IL GIORNALE DEL VINO

Quattro grandi bottiglie

Posted in Degustando, Una grande bottiglia, Vini francesi, Vini italiani by Stefano & Giorgio on novembre 7, 2008

Quando IL GIORNALE  DEL VINO ha creato la rubrica ” Una grande bottiglia” era per farvi partecipi di nettari che sanno stupire ed emozionare per la loro personalità e la loro capacità di rappresentare i territori che li generano. 

Ma aprire ben quattro bottiglie nella stessa serata è un fatto non da tutti giorni. Allora eccoci a volervi coinvolgere con i nostri appunti.

Andiamo con ordine partendo dall’unico bianco in degustazione, una di quelle denominazioni borgognone che fan venire i brividi: Puligny-Montrachet Clos du Cailleret 2002 Domaine des Lambrays. Clos du Cailleret fa da valletto ai Montrachet, infatti, si trova in uno dei settori più conosciuti al mondo. È diviso da una stradina dal Montrachet, dal Bâtard-Montrachet e dal Clos de la Pucelle confinando direttamente con Chevalier-Montrachet. Si dice che non sia stato classificato Grand Cru solo per motivi politici. Lo abbiamo servito un po’ troppo freddo penalizzandolo, ma quando è entrato in temperatura mamma mia che vino. Subito gli aromi si mostrano grassi: con note di burro, nocciola, agrumi, albicocca, pane lievitato, il tutto accompagnato da un’equilibrata presenza speziata e da una mineralità affermata. L’attacco è grasso, si sviluppa con un bel volume, fresco e teso. Il finale è lunghissimo, saporito e fruttato con sfumature apportate dal legno perfettamente integrate. Dopo aver assaggiato questi Chardonnay di Borgogna non vorresti bere altro.

La degustazione che si svolge alla cieca prosegue. Nel bicchiere scende un vino di un bellissimo colore granato con dei leggeri riflessi aranciati, vivo e brillante. Il bouquet è intenso e ci offre un ventaglio di profumi in continua evoluzione: cuoio, note balsamiche, fumé, ciliegia nera, pepe, caffè, sottobosco, … . Al gusto si propone deciso e vivo, la sua silhouette è slanciata, la trama è ben definita. Il finale è senza cedimenti, fresco e decisamente minerale. Un vino di stile tradizionale che non smetteresti mai di bere. È il momento di scoprire cosa abbiamo assaggiato, Giorgio propende per un Nebbiolo, forse un Barolo, Marco tende per un 1997 o 98, mentre Stefano sogghigna, ma ecco la sorpresa: Gattinara Vigneto Molsino 1990 della Cantina Nervi. Una sorpresa ma anche, allo stesso tempo, una conferma a favore dei Nebbioli dell’alto Piemonte. Le uve provengono dalla zona di Molsino, 10 ettari che si sviluppano ad un’altezza di 300 metri su un terreno roccioso e ricco di minerali, l’orientamento è prevalentemente verso sud, mentre le rese sono di 40 hl. per ettaro. I vini maturano per circa 4 anni in grandi botti di Slavonia.

La successione dei vini in degustazione continua: il prossimo scende nel bicchiere scuro e denso, ci fa pensare ad un vino concentrato. Gli aromi ci propongono un vino complesso, profondo e di chiara definizione: cuoio, caffè, cassis, eucalipto, erbe aromatiche si alternano a belle speziature. È un vino caldo, ricco di materia e molto saporito, la sua struttura tannica è fitta e di grande qualità. Un vino elegante e potente, l’imponente volume è perfettamente integrato nella sua struttura generale ed equilibrato da una bella freschezza. Stefano e Marco immaginano un vino solare proveniente dalle zone sud della Francia, ottenuto da un vitigno che produce una ricchezza d’alcol come la Grenache ?. Giorgio scopre la bottiglia ed è la conferma di quanto ci attendavamo: Châteauneuf-du-Pape Vieilles Vignes 2001 di Tardieu-Laurent. Veramente un grande vino. È frutto di uve Grenache (90%) selezionate in vigne di oltre i 60 anni d’età situate nei comuni di Grès d’Orange, Courthézon, Montredon.

Ultima degustazione: un vino liquoroso, bello dorato e luminoso. Le complessità che si susseguono nel bicchiere ci fanno immaginare un vino di una decina d’anni. Sfumature di funghi, tartufo, zafferano, pepe, albicocca, un ventaglio di note speziate, … Un Sauternes ? forse. In bocca è soave e grasso, è piacevolmente dolce e bello fresco; è intrigante. Il finale evidenzia ritorni di pompelmo, fichi e una vena minerale. E si era proprio un Sauternes: Château Suduiraut 1997. L’unione tra Sémillon (90%) e Sauvignon ci dà un vino ricco e di grande charme.

Che bella serata.

Hanno partecipato alla serata: Marco Pedrini, Giorgio Buloncelli e Stefano Ghisletta.

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5 Risposte

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  1. Davide Canina said, on novembre 8, 2008 at 8:19 pm

    Ciao ragazzi,

    come vi invidio…prima o poi mi aggrego a voi!!
    Il Gattinara di Nervi lo conosco bene. E’ uno dei miei preferiti ed è stato anche il vino più premiato dalla rivista Merum di Andreas Marz durante la degustazione dell’Alto Piemonte.
    Ma gli altri purtroppo non li ho mai assaggiati.

    Per avere un’idea sui prezzi ?

  2. Stefano Ghisletta said, on novembre 8, 2008 at 8:48 pm

    Ciao Davide,
    non ho mai assaggiato nessun’altra annata tranne questa, le ultime annate hanno ancora lo stesso carattere o hanno ceduto a qualche concessione ?. Sul loro sito ho visto che l’etichetta è stata modificata che mi dici del vino ?

  3. Giorgio Buloncelli said, on novembre 9, 2008 at 9:11 am

    Ciao Davide,

    Vigneto Molsino veramente grande e questo ancora per parecchi anni….
    Chateauneuf costa ca. 45/50 €, Suduiraut bottiglia 0,375 cl. ca. 20€, Puligny è caretto…
    come lo sono purtroppo i grandi Chardonnay di Borgogna, ca. 75/80 €.
    Prezzi in enoteca.

  4. Davide Canina said, on novembre 11, 2008 at 12:21 pm

    @Stefano
    Io ho assaggiato il 2001 e devo dire che è veramente buono.
    Ma è sempre a grandi livelli “Il Molsino”.
    Non male anche “Poderi ai Ginepri” ma non credo raggiunga i livelli del Molsino.
    Avete mai assaggiato i Gattinara dell’azienda “Travaglini” ?
    L’anno prossimo spero di essere al Vinitaly quando ci sarete anche voi almeno andiamo in giro un paio di ore insieme che ne dite ?

    @Giorgio
    Grazie delle informazioni. Io credo che una grande bottiglia possa anche non avere prezzo però coì se uno vuole buttarsi ha dei riferimenti. Molto prezioso

  5. Stefano Ghisletta said, on novembre 11, 2008 at 12:25 pm

    @ Davide
    ho assaggiato solo i crus di Antoniolo buoni e particolari.


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