IL GIORNALE DEL VINO

I dormienti vigneti, nelle rigide e pallide giornate invernali.

Posted in Aziende da conoscere, Dossier terroir, Vini italiani by enologos on febbraio 14, 2009

 

olesi e a nord ovest le alpi
olesi e a nord ovest le alpi

Mentre i vignaioli si preparano a sfoltire e modellare, seguendo sapienti tecniche di potatura, la chioma delle viti in letargo, in cantina, il vino, grazie alle rigide temperature, si affina e smussa le proprie giovanili spigolosità acide!

 

“Guyot”,  “Sylvoz”, “Cazenave”, “Cappuccina”, “Capovolto”, “pergola trentina” e molti altri ancora, sono i sistemi di potatura o, come tecnicamente vengono detti, di allevamento della vite, creati dall’arte e dall’intuizione di antichi vignaioli, perfezionati, studiati ed elaborati dagli agronomi e dagli studiosi di viticoltura, si sono diffusi nelle aree viticole in funzione delle esigenze dei terreni e del clima, per ottenere il migliore frutto dalla vite.

 

Cosa significa “potare la vite”?

Per potatura si intende l’operazione, eseguita esclusivamente a mano dall’esperto viticultore, nei mesi di dicembre e gennaio, quando la pianta è ancora dormiente, grazie alla quale si eliminano i tralci che hanno dato i frutti della trascorsa stagione, così da favorire lo sviluppo di nuovi tralci, le cui gemme daranno i grappoli per la vendemmia del prossimo anno.

Mentre tutto ciò accade nel vigneto, nelle fredde giornate invernali, in cantina, il vino nuovo, che si sta affinando nei contenitori d’acciaio, subisce una naturale stabilizzazione delle sostanze acide in eccesso, con la precipitazione, in forma di cristalli dall’aspetto simile a quello del sale. Successivamente il vino subirà dei travasi, per allontanare la parte superiore limpida da quella torbida sottostante.

 

“Nella botte piccola sta il vino buono!”

La conferma a questa antica regola la possiamo ritrovare assaggiando i vini prodotti da molte piccole realtà, grazie alla grande passione dei viticoltori.

Scrive Attilio Locati, nel sito internet dedicato alla sua piccola creatura in Montalcino:

“Passione per un territorio le cui colline sinuose sono in grado di emozionarmi ancora oggi, dopo 20 anni, quando avvisto in lontananza il Colle degli Angeli, una sensazione ineffabile, che solo i frequentatori della zona possono comprendere, evocata anche dal nome della località “il Paradisone“.

La fortuna di trovarsi in paesaggio incantato, tra vigne, uliveti e antichi casali, Il vino qui è armonia, sintesi e rappresentazione dell’ambiente e dell’ingegno umano.

Montalcino, rinomata nel medioevo per il “Moscatello” o “Moscatello”, vino bianco dalle note dolci, oggi rappresenta con il Brunello, al di là dalle speculazioni scandalistiche, la massima espressione del vino italiano. La caparbia volontà di quanti hanno scelto di perseguire la regola di coltivare il monovitigno, della varietà Sangiovese Grosso detto “Brunello” e di vinificarlo in purezza, ha trasformato la rivoluzione qualitativa di un tempo nel migliore esempio di anticipazione del più corretto criterio di applicazione delle regole di attuazione della denominazione di origine controllata dei vini.

 

La condivisione di un sogno nelle gioie del convivio.

Come ama dire Attilio Locati: ” Al Principio, i vini Colle degli Angeli furono creati per la condivisione familiare e con gli amici.  Oggi, ci narrano anni di ricerca appassionata e duro lavoro – pagine intense nella storia di famiglia, bagliori d’un sogno lungo due decenni e destinato a durare.  Ne permane lo spirito gioioso e conviviale che diede loro la luce, quello spirito che fa d’un sogno condiviso una concreta realtà.   

La pienezza della vita trova, nell’esperienza d’un grande vino, mezzi e metafora: la degustazione infatti, magicamente cattura il tempo, passato, presente e futuro…   Poiché nell’atto di degustare si amplificano le sensazioni presenti, si mettono a confronto con quelle di passate degustazioni, s’immagina lo sviluppo futuro del vino.  Il passato giuoca un ruolo importante nell’arte stessa dei grandi vini: tanto il nostro patrimonio culturale e colturale comune – tradizione e terroir, essenziali se vogliamo produrre vini in grado di esprimere un dato territorio; quanto il nostro passato individuale, i valori e gl’ideali giovanili, i piaceri dell’infanzia, con tutta l’intensità sensoriale che li contraddistingue.  Le gioie della degustazione non sono meramente fisiche, bensì spirituali: quando creiamo o degustiamo un vino d’eccellenza, ci sentiamo in contatto con la natura, proviamo dunque un benessere, un’armonia profonda e completa!” 

 

I vini del “Paradisone”

 

Rosso di Montalcino

Fratello più giovane del Brunello, proveniente da vigneti più recenti ed un soggiorno in legno di un anno. La sua armonica freschezza prepara l’appassionato alla ricchezza del fratello maggiore e nel contempo è sostenuta  dalla splendida struttura, grazie ai tannini del nobile Sangiovese Grosso. 
Dall’ampio ventaglio di aromi e sapori, elegante la complessità che lo contraddistingue.
Il Rosso di Montalcino è un vino per appassionati  intenditori che potranno “godere” della sue qualità anche dopo anni dall’imbottigliamento. 

 

Brunello di Montalcino D.O.C.G. (L’anticipazione)

ANNATA  2007  – ANNO DI COMMERCIALIZZAZIONE  2012

 

Così il commento di Attilio:

“In vetta alla gamma, beninteso, avremo la nostra sfida più grande: il Brunello di Montalcino. Abbiamo scelto di varcare una soglia storica nel mondo vinicolo in tutta umiltà, eppure consapevoli dell’enorme potenziale – per terreno e microclima – di Colle degli Angeli.
Fu proprio il goût de terroir unico della tenuta, in effetti, ad indurci ad optare per un Brunello piuttosto che per un Super Tuscan od altro uvaggio composito.  Non amiamo né ambiamo agli stereotipi di moda del momento, vini appositamente costruiti per compiacere il gusto prevalente, con un occhio al mercato ed uno al profitto.  Crediamo, piuttosto, nell’identità autoctona, nei tratti distintivi d’un particolare suolo, d’un dato vigneto e microclima; in varietà indigene che esprimono gli aromi ed i sapori della terra che le nutre.
Il nostro Brunello proviene da una severa selezione delle migliori uve Sangiovese Grosso e dalle migliori esposizioni di proprietà.  Il vino che ne risulta, naturalmente, è Sangiovese in purezza come previsto dal disciplinare DOCG, ed i quantitativi variano a seconda dell’andamento dell’annata, le condizioni climatiche e vegetative e la qualità che ne deriva.  Vi potranno essere annate in cui non commercializzeremo il nostro Brunello: ciò accadrà qualora un dato millesimo non potrà far onore a quel risultato elevatissimo che ci si attende dal vino principe di Montalcino”.

 

Attilio Locati  – Azienda Agricola “Paradisone”

Montalcino (SI)

info@paradisone.it

www.paradisone.it

Remo Pàntano

 

 

Advertisements

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. Il giornale del vino said, on febbraio 16, 2009 at 9:20 pm

    Grazie Remo per il tuo primo articolo davvero interessante.
    E’ bello che a Montalcino ci siano aziende da scoprire oltre i soliti nomi!!


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: