IL GIORNALE DEL VINO

Il troppo stroppia

Posted in Degustando, Oltre il vino, Pensieri e parole by enzozappala on marzo 18, 2009

Chissà chi aveva avuto l’idea o chi era stato capace per primo di tradurre le sensazioni in parole? Sicuramente le reazioni che avvengono nel mosto, nelle sue fermentazioni e nell’affinamento del vino introducono sentori più o meno chiari di frutta, di fiori e di altre essenze naturali.  Questo fatto, la cui percezione si perde nella notte dei tempi, è stata una delle componenti dell’amore dell’uomo per questa bevanda di origine divina. Oltre ovviamente ai suoi poteri capaci di far dimenticare e di portare allegria e spensieratezza. Tutto andava bene fino a che si identificavano precisi aromi riconducibili a frutta e vegetali, facenti parte della vita di tutti giorni. Profumo di pesca, di pera, di pomodoro, di peperone, di rosa. Erano essenze che scaturivano immediate e che venivano percepite senza alcuna difficoltà da tutti coloro che alzavano il calice verso il dio Bacco.

Poi, lentamente, anche il vino divenne motivo di studio o, per meglio dire, occasione per primeggiare e forse, in alcuni casi, per soddisfare reconditi problemi esistenziali. I frutti di bosco si moltiplicarono e fece non poco stupore che i più grandi esperti del settore degustativo, che stavano aumentando a macchia d’olio con le prime guide specializzate e le scuole di insegnamento sensoriale, benché mai spostatisi dal patrio suolo, sapessero riconoscere perfettamente i quattordici tipi di mirtillo bianco della tundra d’Alaska, gettando nella costernazione i giganteschi Grizzly, che credevano di essere i soli depositari di quella millenaria tradizione. E non parliamo poi delle ventisette specie di more e di lamponi, tra cui quelle che erano esposte a sud, a sud-est, o che erano presenti su terreni calcarei, vulcanici, torbosi, silicei e via dicendo. (more…)

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