IL GIORNALE DEL VINO

Gran Furor Divina Costiera

Posted in Andar per Cantine, Aziende da conoscere, Dossier terroir by L'Arcante on gennaio 11, 2009

1-falanghina11Ai Connosseurs più appassionati basta Marisa Cuomo, ed ecco che la mente subito corre a questo magnifico terroirs campano che è la Costa d’Amalfi. Però non va dimenticato che la famiglia Ferraioli pur di rivendicare questa dicitura sulle proprie bottiglie dovette affrontare nei lontani anni ’30 una dura battaglia legale per vedersi riconosciuta l’intuizione di comunicare attraverso le proprie etichette la sintesi del meraviglioso mondo che è Furore, paese dipinto, racchiuso qui sopra le ripide scarpate a strapiombo sul mare della più rinomata Amalfi. Arrivare a Furore significa arrampicarsi su strade estremamente impervie  ma una volta nel paese si ha subito l’idea di stare toccando il cielo con un dito, e per la verità non manca chi asserisce che da qui al paradiso manchi veramente poco.  L’azienda di Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo vanta una proprietà di sette ettari vitati e diversi vigneti in affitto a conduzione diretta dove vengono coltivate esclusivamente vitigni autoctoni campani ed alcuni tipicamente locali: Aglianico e Piedirosso tra le varietà a bacca rossa, Falanghina, Biancolella, Fenile e Ginestra a bacca bianca, tutti su piede franco, cioè non innestati su vite americana, il che la dice lunga sulla unicità di questo terroir. La produzione si aggira intorno alle 50.000 bottiglie ed è indubbio che il prodotto di punta sia il suadente Costa d’Amalfi Furore bianco Fiorduva, da uve locali fenile e Ginestra che rappresenta anno dopo anno uno dei vini maggiormente rappresentativi di questo stupendo terroir costiero. fiorduva1Un vino ricco di sensazioni uniche, coltivato in terrazzamenti rubati alle gole a strapiombo sul mare lungo le quali si estende il paese, spazzati continuamente dalla brezza marina, luoghi dove persistono forti escursioni termiche che favoriscono concentrazioni aromatiche uniche. Il Fiorduva è un vino che riesce volentieri a fare a meno del tecnicismo spesso necessario per risolvere le bizze di un’annata, di una vendemmia, qui la natura che  ha gioco forza un ruolo fondamentale ed imprenscindibile consegna ad Andrea uve sanissime e prelibate, la chiave di volta per aprire a chiunque il meraviglioso mondo di Furore e dei suoi vini deliziosi. Dei vini bianchi dell’azienda sono sempre molto interessanti da assaggiare anche i vini d’annata, il Furore base ed il Ravello bianco, che non mancano di tracciare il carattere e la persistenza che spesso poi s’incontrano con maggiore complessità  nel Fiorduva solitamente affinato un anno in più. 000120141I vini di Ravello sono spesso più immediati e godibili di Furore, dove il terreno di natura rocciosa ed il clima più torrido in estate molto spesso concentrano nelle uve, sia bianche che rosse, caratteristiche strutturali che hanno necessità di levigarsi maggiormente prima di assopirsi concedendo una beva più scorrevole. Molto interessante anche il Furore rosso Riserva, valida interpretazione del Piedirosso della Costa d’Amalfi che con un saldo di Aglianico (20 o 30% a seconda dell’annata) manifesta un’anima profonda e surreale che va a collocare questo vino tra i più validi interpreti del vitigno autoctono campano tra i più discussi e difficili da domare.

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3 Risposte

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  1. Stefano Ghisletta said, on gennaio 11, 2009 at 6:17 pm

    Grazie Angelo per questo ricordo della tua terra.
    Ho conosciuto Andrea Ferraioli e Marisa Cuomo qualche anno fa al Vinitaly e ho degustato i loro affascinanti vini. Andrea è una persona molto loquace e quando inizia a parlarti con passione dei loro vini e del loro lavoro è come un fiume in piena.
    Quando guardi le foto di queste zone comprendi quanto la viticoltura è un opera molto faticosa e di difficile pratica.

    Ci puoi parlare degli autoctoni bianchi come la Ginestra, Fenile e Biancolella, …?

  2. Angelo Di Costanzo said, on gennaio 11, 2009 at 6:32 pm

    Certo Stefano, sto preparando un’altro pezzo che presto arriverà in rete…

  3. Stefano Ghisletta said, on gennaio 11, 2009 at 7:10 pm

    Grazie Angelo del tuo contributo, queste note ci permettono di viaggiare con la testa anche se siano a 1’000 km. dai luoghi che ci descrivi.


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