IL GIORNALE DEL VINO

I vini di Vosne-Romanée

Posted in Dossier terroir, Vini francesi by Stefano & Giorgio on ottobre 23, 2008

Lasciandoci alle spalle il Clos de Vougeot attraversiamo dapprima il settore di Flagey-Échezeaux dove si trovano i Grands Crus di Echezeaux e Grands Echezeaux, vigneti sottovalutati per la presenza nelle vicinanze dei grandissimi Grands Crus di Vosne-Romanée. Le denominazioni di Vosne-Romanée sono attribuite ai vini rossi prodotti nell’omonimo comune e in quello vicino di Flagey-Échezeaux.

 

Il vigneto si sviluppa su deboli pendenze ad un’altezza compresa tra i 235 metri, livello della N74, e i 350. Vosne faceva parte del priorato di Saint Vivant ed era sede della tenuta di caccia dei Duchi di Borgogna. Dal 1865 a Vosne è stato associato il nome di “Romanée” uno dei crus più importanti del comune. Anche se le denominazioni comunali e Premiers Crus occupano circa 160 ettari di pregiati terreni, l’area è mondialmente riconosciuta per la presenza di ben 6 Grands Crus: Romanée-Conti, La Romanée, Romanée-Saint-Vivant, Richebourg, La Tâche. Questi, unitamente ad alcuni ottimi Premiers Crus, si snodano nella fascia centrale della collina che sovrasta il villaggio su un terreno di origine calcarea.

I vini di Vosne-Romane simboleggiano l’eleganza dominando per morbidezza e sostenuti da tannini abbastanza discreti e da un’acidità poco marcata. Vini succosi dotati di una bella persistenza finale, sviluppando note di ciliegia, fragola e sottobosco.

Romanée-Conti

Nell’ottobre del 1241 una dozzina di monaci del priorato di Saint-Vivant si riunirono in consiglio e decisero di vendere il Cros des Cloux, una parcella che costituiva la parte ovest delle vigne del Cloux de Saint-Vivant, ricevuto un secolo prima in donazione dai Duchi di Borgogna. Questo appezzamento fu poi conosciuto, in seguito, con il nome di Romanée-Conti. Questo avvenne nel 1760 quando Louis-François de Bourbon, principe di Conti, acquistò una piccola parcella della Romanée. Già nel 1791 risultano dei documenti che descrivono e lodano, in modo inusuale per l’epoca, la personalità del vino prodotto “La Romanée-Conti è un pezzo di vigna celebre per la qualità dei vini prodotti, si trova nel territorio viticolo di Vosne in posizione vantaggiosa per ottenere frutti di perfetta maturità…”. Oggi l’intera superficie è di proprietà del Domaine de La Romanée-Conti, gli 1.8 ettari si situano nel settore a sud del villaggio, in media collina a un’altitudine di 260 metri. Le viti hanno un’età media di 40 anni, sono poste su lievi pendenze perfettamente rivolti verso levante. Il suo suolo è bruno-calcareo, ferruginoso e dotato di argilla di buona qualità, questo sottile strato è depositato su dure rocce calcaree ben resistenti all’erosione. Questo sublime territorio da straordinari, rari e costosissimi vini che evolvono in note che evocano la ciliegia, la violetta, rosa canina e petali di rosa. La sua nobiltà genera una struttura tannica setosa ed elegante paragonabile a nessun altro vino; la perfetta armonia raggiunta con la maturazione è garantita anche quando è frutto da una piccola annata.

La Romanée

Il nome di La Romanée, utilizzato per designare questa piccola parcella, apparve solo nel 1651. Fu Louis Liger-Belair, nel 1826, che raggruppò altre sei piccole parcelle contigue definendole con l’attuale nome. Per lungo tempo fu confuso con il confinante La Romanée-Conti anche se queste due parcelle nel corso della storia hanno avuto destini ben separati. La vicinanza non impedisce di distinguere varie diversità del territorio, caratteristiche che saranno espresse dai vini. Sovrastando La Romanée-Conti è situato su pendenze maggiori (12%), l’altezza più elevata raggiunge i 280 metri. I suoli sono abbastanza simili, meno argillosi e più sassosi in superficie, per limitare i rischi d’erosione le vigne sono state piantate perpendicolarmente alle pendenze. I suoi 0.85 ettari rappresentano la denominazione francese meno estesa e tuttora di proprietà della famiglia Liger-Belair. Il vino associa consistenza ed eleganza che lo rende già gradevole in prima giovinezza, con l’invecchiamento evolve in tutta la sua ampiezza, una miriade di sensazioni che si propongono con grazia. L’entrata è morbida per poi lasciare spazio a un’eccellente materia e a una struttura tannica di grande qualità.

La Tâche

La denominazione La Tâche è la più a sud dell’intera Côte de Nuits, appartenne fino alla Rivoluzione francese ai monaci di Saint Denis de Nuits che allora dipendeva dalla diocesi di Autun. Dopo la vendita i nuovi proprietari del vigneto storico, che allora era di circa 1.5 ettari, furono autorizzati, per decisione giudiziaria, ad aggiungere la parte più grande del vicino vigneto Gaudichots che già possedevano. Trae il proprio nome probabilmente dall’espressione “tâcheron” che designa un operaio che si occupa di una vigna in cambio di un salario. La superficie attuale è di poco superiore ai 6 ettari tutti di proprietà del Domaine Romanée-Conti. Presenta una debole inclinazione, un’esposizione perfetta e un suolo ciottoloso che gli assicura un eccellente drenaggio. I vini si distinguono per aromi complessi caratterizzati da una fine nota di liquirizia, al gusto presenta estrema consistenza fusa, anche in fase giovanile, con una struttura vellutata e untuosa, sensazioni difficilmente riscontrabili con altri. La Tâche è, con Richebourg, Bonnes-Mares, Clos de Tart e Chambertin, capace di produrre una longevità straordinaria, assicurata da una notevole freschezza e da una mineralità di grande razza.

La Grande Rue

Dall’epoca gallo-romana la parcella, denominata oggi La Grande Rue, accoglie la coltura della vite. Nel 1450 è citato per la prima volta con una superficie di circa un ettaro associato ad alcune più piccole per una superficie totale vicina a quella attuale. Dopo vari passaggi di proprietà l’intera parcella fu acquisita da Henri Lamarche nel 1933. Non essendo stata inserita, negli anni ‘30, tra le denominazioni Grands Crus la famiglia Lamarche sollecitò, nel 1984, un nuovo statuto. La prima vendemmia classificata Grands Crus fu quella del 1991. Il vigneto si estende tra La Tâche e le tre Romanée, separata esclusivamente da una piccola strada che segna una sensibile differenza di territorio. Si è su un sotto-strato identico con variazioni dovute allo sviluppo verticale del vigneto. I vini presentano un bel colore rubino con eleganti aromi che evocano la violetta e la fragola, sfumature che con l’invecchiamento danno un bouquet di grandi complessità. L’attacco è morbido e consistente, un po’ duro nella prima gioventù, caratteristica che assicura un buon invecchiamento. La struttura tannica necessità del tempo per sviluppare eleganza e finezza.

 

Richebourg

La specificazione Richebourg apparve per la prima volta nel 1512, prima questa parcella, interamente di proprietà del monastero di Saint-Vivant, era conosciuta con il nome di La Gueuppe. Fu smembrata e divisa tra varie comunità religiose, tra cui l’abbazia di Cîteaux che contribuì ad elevarne la gloria. I monaci cistercensi si occuparono direttamente della lavorazione della vigna, delle raccolte e della vinificazione che avveniva nelle cantine del Castello di Clos de Vougeot. Venduta, dopo la Rivoluzione, come bene nazionale fu acquisita da un uomo d’affari parigino che la suddivise tra parecchie famiglie locali, questo spiega l’attuale divisione tra una dozzina di proprietari. Nel 1924 alla parcella originale è aggiunta quella sottostante di Les Varoilles-sous-Richebourg, portando la superficie totale a poco più di 8 ettari. Superficie confermata nel 1936 con l’attribuzione della denominazione Grand Cru. È il più a nord dei Grands Crus di Vosne, è idealmente situato in media collina è separato da La Romanée e da Romanée-Conti da un sentiero. Poggia su un sottile strato, che raramente supera i 30 centimetri, vegetale e argilloso frammisto a detriti sassosi. Si noterà una piccola differenza tra le due parcelle che lo compongono: Les Véroilles è prevalentemente orientato verso est, nord/est esposto alle correnti d’aria che provengono dalla vicina vallata, questa differenza determina una maturazione ritardata degli acini, sempre di ottima qualità, ma un po’ meno ricchi di zuccheri rispetto a Richebourg. Il colore dei vini è sempre molto sostenuto anche in annate difficili, il naso è di rara generosità miscela note di fragola, violetta e speziate tutte racchiuse in un’elegante mineralità. In bocca è opulento, si libera in tutta la sua ampiezza con il passare degli anni, la struttura tannica evolve in tutta la sua eleganza, caratteristica del grande territorio di Vosne. Richebourg si avvicina alla setosità estrema della Romanée-Conti e al vigore ineguagliabile della Tâche.

Romanée-Saint Vivant

Il terreno che diede origine all’attuale Romanée-Saint Vivant fu impiantato già dai Romani, ma furono i benedettini dell’abbazia di Saint Vivant che resero emblematico questo vigneto della Côte. L’abbazia fu creata nel IX secolo dai monaci venuti da Vendée, cacciati dai Normanni furono accolti dal signore di Vergy che disponeva di una grande fortezza nelle Hautes Côtes. Nel XII secolo questo monastero ereditò alcune terre incolte di Vosne, terre che, rimesse in cultura, vari decenni più tardi daranno origine a questo rinomato Grand Cru. Come tutte le proprietà ecclesiastiche fu sequestrato e messo in vendita dopo la Rivoluzione francese e acquistato all’asta da Nicolas-Joseph Marey. Il Domaine de la Romanée-Conti acquistò 5 dei 9 ettari nel 1988 divenendone il maggiore proprietario. Situato sotto la Romanée-Conti e Richebourg dispone di leggere pendenze rivolte verso est, il suolo è formato da roccia marina calcarea ricoperta da terre brune, argillose e ricche di calcare attivo. I vini sono di grande vigore, sempre un po’ austeri in gioventù, liberano tutte le loro complessità con il tempo. In questo periodo la sua struttura si sviluppa grazie a una pregiata mineralità e a una grande morbidezza, caratteristiche che sono in grado di durare vari decenni.

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