IL GIORNALE DEL VINO

Degustazione dei vini di Jacques Prieur

Posted in Aziende da conoscere, Degustando, Vini francesi by Stefano & Giorgio on ottobre 28, 2008

Meursault Clos de Mazeray Blanc 1999
Vitigno: 100% chardonnay
Regione: Côte-de-Beaune
Denominazione: Meursault
Superficie di proprietà: 2.7 ettari
Bottiglie prodotte: 12’600
Qui si entra nella vera Côte des Blancs, dove unitamente a Puligny e Chassagne-Montrachet si producono tra i più complessi e longevi vini bianchi al mondo. In questa storica cittadina la viticoltura ebbe inizio nel 1098 quando i monaci di Citeaux divennero proprietari di una vigna grazie a una donazione del primo Duca di Borgogna a Robert de Moleste fondatore dell’Abbazia. Il nome di Meursault deriva dalla modifica del termine latino Muris Saltus nome dato al villaggio all’epoca delle conquiste romane. Qui non si trovano Grands Crus ma denominazioni comunali e Premiers Crus di grande spessore e personalità. La denominazione comunale si basa su una ventina di pregiati vigneti autorizzati ad aggiungere il proprio nome in etichetta. Clos de Mazeray, Meix-Chavaux, Luchets, Narvaux, Tessons, Tillets, … qui i migliori produttori locali, con basse rese e tecniche appropriate di coltivazione, sono in grado di valorizzare al massimo le diversità del territorio. La denominazione Meursault Clos de Mazeray è situata molto vicino al centro abitato, ha un’estensione di circa 3 ettari ed è interamente di proprietà della famiglia Prieur da vari decenni, genera generalmente vini bianchi, ma anche buoni vini rossi.

La degustazione: il vino si presenta in perfetto equilibrio. Olfattivamente coniuga alla perfezione note di futta matura e sfumature boisé, evidenzia aromi di menta, arachidi è attraversato da una spiccata vena minerale. Al gusto è morbido, sostenuto da una bella freschezza; il finale è lungo con ritorni minerali e tostati. Un’espressione comunale di ottima personalità che rappresenta alla perfezione il proprio territorio, capace di durare ancora alcuni anni.

Puligny-Montrachet 1er cru Les Combettes 1999
Vitigno: 100% chardonnay
Regione: Côte-de-Beaune
Denominazione: Puligny-Montrachet 1er Cru
Superficie di proprietà: 1.5 ettari
Bottiglie prodotte: 8’800
È indubbio che quest’area è avvolta dal mito. Mito che deriva dalla presenza di ben cinque Grands Crus tra i più conosciuti e costosi al mondo: Montrachet, Chevalier-Montrachet, Bâtard-Montrachet, Bienvenue-Bâtard-Montrachet e Criots-Bâtard-Montrachet. Tutti vigneti situati a cavallo tra i villaggi di Puligny e Chassagne comuni a cui, nel 1879, è stato permesso di associare il loro nome con quello del cru di Montrachet. Solo la leggenda, diffusa all’inizio del XX secolo da Jacques Prieur, nonno di Martin, e da Vincent Leflaive, può spiegare l’origine dei nomi di questi vigneti. “Il signore di Puligny per consolarsi della morte dell’unico figlio (le chevalier) avvenuta durante le crociate ebbe da una vergine (la pulcelle) un figlio illegittimo (le bâtard). Al momento del riconoscimento del piccolo la popolazione si riunì al castello per dare il proprio benvenuto (bievenue au bâtard)”. Fu così definito: Montrachet, il padre, Chevalier-Montrachet, il figlio scomparso e Bâtard-Montrachet, il figlio illegittimo. Malgrado questa presenza Puligny dispone pure di alcuni Premiers Crus di primissimo piano, Les Combettes è con Les Pucelles uno dei più pregiat, è situato al confine con Meursault poco lontano dall’area di Montrachet. La parcella qui posseduta da Prieur con 1.5 ettari una delle più estese del proprio patrimonio viticolo.

La degustazione: il vino sviluppa ottime complessità su note mature e dense, il tutto integrato in piacevoli sfumature di pietra focaia, tartufo bianco, nocciola e …. In bocca si presenta grasso e consistente, il tutto ben sostenuto da una bella freschezza e con un finale molto lungo caratterizzato da una fresca mineralità e da tostature ben equilibrate. Vino di spiccata intensità e personalità capace di durare nel tempo ancora parecchi anni.

Corton-Charlemagne Grand Cru 1999
Vitigno: 100% chardonnay
Regione: Côte-de-Beaune
Denominazione: Corton-Charlemagne Grand Cru
Superficie di proprietà: 0.22 ettari
Bottiglie prodotte: 1’100
La Côte de Beaune inizia alla montagna di Corton divisa dai comuni di Aloxe, Pernand-Vergelesses e Ladiox. Qui terminano le denominazioni Grands Crus a base di Pinot Nero (Corton) e iniziano quelle a base di Chardonnay. Realtà, storica o leggenda? Corton-Charlemagne è l’unico vigneto della Borgogna che porta il nome di due imperatori Curtis d’Othon e Carlomagno. Una leggenda avvolge questa denominazione, all’epoca di Carlomagno l’intero vigneto era coltivato a Pinot Nero e la produzione era esclusivamente di vini rossi. Grazie al fatto che l’imperatore durante la vecchiaia rovesciava spesso i calici di vino rosso sulla sua folta barba bianca si decise di produrre del vino bianco e di sostituire il Pinot Nero con lo Chardonnay. I 52 ettari di superficie occupano il versante sud/ovest della montagna. Le vigne di Aloxe si snodano guardando verso sud, mentre il suo prolungamento, in territorio di Pernand-Vergellesses, sono rivolte verso ovest. Le pendenze oscillano tra i 250 e i 300 metri su suoli di roccia calcarea, caratteristica che conferisce ai vini una classica nota minerale.

La degustazione: immediatamente si presenta in una veste elegante con eccellenti sfumature di agrumi, menta, pepe bianco, miele di tiglio, complessità che evolvono in leggere note minerali e di spezie dolci. Al gusto si presenta in tutta la sua avvolgenza, è grasso e setoso; le varie ed equilibrate sfumature tostate restano per un lunghissimo tempo in bocca. Vino di eccellente complessità, di grande eleganza e persistenza da riassaggiare nel corso dei prossimi anni.

Volnay 1er cru Champans 2002
Vitigno: 100% pinot nero
Regione: Côte-de-Beaune
Denominazione: Volnay 1er Cru
Superficie di proprietà: 0.35 ettari
Il comune di Volnay è stretto tra quelli di Pommard e Meursault, vi si producono esclusivamente vini rossi. La denominazione è una delle più estese si sviluppa in media collina al centro del villaggio, la parcella di Martin Prieur è di piccole dimensioni copre solo 35 acri.

La degustazione: al primo assaggio il vino ci lascia perplessi denota infatti una silhouette sottile e longilinea. Presenta ricordi floreali, di ciliegia e mora e piccoli frutti di bosco e cacao; al gusto si presenta dapprima di media struttura, fine e delicato. Lasciandolo nel bicchiere per riassaggiarlo in seguito svilupperà complessità che lo renderanno più interessante e piacevole.

Beaune 1er cru Les Grèves 2005
Vitigno: 100% pinot nero
Regione: Côte-de-Beaune
Denominazione: Beaune 1er Cru
Superficie di proprietà: 1.7 ettari
Questo vino è frutto di una parcella di 1.7 ettari situata sulle colline ad ovest della città di Beaune. Questo vigneto rappresenta, con una superficie totale di 31 ettari, uno dei più estesi dell’intero comune. Il suo nome fa riferimento alla presenza elevata di sassi nel sottile strato che ricopre la roccia calcarea.

La degustazione: è uno dei primi vini delle favolosa annata 2005 in commercio, conferma tutto il suo potenziale che già lasciava presagire nella degustazione in primeur effettuata presso il produttore nel novembre scorso. Nel bicchiere scorre ricco e consistente, il colore è rubino profondo con luminosi riflessi violacei. Al naso è chiuso e solo in seguito emana leggere sfumature di frutta rossa, violetta e di piacevoli speziature. Al gusto spicca per ricchezza e per la personalità dei tannini, molto vigorosi ma di ottima finezza. Il finale è di ottima qualità e persistenza. Un vino che tra 6-7 anni sarà in grado di sviluppare ottime complessità ed essere fonte di piacere. 

Volnay 1er cru Clos de Santenots 2002
Vitigno: 100% pinot nero
Regione: Côte-de-Beaune
Denominazione: Volnay 1er Cru
Superficie di proprietà: 1.2 ettari
Anche se questa denominazione fa riferimento al comune di Volnay questi vigneti fanno parte dell’area di Santenots situata al nord di Meursault e sono dedicati al Pinot Nero. Si tratta di una parcella di 1.2 ettari interamente di proprietà di Martin Prieur.

La degustazione: una delle migliori espressioni dei Pinot della Côte de Beaune di grande complessità, potenza e persistenza. Al naso si esprime su toni di cuoio, cioccolato, frutta nera, pepe bianco, sfumature affumicate e balsamiche. L’entrata in bocca è prorompente e avvolgente, la perfetta maturazione dei tannini dà una sensazione setosa, la persistenza è molto lunga e la qualità del finale eccellente. Un vino che ci coinvolge con un’ottima capacità di durare nel tempo.

Chambertin-Clos de Bèze Grand Cru 1999
Vitigno: 100% pinot nero
Regione: Côte-de-Nuits
Denominazione: Chambertin-Clos de Bèze Grand Cru
Superficie di proprietà: 0.15 ettari
Bottiglie prodotte: 300
Segue per notorietà il confinante Chambertin, fu istituito attorno al 640 dai monaci dell’abbazia di Bèze. Il vecchio Clos, una volta circondato da muri per delimitarne il perimetro, si estende su 15 ettari. È rivolto verso est, le pendenze sono moderate ma leggermente maggiori rispetto all’illustre vicino, questo gli permette di avere un drenaggio perfetto e un eccellente esposizione ai raggi solari. Il sotto suolo è formato dalla classica roccia calcarea ricoperta, nella parte alta, da terre bianche e da una marna; scendendo il suolo è bruno e ricco di sali minerali. I venti da nord permettono l’ideale ventilazione proteggendo l’area dai venti provenienti da ovest portatori di pioggia. È frazionato in 15 diverse proprietà tra queste spicca, per estensione, quella del Domaine Pierre Damoy che ne possiede circa 5 ettari. La partella da cui nasce questo vino è veramente minuscola copre solo 0.15 ettari per una produzione annua di circa 300 bottiglie.

La degustazione: è sempre una grande emozione potere assaggiare uno dei più antichi “clos” della Côte d’Or. Si presenta in maniera elegante e discreta ma la sua complessità è interminabile. In successione sfilano ricordi di frutta nera, tartufo, funghi, muschio, spezie orientali, liquirizia, cioccolata, cannella, … L’entrata in bocca è ricca, morbida e calda, la struttura dei tannini è di grande eleganza; il lunghissimo finale è di grande equilibrio con ritorni di cioccolata, chiodi di garofano e una piacevole mineralità. Un vino che ha emozionato tutti i presenti ….

Musigny Grand Cru 2003
Vitigno: 100% pinot nero
Regione: Côte-de-Nuits
Denominazione: Musigny Grand Cru
Superficie di proprietà: 0.77 ettari
Bottiglie prodotte: 2’900
Il Musigny si estende dalla parte meridionale del comune di Chambolle-Musigny al confine con Vougeot dove sovrasta l’omonimo Clos. Fu senza dubbio Musinus, proprietario gallo-romano, a dare origine al suo nome. Gli archivi menzionano che Pierre Gross, nel 1110, fece dono del suo campo di “Musigné” ai monaci per avere un posto in paradiso. I 10.7 ettari sono frazionati in tre parcelle Le Grand Musigny (5.9 ettari), Les Petits Musigny (4.1 ettari) e un piccolo lotto della Combe d’Orveaux (0.7 ettari), più dei due terzi di questa superficie è di proprietà del Domaine Comte Georges de Vogüé. Poggia su terrazze a un’altezza compresa tra i 260 e i 280 metri, le pendenze sono deboli variano tra 8 e 10%. Il suolo è formato da una roccia marina calcarea, lo strato che la ricopre è poco profondo, bruno-calcareo, leggermente argilloso e ciottoloso, caratteristiche che permettono di mantenere il calore nelle prime ore della notte impedendo escursioni termiche troppo brusche; la posizione resta ben protetta dai freddi venti che soffiano durante la notte provenienti dalla montagna. Mezzo ettaro di queste terre sono occupate dallo Chardonnay per un vino bianco raro, ricco e ampio, l’unico vino bianco classificato Grand Cru della Côte de Nuits. La parcella che genera questo vino ha una superficie di 0.77 ettari.

La degustazione: stiamo riordinando i nostri appunti dell’assaggio del “Musigny” di Martin Prieur e ancora l’emozione ci assale, ci sembra riduttivo quindi descriverlo come qualsiasi altro vino. Visto che le grandi emozioni che ci procura non si possono tradurre le possiamo solo riassumere così: forza, finezza e persistenza alla massima espressione. È un vero “fuoriclasse” capace di durare nel tempo (40-50 anni e oltre).