IL GIORNALE DEL VINO

Antonio Caggiano, prossima stazione Taurasi.

Posted in Andar per Cantine, Aziende da conoscere, Vini italiani by L'Arcante on novembre 6, 2008

antonio-caggianoUna calda giornata ci accompagna di sabato mattina  nel nostro viaggio didattico a Taurasi, in visita alle cantine di Antonio Caggiano. I numerosi Amici di Bevute accorsi si sono dimostrati particolarmente sensibili e soprattutto motivati nella scoperta di una delle aziende must dell’Irpinia. Professori, dottori, architetti, consulenti, operai di varia occupazione tutti assieme allegramente pimpanti in vista della loro iniziazione all’enoturismo, alla vigna, alla scoperta di un mondo che oltre al fascino che suscitava loro attraverso la bottiglia, l’assaggio, il racconto, rimaneva lontano sempre per una qualche ragione, per mancanza di tempo. I filari di aglianico appena vendemmiati ci accompagnano lungo la statale 7 che dall’uscita di Benevento ci guida attraverso curve sinuose fino a taurasi, dove il sole riesce a tenerci accalorati ma si sente a pelle che l’aria è già più fresca. Proprio a due passi dal centro storico, in località Sala ci aspetta Pino Caggiano, figlio del patron Antonio che ci accoglie con affabilità e gentilezza tipica di chi è ben felice di aprire le porte ci casa propria ad amici venuti a trovarli.

La Cantina è cinta da tutto un cantiere in opera che poi capiamo lascerà sorgere un ristorante, delle camere per l’accoglienza, una sala degustazione a completamento di un ampiamento dell’azienda che già ha visto nascere una parte nuova della cantina destinata al ciclo produttivo meccanico, con nuovi impianti di selezione dei grappoli che arrivano in cantina, contenitori termocondizionati, sistemi innovativi per rimontaggio e microossigenazione oltre che per lo stoccaggio delle barriques.

Chi non conosce Antonio Caggiano si limita ad apprezzare la qualità dei suoi vini, la grandeur ed il tanto prestigio che il suo Taurasi Macchia dei Goti riscuote in giro per il mondo, un mondo che davvero l’ha visto viaggiare in tutte le sue latitudini; Ma chi non conosce don Antonio, settantanni suonati, impara subito a vederci dell’altro, tanto altro più del viticoltore affermato, il genio di chi ha saputo reinventarsi da operaio edile a costruttore, a viticoltore, con un hobby per la fotografia che si fà molta fatica a credere solo tale, visto le stupende interpretazioni che attraverso le foto riesce a cogliere dei luoghi, dei paesaggi, delle persone che immortala con le sue inseparabili macchine.

La bellissima mostra che accompagna il visitatore lungo le grotte della cantina storica è ricca di colori, contrasti, particolari che rendono bene l’idea di quale animo ci si deve vestire prima di scoprire un mondo unico come quello del vino. Sù e giù per i caveaux scavati nella terra ed impreziositi dalla roccia viva, parole sussurrate, toni sibillini per una vera lezione di cultura della terra, della vite e di vita, poi di enologia, di sostenibilità, di microeconomia senza mai vestire i panni del rettore, del sommo, sempre con la semplicità e la naturalezza di chi ha come unico interesse quello di comunicare, di dare, di darsi. Un modo unico, difficile da fraintendere per dire ” questo è se vi pare, null’altro”. La risalita verso la sala degustazione ha smosso tutti, tanta curiosità e fretta per constatare subito se tutto quello che in maniera accademica si era ascoltato riusciva ad avere tangibilità dalla degustazione che ci attendeva. Dapprima un bianco, il Fiagre da uve Fiano di Avellino e Greco di Tufo assemblati alla pari (50 & 50) assaggiato furtivamente rubandolo all’affinamento nei silos, ricchissimo di profumi primari, tra qualche tempo propriamente godibile. Poi il gioiellino di famiglia, il Bechar, qui Fiano di Avellino in purezza, annata 2005: un modo utile per indurre chi si approccia novizio al mondo del vino che è indispensabile per certi vini bianchi, dover attendere, come e spesso più di alcuni grandi rossi per riuscire a cogliere l’essenza del terroir che vogliono esprimere. Ci accingiamo ad approcciarci al Taurì ’05, Aglianico giovane, servitoci per preparare al meglio il palato al Taurasi Macchia dei Goti, e qui il silenzio, assoluto, degna colonna sonora di visi e sguardi che si incrociano quasi a cercare conferma di stupefacente apprezzamento, di emozione condivisibile ma non altrimenti definibile. Un ricordo indelebile le meravigliose annate 1997, 1999 e 2001, che millesimi!!

 

Lunghe chiacchierate ci riportano all’esterno per apprezzarne il panorama, il vigneto che costeggia l’azienda, le vigne che circondano il paesaggio a perdita d’occhio, lunghi sorrisi e buoni auspici a saldo di due ore immersi in una dimensione bella ed unica che seppur per alcuni rimarrà una esperienza di rifugio di un sabato mattina libero da stress per altri, diversi altri è stato il primo approccio al prossimo hobby da costruire con dedizione maniacale, assoluta. Comunque vada sarà stato un successo, comunque vada la passione avrà avuto il suo corso ed il suo compimento.

Ci lasciamo alle spalle il Castello che sovrasta il paese, finalmente degna partenza di tutti i prossimi viaggi del meraviglioso Aglianico di queste terre, porto sicuro di chi a Taurasi ci arriverà, lunghi anni di travaglio e di duro lavoro hanno un riferimento essenziale, imponente, di prestigio.

 

Antonio Caggiano è a Contrada Sala, 82030 in Taurasi (Av) Tel: 0827 74723 /74043  Fax 0827 74723 Enologo: Giuseppe Caggiano e Luigi Moio. Ettari: 20 di proprietà. Bottiglie prodotte:110.000 circa. Vitigni: aglianico, fiano, greco.

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6 Risposte

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  1. Angelo Di Costanzo said, on novembre 6, 2008 at 10:59 am

    Non potevo non raccontarVi questa bellissima esperienza seppur vissuta circa 6 mesi fa’. Non mancherò mai di desiderare di questi luoghi e queste persone. Angelo

  2. Stefano Ghisletta said, on novembre 6, 2008 at 2:08 pm

    Ciao Angelo
    Grazie di farci partecipi di questi bei momenti, penso che siano delle persone che fanno un gran bene al monde del vino.

    Stiamo organizzando un gruppetto di degustazione e nei prossimi mesi non mancheremo di mettere in programma una degustazione dei suoi vini.
    Per la scelta chiederemo sicuramente consiglio a te.

  3. Angelo Di Costanzo said, on novembre 6, 2008 at 3:31 pm

    Persone straordinarie, ben detto. Vigneron al 100%!
    Il prossimo 28 Novembre sarà qui a L’Arcante dove terremo una bella serata con i suoi vini, in quell’occasione non mancherò di fare un report.
    Qualsiasi sia il giorno ed il luogo, vi invidierò più che altro per non poter condividere le vostre emozioni, non mancate di assaggiare il l’Aglianico Salae Domini mi raccomando.

  4. Stefano Ghisletta said, on novembre 7, 2008 at 7:44 am

    Per gli amici svizzeri che ci seguono comunichiamo che questi vini sono commercializzati dalla ditta Sacripanti.
    http://www.sacripanti.ch/de/weine/produzenten/caggian.php

  5. Davide Canina said, on novembre 8, 2008 at 10:02 am

    I miei complimenti a te e all’azienda. Entrambi siete grandi espressioni della vostra terra così ricca.
    Spero di venire presto a trovarvi entrambi.
    Sai dove si possono trovare i vini di Caggiano in Piemonte ?

    Ciao e presto,
    Davide

  6. Angelo Di Costanzo said, on novembre 8, 2008 at 11:18 am

    Non so’ in verità ma ti basta fare un colpo di telefono qui Tel. 0827 74723 /74043 oppure un Fax allo 0827 74723. Credo che abbiano una rete vendita abbastanza capillare…
    Ti aspetto, magari ti faccio da guida…


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