 14° in alcuni anni, l’acidità è sempre spiccata fattore che garantisce un bel equilibrio. Al naso sono di bella intensità, fini ed eleganti, la struttura è importante e il finale è lungo con ritorni speziati.

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Una Risposta

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  1. Vini di Borgogna said, on novembre 6, 2008 at 1:21 pm

    Come commento volevamo completare il documento su i vini di Gevrey-Chambertin inserendo le classifiche pubblicato da Patrick Essa sul http://www.degustateurs.com/
    (in francese)

    Hors classe

    Domaine Denis Bachelet : Pour la qualité absolue de ses Charmes Chambertin placés dans la formidable partie médiane du cru. Pour le soin méticuleux d’un travail viticole sérieux et infiniment rationnel. Pour la chair extraordinaire de l’ensemble de la gamme qui du Bourgogne au premier cru Corbeaux est absolument sans faille. La qualité de son Côte de Nuits village issu d’une parcelle qui fait face à la partie haute du Clos de la Perrière est vraiment sidérante. Note d’ensemble 92-96 SI.

    Domaine Armand Rousseau : Le patrimoine de vigne est absolument unique et positionne le domaine dans une classe à part sur le plan potentiel. Le Chambertin et le Clos de Bèze possèdent race et séduction immédiate et surtout un naturel vraiment confondant. Les autres cuvées sont toujours parfaitement vinifiées dans un esprit d’harmonie et de douceur qui signale le souci constant d’Eric Rousseau de produire des vins suaves et d’une parfaite sapidité. Les prix restent sages au départ de la propriété en dépit du succès planétaire de tous les vins. 92-99 SC.

    Domaine Rossignol-Trapet : On ne présente plus le domaine sur le site( voir les CR ici ) tant il fait je pense partie de notre « paysage décéien ». Au fil du temps la concentration du Chambertin, des Latricières et de Chapelle augmente et les crus gagnent en pureté et en définition. Le 2005 s’annonce absolument somptueux et la qualité d’ensemble est merveilleuse depuis trois années. 87- 98 SI

    Domaine Claude Dugat : depuis de nombreuses décennies le domaine produit les vins les plus suaves de la commune avec en point d’orgue une sublime petite parcelle de griotte et un excellentissime « bout » de Charmes. Velouté de texture, race et matière d’une prodigieuse sensualité. Des vins rares et hors du commun. 88- 96 SC

    Domaine Sylvie Esmonin : Pour la classe du Clos Saint Jacques bien sûr mais aussi pour la profondeur de toutes les cuvées dégustées ( hélas pas les 2005…)ces dernières années et aussi car les prix restent raisonnables. 87-96 SI

    Têtes de cuvées :

    Domaine Harmand Geoffroy : Gérard Harmand accompagné de son fils produisent des vins très riches et concentrés, souvent un peu retenus dans leur jeunesse. Ils disposent de trois merveilleuses parcelles de Mazis dont une vieille vigne parfaitement apte à produire les plus grands vins de ce secteur. Je suis souvent admiratif de la qualité d’ensemble de cette gamme sans faille. Goûtez aussi la très originale “Bossière” fine , minérale et très racée, un des monopoles de la commune 88-94 SC.

    Domaine Humbert frères : Visite hier à ce très bon domaine de Gevrey qui est dirigé par Emmanuel Humbert et son frère. Spécialiste de la Combe Lavaux avec pas moins de trois premiers crus dans le secteur -Poissenot, Lavaux et Estournelles -il produit des vins riches , séveux et fruités qui s’expriment dès leur jeunesse sur des trames souples et des arômes généreux de réglisse et de fruits rouges mêlés à une touche vanillée séductrice. J’ai été favorablement impressionné par l’homogénéïté de la gamme 2006 qui possède un naturel affirmé que les vinifications assez modernes telles qu’elles sont pratiquées ici ne donnent pas toujours. Je pense que depuis trois millésimes le domaine a nettement opéré un bon qualitatif vers la netteté du terroir et vers une définition plus subtile des beaux crus qu’il exploite. En plus des trois cités je retiens le naturel terrien du Craipillot, la minéralité et le côté aérien d’une parcelle de Petite Chapelle idéalement placée sur le dessus du lieu-dit et la sensualité du grand cru Charmes Chambertin indiscutablement au niveau des meilleurs de la commune en 2005 et 2006. Le domaine passe donc désormais en Tête de cuvée dans ce village qui décidément ne manque pas de bons vignerons . SI 86 – 93

    Domaine Dupont Tisserandot : . M. Chevillon produit des vins très méconnus qui figurent souvent dans le peloton de tête des dégustations à l’aveugle. Son naturel discret ne doit pas éluder la très belle race des Cazetiers et Charmes et la somptueuse intinsité des Mazis. Des vins riches, corsés et d’une parfaite balance aromatique. A découvrir.87-94 SI

    Domaine Damoy : Une discipline très stricte à la vigne et des rendmements ténus. Les plus grandes parcelles du Clos de Beze et de la Chapelle donnent ici des vins très intenses et magnifiquement bouquetés. La grande race pour l’ensemble de la gamme.88-96 SM

    Domaine Jean-Louis Trapet : Biodynamiste discret et convaincu Jean-Louis garde une ligne de conduite très personnelle et sans concession sur l’ensemble des crus dont il a la charge. Le Chambertin est ici un modèle de droiture et de précision, mais tous les crus sont de très haut niveau. Une cuvée Ostrea a été produite dans certains millésime de Gevrey “village” et elle se révèle vraiment très séduisante.86-96 SI

    Domaine Denis Mortet : Les vignes ressemblent à des jardins et le soin des vinifications est d’une méticulosité rare. Denis est parti mais la relève est prête et ira sans nul doute dans le même sens. 88-96 SM

    Domaine Philippe Charlopin : Amateur de séduction et de fruit soyeux, cette adresse est pour vous. Des vins sensuels et purs qui exhalent les fruits noirs. Toujours bâtiS sur une maturité optimale, généreusement boisés, ils s’affinent de plus en plus. Priorité aux Mazis et au très rare Chambertin. 88-96 SM

    Domaine Stanislav Serafin : Un admirable et discret vigneron qui produit dess cuvées de Cazetiers et Charmes d’une intensité rare. 87-94 SC

    Domaine Lucien Boillot : Point de grands crus ici mais de très belles parcelles de premiers crus, en particulier en Corbeaux et Cherbaudes. Vins structurés, fermes et d’une capacité de garde fantastique. 86-94 SC

    Domaine Heresztyn : Le domaine passe en tête de cuvée à partir de Janvier 07. A la lumière des dégustations récentes effectuées au domaine et des efforts consentis depuis plusiurs années pour affiner la texture de vins naguère un peu anguleux en jeunesse. J’ai été vraiment conquis par l’éblouissant niveau d’ensemble de 2005 d’anthologie mais également par la précision de tous les 2004 et la qualité de certaines “vieilles” bouteilles dégustées récemment : Clos Saint Denis 94/96 et 99, MIllandes 95/98 et Corbeaux 98 /99. 86-94 SC

    Domaine Drouhin Laroze : Un extraordinaire patrimoine de vignes sur le finage de Gevrey-Chambertin qui culmine avec un Clos de Beze de haut niveau. Les crus sont francs, bouquetés et disposent d’une très belle capacité de garde. Un Chapelle 93 bu récemment présentait une frâicheur de premier ordre sur une puissance rare dans le cru. Asuivre de très près tant le potentiel est grand. 88-94 SI

    Premières cuvées :

    Domaine Alain Burguet : 87-94 SI

    Domaine Rebourseau : 85- 93 SC

    Domaine Marchand-Grillot : 85-93 SC

    Domaine Geantet Pansiot : 86-92 SM

    Domaine Thierry Mortet : 86-93 SI

    Domaine Louis Jadot : 85-93 SI

    Domaine Faiveley : 85-93 SC

    Domaine Joseph Roty : 86-93 SC

    Domaine Bernard Bouvier : 86-92 SI

    Domaine Jean-Michel Guillon : 86-92 SI

    Découvertes :

    Domaine Marchand frères : 84-92 SI

    Domaine Marc et Alexandrine Roy : 86-90 SC

    Domaine Jérôme Galleyrand : 86-91 SI

    Domaine Jane et Sylvain : 86-90 SC

    Domaine Philippe Rossignol : 86-90 SC

    Domaine Philippe Livera : 85-90


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